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12.01.21 - 20:09

Lockdown duro o sempre light? Il Governo a un bivio

Coronavirus, domani decide il Consiglio federale. Berset sarebbe a favore della chiusura dei negozi. I colleghi borghesi dovrebbero mettersi di traverso.

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Keystone
Berset

‘Berset vuole chiudere i negozi e più telelavoro a causa della mutazione del coronavirus’. Così titola un articolo pubblicato oggi sul sito del ‘Tages-Anzeiger’. L’anticipazione della proposta che il ministro della sanità farà domattina ai colleghi di Consiglio federale è stata confermata in serata al ‘Blick’ da fonti vicine all’esecutivo. Quel che deciderà il Governo è però un’altra storia.

La Svizzera si appresterebbe a entrare in “un confinamento che non è tale”, secondo ‘Le Temps’. Il quotidiano ginevrino scrive che la maggioranza borghese del Governo dovrebbe mostrare il pollice verso al piano Berset. Probabile, quindi, che domani non si vada molto più in là di una proroga fino a fine febbraio della chiusura di bar, ristoranti e strutture per lo sport e il tempo libero (valida in principio fino al 22). Questa misura non è stata contestata dai cantoni durante la consultazione-lampo svoltasi lo scorso fine settimana. 

Il ‘nodo’ della chiusura dei negozi

Diverso il discorso per il resto del ‘pacchetto Berset’. Particolarmente controversa è la chiusura di negozi e mercati che non vendono prodotti essenziali di uso quotidiano, una misura già sperimentata la scorsa primavera in tutta la Svizzera, a novembre in alcuni cantoni romandi e attualmente in vigore nei cantoni di Argovia e Soletta. Alain Berset vorrebbe introdurla sul piano nazionale, scrivono ‘Tagi’ e ‘Blick’. Ma appare difficile che riesca a riunire una maggioranza a favore di un provvedimento aspramente criticato dall’Unione delle arti e dei mestieri (Usam) e dall’Unione svizzera degli imprenditori (Usi).

Tra le organizzazioni economiche, forte è anche l’opposizione al rafforzamento del telelavoro. Il ministro della sanità vorrebbe passare dalla ‘raccomandazione urgente’ all’obbligo. Difficile che riesca a fare breccia.

Molto attesa è anche la decisione del Consiglio federale in merito al sostegno finanziario alle imprese che hanno dovuto chiudere o ridurre l’attività a causa delle chiusure decretate dalle autorità. Venerdì scorso, durante la trasmissione ‘Arena’ della tv svizzerotedesca Srf, il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha annunciato un allentamento delle regole per i casi di rigore.

Commissione dell’economia in pressing

In una lettera indirizzata al Consiglio federale, anche la Commissione dell'economia e dei tributi del Nazionale (Cet-N) raccomanda di semplificare e accelerare gli aiuti alle imprese in difficoltà. La commissione, con maggioranze risicate, si dice però contraria all'obbligo del telelavoro e alla chiusura dei negozi. La Cet-N vorrebbe che l'inasprimento dei provvedimenti contro la diffusione del virus vorrebbe venisse imposto soltanto in funzione "dell'effettiva situazione epidemiologica e non come misura precauzionale".

Per il momento viene respinta , con 12 voti a 10 (1 astensione), l'obbligo del telelavoro e, con 12 voti a 11 (1 astensione), la chiusura di negozi e commerci che non vendono beni di prima necessità.

Con 12 voti a 7 (5 astensioni) si è inoltre pronunciata contro la regola dei due nuclei familiari per gli incontri privati e, con 11 voti a 9 (4 astensioni) anche contro ulteriori provvedimenti sul posto di lavoro, in particolare l'obbligo generalizzato della mascherina all'interno dei locali.

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