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27.11.20 - 14:08

"Blick" bacchettato per violazione privacy

Secondo il Consiglio svizzero della stampa, la pubblicazione dei dati privati di una persona multata per violazione dell'isolamento l'ha resa identificabile

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(Keystone)

Il Consiglio svizzero della stampa bacchetta il "Blick" per aver violato la sfera privata di una donna che pur essendo positiva al Covid è uscita di casa per festeggiare. Motivo: il quotidiano ha pubblicato dati privati che l'hanno resa identificabile.

L'articolo, pubblicato lo scorso 8 luglio, era intitolato "A causa sua, 280 persone hanno dovuto essere messe in quarantena". Una lettrice ha inoltrato un reclamo sostenendo che la giovane donna era facilmente identificabile e per questo sottoposta ad una ingiustificata gogna mediatica.

Nella sua presa di posizione, il Consiglio svizzero della stampa arriva alla conclusione che la pubblicazione di diversi dati personali, fra cui un ritratto della donna e la foto di parte della casa in cui vive, hanno reso la donna riconoscibile anche a persone che non fanno parte della sua sfera famigliare, sociale o professionale.

La redazione del "Blick" ha così violato il codice deontologico dei giornalisti, scrive l'organo di autocontrollo dei giornalisti. Poco importa se gli occhi della donna erano coperti da una barra nera e il suo nome era stato cambiato.

In base al codice deontologico, i giornalisti sono obbligati a rispettare la privacy degli individui, a meno che l'interesse pubblico non richieda diversamente. Nel caso specifico, la donna era una persona privata che non aveva cercato in alcun modo di attirare l'attenzione del pubblico.

I responsabili del "Blick" ritengono invece che la donna non fosse riconoscibile al lettore medio a causa della barra nera: nemmeno l'indicazione dell'età o il fatto che lavorasse nel settore dell'assistenza era sufficiente per renderla riconoscibile al pubblico,

La giovane donna, pur essendo risultata positiva al coronavirus e tenuta a rimanere in isolamento, era uscita di casa per andare a una festa. Per questo motivo è stata nel frattempo condannata a pagare una multa di 1500 franchi, più 400 franchi di spese legali.

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