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23.02.21 - 10:42

Swiss, via 1’000 impieghi nei prossimi due anni

La compagnia scrive al governo chiedendo una valutazione della situazione pandemica. Speso un terzo del credito speciale di 1,5 miliardi concesso da Berna

Ats, a cura de laRegione
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C'è molta preoccupazione (Ti-Press)

La compagnia aerea elvetica Swiss ha scritto al Consiglio federale chiedendo una valutazione della situazione a seguito della crisi pandemica. Conferma così una notizia pubblicata dal gruppo Tamedia, precisando che non si tratta di una chiamata d'emergenza. Un portavoce assicura che il gruppo non si trova in difficoltà finanziarie, ma conferma che ci saranno tagli di posti di lavoro a causa della crisi. Finora la compagnia ha utilizzato solo una piccola parte del credito di 1,5 miliardi di franchi garantito dalla Confederazione per far fronte alla pandemia. Swiss «dispone ancora di circa un miliardo di franchi», precisa l'addetto stampa confermando che saranno forniti ulteriori dettagli nel corso della conferenza stampa annuale prevista il 4 marzo.

Primi provvedimenti da marzo

«Ciò che è chiaro è che la crisi del coronavirus porterà a tagli di posti di lavoro presso Swiss», aggiunge il portavoce. Ciò si tradurrà in tre misure: congelamento delle assunzioni da marzo 2020, lavoro ridotto con diminuzioni di salario e prepensionamento. Attualmente gran parte dei dipendenti (personale di terra, di cabina e di bordo) lavora a orario ridotto. L'azienda prevede di tagliare 1'000 impieghi entro i prossimi due anni. Se queste misure saranno sufficienti dipenderà dallo sviluppo della pandemia.

La durata massima di 18 mesi di disoccupazione parziale scadrebbe a settembre, indica la stampa. Secondo quanto riferiscono i media, nella sua lettera la compagnia avrebbe chiesto che il governo sia autorizzato dal Parlamento ad estendere questa misura. Il Consiglio federale ha deciso che un test Pcr negativo è richiesto dall'8 febbraio per entrare in Svizzera in aereo o da un paese a rischio. Swiss ha fortemente ridotto le sue attività sia a Zurigo che a Ginevra a causa del calo della domanda.

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