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08.01.21 - 16:34

Causa Covid, avvio scaglionato della scuola reclute

Una parte degli effettivi entrerà in servizio soltanto a febbraio. Ma i ‘ritardatari’ dovranno prepararsi a casa.

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Keystone
Non tutti assieme

Berna – A causa della pandemia di coronavirus l'imminente scuola reclute inizierà in modo scaglionato. Parte degli effettivi entreranno infatti in servizio a febbraio e non a gennaio come da calendario. Tuttavia, nel frattempo dovranno prepararsi dal punto di vista teorico e fisico da casa.

Nei primi mesi del 2021, si legge in una nota odierna, l'esercito porrà l'accento sulla gestione dell'epidemia. Di conseguenza, nel primo trimestre avranno principalmente luogo i corsi di ripetizione che possono fornire un contributo in questo senso qualora le autorità civili ne avessero bisogno. Circa due terzi dei corsi sono invece stati rimandati ai prossimi mesi.

Una diversa organizzazione

Nonostante il Covid-19, lo svolgimento della formazione per le quasi 12'000 reclute attese è garantito, ma l'organizzazione sarà diversa dal solito, spiegano le forze armate nel comunicato. Affinché gli eventuali positivi al test del coronavirus possano essere assistiti in maniera ottimale e si possano attuare le misure di isolamento e quarantena, l'entrata in servizio fisica avverrà a scaglioni.

Non cambia nulla per i quadri: la data rimane quella dell'11 gennaio, ovvero lunedì prossimo. Poi, in una prima fase che comincerà il 18 gennaio, sarà la volta delle scuole sanitarie e d'ospedale, così da consentire alle reclute di assolvere rapidamente l'istruzione di base, rendendole disponibili per eventuali impieghi.

‘Insegnamento a distanza’

In un secondo momento, l'8 febbraio, entreranno in servizio fisicamente nelle caserme le altre reclute. Dal 18 gennaio esse dovranno però acquisire autonomamente da casa, mediante una sorta di insegnamento a distanza, le conoscenze teoriche dell'esercito e della vita quotidiana militare. Inoltre, dovranno assolvere un allenamento sportivo.

Queste giornate, che comprendono circa sei ore di studio individuale e di apprendimento quotidiane nonché quattro ore di allenamento sportivo settimanali, vengono computate integralmente come giorni di servizio. Grazie a tale soluzione, prosegue la nota, da un lato resta possibile fornire un appoggio supplementare a breve termine alla sanità pubblica e dall'altro viene garantita l'istruzione delle nuove leve e quindi la prontezza a lungo termine delle truppe.

I provvedimenti adottati si fondano sulle esperienze acquisite in oltre 300'000 giorni di servizio prestati a favore delle autorità civili e durante due scuole reclute svolte nel 2020 in piena pandemia. Ovunque bisognerà rispettare rigorosi concetti di protezione. Per ulteriori informazioni si può consultare su Internet il dossier coronavirus dell'esercito.

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