laRegione
04.05.20 - 18:55

Esercito a disposizione delle autorità civili fino al 30 giugno

Il Consiglio degli Stati d'accordo con il Consiglio Federale sull'impiego dei militi in funzione anti Covid-19, ora parola al Nazionale

Ats, a cura de laRegione
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Il servizio di appoggio dell'esercito alle autorità civili per contrastare l'epidemia di coronavirus può continuare fino al 30 di giugno. Lo ha stabilito oggi praticamente all'unanimità (un solo astenuto) il Consiglio degli Stati, accogliendo una richiesta in tal senso del Consiglio federale. Il dossier va al Nazionale.

Dal mese di marzo, l'esercito è stato mobilitato dal governo mediante il diritto d'urgenza per sostenere i cantoni alle prese con la crisi pandemica.

Dato che l'impiego concerne più di 2000 militari e dura più di tre settimane, l'Assemblea federale deve approvarlo, anche retroattivamente, nella sessione successiva, ha dichiarato a nome della commissione Thomas Minder (UDC/SH).

La misura prevedeva inizialmente un numero massimo di 800 militari che, in base all'evolversi della situazione è poi stato aumentato a 8000 con una decisione del 16 marzo 2020. Tale contingente può essere impiegato in appoggio alle autorità civili fino alla fine di giugno.

Nel suo breve intervento, la consigliera federale Viola Amherd ha spiegato la decisione di aumentare fino a 8000 militi adottata a metà marzo con il timore che la situazione, specie sul fronte degli ospedali, potesse peggiorare fino al tracollo delle strutture. Il Canton Ticino si trovava quasi al limite, ciò che ha spinto il governo locale a cercare aiuto. Da allora sono state inoltrate richieste di sostegno da tutti i Cantoni. Nel frattempo, i Cantoni hanno ampliato le rispettive capacità d'accoglienza per i pazienti acuti.

Per fortuna, in ogni caso, non è stato necessario utilizzare tutti i militi mobilitati, ha precisato Amherd. Anzi, 1800 giovani sono già stati mandati a casa, anche se dovranno rimanere a disposizione in caso di necessità. Amherd si è detta anche contenta per la risposta data dai soldati: alla prima chiamata ha risposto l'80% e alla seconda ben il 90%. Solo il 5-6% non è stato in grado di giustificarsi: gli altri o erano all'estero, oppure malati, ha spiegato la ministra della difesa.

Il plenum ha anche deciso, come richiesto dal governo, che i soldati riceveranno l'indennità completa per i giorni in servizio d'appoggio che superano la durata del servizio d'istruzione previsto per l'anno in corso. I giorni verranno computati fino a un massimo di due corsi di ripetizione.

Per quanto riguarda i costi, l'ammontare totale dipenderà dall'entità del servizio d'appoggio, ovvero soprattutto dal numero di militari chiamati in servizio e dalla durata del loro impiego. Al momento, secondo l'esecutivo, non può quindi essere calcolato in modo definitivo.

I costi verranno in linea di principio assorbiti nei limiti del budget stanziato per il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS). Se tuttavia ciò non fosse possibile, il DDPS chiederà un credito aggiuntivo. Le spese supplementari per le indennità di perdita di guadagno (IPG) saranno coperte dal pacchetto di misure del Dipartimento federale dell'interno (DFI).

I militari forniscono appoggio in primo luogo alla sanità pubblica civile. Disponendo di un'istruzione riconosciuta dalla Croce Rossa, i soldati sanitari e d'ospedale sgravano il personale sanitario ad esempio nell'ambito delle cure di base, del monitoraggio dei pazienti, dell'esecuzione di test diagnostici e del trasporto di pazienti. Il personale sanitario può così concentrarsi maggiormente sulle patologie gravi.

I militari di milizia aiutano inoltre la Farmacia dell'esercito nell'ambito degli acquisti di materiale medico e forniscono supporto al Laboratorio di Spiez (BE) al fine di aumentarne la capacità di eseguire test.

Anche le autorità di sicurezza, in particolare l'Amministrazione federale delle dogane, beneficiano dell'appoggio dell'esercito. Soldati professionisti della polizia militare nonché formazioni di milizia appropriate sostengono il Corpo delle guardie di confine nella sorveglianza dei valichi di confine e della "frontiera verde" nonché nello svolgimento di compiti di sicurezza nell'ambito della circolazione delle persone e della canalizzazione del traffico. La protezione delle ambasciate è stata inoltre assegnata ai militari per sgravare i corpi cantonali di polizia.
 

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