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05.12.22 - 14:12
Aggiornamento: 19:27

Col Portogallo quinto assalto ai quarti di finale

Rossocrociati sempre sconfitti agli ottavi contro Spagna (1994), Ucraina (2006), Argentina (2014) e Svezia (2018): che questa sia la volta buona?

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Sempre sfortunati negli scontri diretti ai Mondiali nella storia recente, gli elvetici sfidano martedì al Lusail Stadium di Doha il Portogallo in un match che si preannuncia piuttosto aperto. La Svizzera non vince un match iridato a eliminazione diretta dal 23 giugno del 1954, quando sconfisse 4-1 l’Italia in uno spareggio. Non troppo fortunato nemmeno il cammino ai Mondiali dei lusitani, almeno per quanto riguarda la storia recente: Cristiano Ronaldo e compagni, infatti, sono stati eliminati agli ottavi nel 2010 e nel 2018, mentre nel 2014 neanche riuscirono a superare il primo turno.

Pronostico difficile

I ricordi dolorosi del passato, l’entità della posta in palio, lo stato di forma, le scelte tattiche, la gestione del caso-Ronaldo, i dubbi sulla tenuta mentale di Xhaka dopo le sue reazioni contro la Serbia e infine la speranza che Shaqiri e Rodriguez continuino con le buone prestazioni viste finora in Qatar: tutto contribuisce a rendere difficilissimo qualsiasi tipo di pronostico alla vigilia della sfida ai lusitani. Questo quarto di finale, in effetti, potrebbe risolversi in qualsiasi modo. I portoghesi potrebbero far valere la classe del duo di Manchester - Bruno Fernandes e Bernardo Silva - mentre la Svizzera potrebbe pensare prima di tutto a difendersi per poi andare a colpire grazie al genio di Xherdan Shaqiri. C’è anche la possibilità che questo match venga deciso da un colpo di fortuna, un dettaglio o una giocata personale. Certo, tutto sarebbe più facile se una delle due squadre potesse disporre di un Kylian Mbappé, l’unico in grado in questa Coppa del mondo di fare letteralmente ciò che vuole.

Ricordarsi dell’Argentina

Il passato ci ricorda che la Svizzera si è presentata nel modo scorretto a tre dei quattro ottavi di finale che ha disputato. Nel 1994, infatti, la truppa di Roy Hodgson era forse troppo desiderosa di tornarsene a casa dopo aver raggiunto l’obiettivo che si era prefissata, e cioè il superamento della prima fase: non certo l’ideale per affrontare la Spagna, che puntualmente si impose con un 3-0 senza storia. Nel 2006, la stanchezza data dai soli tre giorni di riposo dopo l’ultima partita di poule - e un coaching alquanto discutibile da parte di Köbi Kuhn - avevano invece semplicemente impedito ai rossocrociati di giocare (0-0): e furono eliminati ai rigori dall’Ucraina. Nel 2018, infine, le troppe energie mentali spese contro la Serbia e la squalifica di Lichsteiner avevano vanificato l’assalto al fortino dei polacchi. Situazione diversa in Brasile nel 2014, quando gli elvetici affrontarono senza timore l’Argentina di Leo Messi, alla quale si inchinarono soltanto allo scadere dei supplementari per via di un gol di Angel Di Marìa. A brillare, in quell’occasione fu la squadra intera, ma una menzione speciale va a Shaqiri, autore di una performance strepitosa. E oggi, 8 anni dopo, l’uomo dalle 111 presenze in Nazionale pare fermamente intenzionato a sfatare finalmente il tabù degli ottavi di finale. L’impresa, del resto, lo scorso anno agli Europei è pur riuscita contro la Francia, e ciò dovrebbe infondere fiducia in Xherdan e nei suoi compagni. Colui che aveva provocato il licenziamento di José Mourinho al Manchester United nel dicembre del 2018 - quando aveva firmato una doppietta in maglia Liverpool - oggi sogna di porre la parola ‘fine’ sulla carriera internazionale di Cristiano Ronaldo.

CR7 ama la Svizzera

Il disoccupato più famoso del mondo in questo quarto di finale vestirà la maglia lusitana per la 195ª volta. Benché un sondaggio riveli che gran parte dei portoghesi preferirebbero che Ronaldo entrasse in campo a partita in corso, dubitiamo che il Ct Fernando Santos voglia dar retta alla vox populi, anche perché - pur 37enne - l’ex juventino è sempre in grado di inventarsi un colpo capace di decidere una partita. Contro la Svizzera, fra l’altro, ha sempre giocato bene: il 5 giugno 2019 segnò addirittura una tripletta, a Oporto, nella semifinale di Nations League terminata 3-1, mentre lo scorso 5 giugno a Lisbona, in un match vinto 4-0 - sempre in Nations League - aveva firmato una doppietta. Il numero 7 era invece assente in occasione delle ultime due vittorie rossocrociate sui lusitani: il 6 settembre 2016 a Basilea (2-0) e lo scorso 12 giugno a Ginevra (1-0). Coincidenze che il selezionatore Fernando Santos terrà certamente in considerazione...

 

 

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