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10.09.18 - 17:090

Edilizia, dagli impresari l'alternativa 'agli 8 giorni'

La Società svizzera degli impresari costruttori propone la "Isab-Card" che consentirebbe un'esecuzione più semplice dei Ccl. I Sindacati: 'Proposta irrealistica'.

La protezione dei salari richiede strumenti evoluti. Per questo, secondo la Società svizzera degli impresari costruttori (Ssic), servono moderne soluzioni di settore in alternativa al rigido rispetto della regola degli otto giorni. Tra queste vi è la "Isab-Card", che consente un'esecuzione più semplice ed efficiente dei contratti collettivi di lavoro. Essa verrà introdotta a partire dalla fine dell'anno nel ramo delle costruzioni e farà parte del progetto del sistema informativo Allianz Bau Isab, comunica oggi la Ssic. L'associazione è convinta che questo nuovo strumento digitale abbia grande potenziale ai fini di una migliore attuazione delle misure di accompagnamento.

Stando alla società, tale approccio può ampliare il margine di azione di Berna nei confronti dell'Unione europea durante i negoziati su un accordo istituzionale. Le trattative con Bruxelles sono in fase di stallo per le difficoltà incontrate in diversi ambiti, fra cui quello delle misure di accompagnamento alla libera circolazione volte a tutelare i salari dei lavoratori indigeni. Al centro delle discussioni vi è soprattutto la regola degli otto giorni, che obbliga le aziende estere a notificare alle autorità elvetiche con questo preavviso l'invio di manodopera e a versare una cauzione. Questo avviene per permettere un controllo su salari - molto più alti nei cantieri svizzeri rispetto ai Paesi limitrofi - e condizioni di lavoro, evitando così casi di dumping. L'Ue vorrebbe ottenere dalla Confederazione concessioni su questo fronte.

La Ssic ritiene che soluzioni come la "Isab-Card" debbano essere abbinate alla creazione di basi a livello politico. Ad esempio, occorre perfezionare lo scambio di dati tra autorità e settori tramite la banca dati Simic (Sistema d'informazione centrale sulla migrazione). L'organizzazione di categoria annuncia anche il proprio appoggio a un'interpellanza su questo tema inoltrata oggi, primo giorno della sessione autunnale delle Camere federali, dal consigliere nazionale ticinese Fabio Regazzi (Ppd). Oggi, le imprese estere possono utilizzare delle scappatoie nel Simic mediante semplici modifiche della ragione sociale: un errore che, ribadisce la Ssic, deve essere corretto.

Secondo gli impresari costruttori, per consentire una concorrenza ad armi pari bisogna prevedere un'efficace protezione dei salari nelle misure di accompagnamento con l'Ue, mentre il rifiuto dei colloqui e l'esclusione di nuove possibilità non costituisce una strategia valida. La Ssic fa implicito riferimento alla scelta di Unione sindacale svizzera e Travail.Suisse di non sedersi al tavolo negoziale col Consiglio federale in vista dell'elaborazione di un mandato nelle trattative con Bruxelles.

Sindacati: proposta irrealistica

Non si è fatta attendere la reazione dei sindacati, che hanno qualificato come inadeguata e irrealistica la proposta degli impresari costruttori. "La 'Isab-Card' non può essere usata in sostituzione della regola degli otto giorni", ha detto Nico Lutz, responsabile presso Unia del settore edilizia, citato in un comunicato. "Anzi, senza questa norma e controlli efficaci, tale strumento non può funzionare", gli ha fatto eco Guido Schluep, che occupa la stessa carica ma per Syna.

Lutz ha ricordato che il sistema informativo Allianz Bau Isab è stato creato anche con il contributo dei sindacati. Esso può aiutare gli ispettori nei loro controlli - si legge nella nota - ma non prenderne il posto. Le autodichiarazioni delle aziende sono suscettibili di errori: solo verifiche sui cantieri possono chiarire la situazione

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