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12.09.22 - 15:03
Aggiornamento: 15:21

‘A Miami ho capito che un trofeo dello Slam non era un’utopia’

Carlos Alcaraz, vincitore degli Us Open dopo aver superato in finale il norvegese Casper Ruud e nuovo numero uno della classifica Atp

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«È incredibile lasciare un segno nella storia», ha dichiarato un esterrefatto Carlos Alcaraz che a 19 anni è diventato il più giovane numero 1 della classifica Atp, dopo essersi aggiudicato il suo primo torneo del Grande Slam. Domenica sera ha infatti battuto il norvegese Casper Ruud nella finale degli Us Open, al termine di una sfida durata 3h20’ chiusasi con il punteggio di 6-4 2-6 7-6 6-3.

«È pazzesco. Non avrei mai immaginato di poter vincere gli Us Open a 19 anni. È successo tutto così in fretta. È semplicemente incredibile. Lo sogno da quando ero bambino, da quando ho iniziato a giocare a tennis. Sollevare questo trofeo è meraviglioso. È incredibile lasciare un segno nella storia, il mio nome... Ma quello che hanno fatto i 3 grandi (Federer, Nadal, Djokovic), per rimanere a questo livello per vent’anni è ancora più difficile. Non voglio paragonarmi a loro, li ammiro. Ho un ampio margine di miglioramento per quanto riguarda la mia mente, il mio tennis, il mio fisico, tutto. Il mio primo titolo del Grande Slam e il numero 1 Atp sono arrivati molto velocemente, ma non devo ristagnare, rimanere nella mia zona di comfort, devo progredire. Ho giocato un grande tennis, ma ho anche mostrato un grande livello mentale, un grande cuore ed enormi attributi».


Un successo inatteso che potrebbe influenzare il prosieguo della carriera dell’iberico… «Sono sempre lo stesso ragazzo, vado ancora in strada nel mio villaggio a salutare la gente. Sono orgoglioso di essere di El Palmar, di essere di Murcia e di essere spagnolo. Certo, mi succederanno molte cose che qualche mese fa non avrei potuto immaginare, ma conoscendomi, non avrò problemi a tenere i piedi per terra. Rimarrò lo stesso ragazzo, con i suoi amici e la sua famiglia. Quando tornerò in Spagna, li rivedrò e sarò come sempre. Penserò solo a festeggiare con loro, nient’altro. Per quanto riguarda il tennis, è ovvio che voglio continuare a lavorare, a vincere titoli, a rimanere il più in alto possibile nella gerarchia, come hanno fatto i Big 3. E per questo non devo fermarmi, devo andare avanti e continuare a lavorare».


Il sogno di vincere un Grande Slam e di diventare numero uno, Alcaraz l’accarezza da qualche tempo… «Onestamente, da quando ho vinto il Masters 1000 di Miami. Poi ho vinto diversi match importanti di fila (ha eliminato Nadal e poi Djokovic a Madrid, prima di vincere il torneo, ndr) e mi sono detto che ero in grado di alzare al cielo un trofeo dello Slam. Ma prima di Miami, pensavo di dover crescere. Sapevo di essere in grado di fare bene nei quattro tornei principali, ma non al punto di diventare un campione».

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