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21.03.21 - 15:47
Aggiornamento: 17:04

Si fanno desiderare gli aiuti per i casi di rigore

I Cantoni fino alla fine di febbraio avevano versato poco più di mezzo miliardo di franchi. Solo 9 milioni in Ticino, nel frattempo saliti a oltre 25..

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Gli aiuti faticano ad arrivare

Berna – Fino alla fine di febbraio, in relazione alla crisi dovuta al coronavirus i Cantoni hanno versato alle imprese solo 544 milioni di franchi di aiuti per i casi di rigore. Lo ha riferito per primo il "SonntagsBlick". Nella sessione primaverile le Camere federali hanno portato a dieci miliardi i fondi a disposizione a questo scopo. E nel frattempo sia gli importi che il numero di aziende aiutate hanno fatto un balzo avanti: in Ticino in poche settimane si è passati da 9 milioni a oltre 25 milioni, versati a 450 aziende circa .

Stando al sito del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (Defr) e a quello del Dipartimento federale delle finanze (Dff), tra il 26 settembre 2020 e il 28 febbraio 2021 i Cantoni hanno pagato complessivamente circa 492 milioni di franchi di contributi a fondo perso a 7'207 aziende. Inoltre 332 ditte hanno ottenuto prestiti per circa 52 milioni. I complessivi 544 milioni versati comprendono contribuiti della Confederazione e dei Cantoni.

Da 2,5 a 10 miliardi

I Cantoni sono responsabili dell'esame delle richieste di aiuti per i casi di rigore, della concessione dei prestiti e del versamento degli importi. Dall'autunno ricevono un sostegno statale le imprese che hanno subito perdite a causa dell'emergenza coronavirus.

Nella sessione primaverile appena conclusa il parlamento ha aumentato gli aiuti da 2,5 a dieci miliardi di franchi. Un'azienda è considerata un caso di rigore qualora il fatturato è sceso di almeno il 40% o se è stata costretta a chiudere i battenti per oltre quaranta giorni. Le Camere hanno inoltre deciso di tenere conto anche delle società create prima dell'ottobre scorso; in precedenza la scadenza era fissata al marzo 2020.

I criteri posti per le ditte interessate e la rapidità dei versamenti variano da Cantone a Cantone. Stando al Defr e al Dff, sino a fine febbraio Zurigo e Ginevra (circa 75 milioni ciascuno) sono quelli che hanno pagato più contributi a fondo perso, seguiti da Vallese (70 milioni) e Vaud (51 milioni). Berna ne ha erogati quasi 35 milioni, Svitto 25, Basilea Città 24 e Argovia 23. I Grigioni alla fine del mese scorso avevano distribuito 10,71 milioni (a 123 aziende). Turgovia, Nidvaldo e Obvaldo non hanno ancora attribuito fondi e da parte di Zugo non erano disponibili informazioni.  Con circa 205 milioni di franchi la maggioranza dei contributi a fondo perso sono stati concessi ad imprese del settore della ristorazione, seguita da quello alberghiero (76 milioni) e da quello dei viaggi (55 milioni).

Oltre 25 milioni in Ticino

Il Ticino a fine febbraio aveva versato 9,05 milioni (a 164 aziende). Nel frattempo la cifra è quasi triplicata. La scorsa settimana erano stati superati i 25 milioni (si tratta quasi esclusivamente di contributi a fondo perso); 450-500 le aziende che fino a pochi giorni fa avevano ricevuto gli aiuti. «La ‘macchina’ sta viaggiando, i soldi vengono versati: di settimana in settimana, l’importo complessivo aumenta abbastanza velocemente», dice a ‘laRegione’ il consigliere di Stato Christian Vitta, responsabile del Dipartimento finanze ed economia. Il Cantone per il momento ha previsto di destinare 75 milioni di franchi ai casi di rigore. Nel frattempo però i fondi messi a disposizione da Berna sono aumentati. Il credito ‘cantonale’ verrà pertanto corretto verso l’alto. 

Stando alla Segreteria di stato dell'economia (Seco), diversi Cantoni hanno potuto iniziare con i versamenti soltanto in marzo. Tuttavia questi sono avanzati rapidamente, ha indicato la Seco all'agenzia Keystone-Ats. La Segreteria ritiene che i dati relativi alla situazione a fine marzo, che verranno pubblicati a metà aprile, saranno sensibilmente superiori.

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