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30.08.22 - 16:45
Aggiornamento: 17:00

Wawrinka ci crede: ‘Posso ancora fare grandi cose’

Dopo il ritiro di lunedì sera all’Us Open, il trentasettenne di Saint-Barthélemy non vuole mollare. ‘Dubito, ma sento di progredire’. E a Basilea ci sarà

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Keystone
Si continua. Per altri due o tre anni, dice lui

Ci crede ancora, Stan Wawrinka. In barba ai mesi che passano e alla spietatezza delle cifre, che parlano di appena tre successi a fronte di dieci sconfitte da quand’è tornato a giocare, dopo la doppia operazione al piede sinistro e al tendine d’Achille.

A 37 anni, il vodese già numero tre al mondo è convinto di poter ancora combinare qualcosa di grande sui campi del tennis che conta. Anche dopo la cocente débâcle al primo turno dell’Us Open, quando – sotto due set a zero contro il francese Corentin Moutet, numero 113 dell’Atp, arrivato nel tabellone principale da ‘lucky looser’, beneficiando cioè delle disgrazie altrui dopo essere stato eliminato nelle qualificazioni – decide di gettare la spugna allo scoccare delle due ore di gioco («Ho avvertito un fastidio, una specie di crampo alla coscia e per precauzione ho deciso di smettere, ma se avessi vinto il secondo set, avrei continuato», le sue parole a caldo).

Nonostante tutto, il Wawrinka ‘post-Flushing Meadows’ non è il tennista svuotato e derelitto che si potrebbe immaginare. Al contrario: davanti ai giornalisti, Stan the Man annuncia di voler giocare ancora dieci tornei da qui a fine anno, per concretizzare tutto il lavoro che sta facendo in allenamento. «Sono ancora capace di giocare a tennis – sono le parole del ragazzotto cresciuto a Saint-Barthélemy –. Sento di progredire ogni giorno che passa, in allenamento. E so che per due o tre ore sono in grado di fare belle cose. Anche se, è vero, queste sconfitte che si sommano cominciano a farmi dubitare. L’ammetto, mi manca la fiducia, e sono io il primo a essere rattristato da questa situazione. Ma anche se avverto che la fine della carriera s’avvicina, dentro di me sento di poter ancora vincere delle grandi partite».

In altre parole, non è finita qui: il vodese dice di volersi concedere altri due o tre anni prima di appendere la racchetta al chiodo. Dopo i forfait di Ginevra e Gstaad, il pubblico rossocrociato potrà quindi tornare ad ammirarlo a ottobre a Basilea, dove il sostegno del suo pubblico potrebbe finalmente servirgli per sbloccarsi, nella speranza che l’epilogo della sua carriera non assomigli a un lungo inverno senza fine.

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