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14.02.20 - 12:260
Aggiornamento : 13:47

Vendita forzata per 114 opere del collezionista Schwarzenbach

Lo ha stabilito oggi il Tribunale amministrativo federale, l'uomo, che è anche albergatore, non ha rispettato i termini di pagamento

Le 114 opere del collezionista d'arte e albergatore Urs E. Schwarzenbach potranno essere vendute all'asta dall'Amministrazione federale delle dogane (Afd) dato che lo zurighese non ha rispettato il termine per il pagamento dell'anticipo per il procedimento giudiziario. Lo ha stabilito il Tribunale amministrativo federale (Taf), che ha tolto un provvedimento superprovvisionale emesso a dicembre.

Un ultimo tentativo del collezionista di bloccare la vendita all'incanto, adducendo una concatenazione di eventi che gli avrebbero impedito di procedere al pagamento nei tempi previsti, non è andato a buon fine.

La vendita all'asta, organizzata dall'Afd, avrebbe già dovuto avvenire a inizio dicembre presso - stando a notizie di stampa - la galleria Koller di Zurigo. Con essa l'Afd intendeva racimolare una parte degli undici milioni di franchi di mancato pagamento dell'imposta sull'importazione di opere d'arte da parte di Schwarzenbach.

Le autorità, sin dal 2013, in distinte operazioni in vari luoghi hanno sequestrato oltre 200 opere del collezionista presunto evasore fiscale. La misura più spettacolare è avvenuta nel luglio del 2017, quando l'Afd aveva ordinato la confisca di una trentina di lavori esposti al Dolder Grand, l'hotel più lussuoso di Zurigo, di proprietà di Schwarzenbach. Le opere che verranno vendute all'incanto provengono da questi sequestri.

Il contenzioso fra Urs Schwarzenbach, l'Afd e le autorità fiscali della Confederazione e del Canton Zurigo dura ormai da anni. Le autorità rimproverano al collezionista di aver importato illegalmente opere d'arte in Svizzera e di avere praticato un commercio internazionale su larga scala senza dichiarare tale attività. A seconda delle fonti il collezionista deve versare alle varie autorità fiscali una somma di 270-300 milioni di franchi.

La sentenza non è ancora in vigore: contro di essa potrà essere presentato ricorso al Tribunale federale (Tf).

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