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laR
 
30.11.22 - 00:05
Aggiornamento: 20:01

Altra lezione allo Zugo grazie a ‘Due tempi ottimi e Schlegel’

Dopo il 6-1 rifilato in casa, i bianconeri fanno il bis imponendosi 4-1 alla Bossard Arena, grazie a una partenza a razzo. Morini: ‘Vittoria meritata’.

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Dopo il passo falso di Friborgo si torna subito a festeggiare

Se ieri alla Bossard Arena fosse stato presente uno spettatore completamente ignaro e gli fosse chiesto quale delle due squadre avesse vinto gli ultimi due campionati svizzeri, dopo aver eliminato l’altra nei quarti di finale in quattro partite, questi avrebbe sicuramente risposto quella in maglia bianca. Grande è stata infatti l’autorevolezza con cui il Lugano ha sopraffatto uno Zugo, che solo nel secondo tempo è parso poter mettere una marcia in più, senza tuttavia cavare un ragno dal buco. Il Lugano ha però resistito con ordine quando ha dovuto farlo, mentre quando ne ha avuto la possibilità ha spesso messo in difficoltà Genoni, sicché il risultato finale di 4-1 per gli ospiti rispecchia con fedeltà quanto visto sul ghiaccio.

La partenza del Lugano è eccellente: dopo 113 secondi i bianconeri già sono sul doppio vantaggio grazie a Granlund ed Herburger, con Arcobello e Kaski che festeggiano il rientro con un assist. Quello dell’austriaco è anche già il game winning goal, visto che al gol in powerplay di Martschini a metà tempo replica Josephs. Dal secondo tempo via infatti il Lugano gestisce il vantaggio rischiando poco o nulla (da segnalare le parate di Schlegel su Herzog e Geisser, i tiri fuori di Abdelkader e Leuenberger e quelli mancati da Herzog e O’Neill). Prima di trovare il 4-1 a porta vuota con Thürkauf i bianconeri avevano comunque sfiorato il gol della sicurezza con i pali di Riva e Mirco Müller e con l’azione insistita di Morini e Josephs.

Gli uomini di Gianinazzi danno così dimostrazione del loro eccellente stato di forma attuale vincendo per la seconda volta in stagione i campioni in carica (con un computo totale delle reti di 10-2), dimostrando soprattutto una grande forza mentale, visto che sono parsi avere il controllo della situazione in praticamente ogni momento, contro un avversario sì falcidiato dalle assenze e con un programma molto intenso tra campionato e Champions, ma con ancora tanti giocatori di classe a disposizione e un trend complessivamente in crescita.

Crescita dirompente invece quella di un Lugano al quinto successo nelle ultime sei partite e che a Zugo è stato capace di concludere più degli avversari (37 tiri a 33), dimostrando grande solidità difensiva, anche grazie a uno Schlegel che a parte l’incertezza sul gol subito (così come gli era accaduto sulla prima rete del suo ultimo incontro disputato contro il Bienne) ha fornito una prestazione di alto livello.

Anche Giovanni Morini riconosce ai microfoni dell’Rsi la buona prestazione di tutta la squadra e del suo portiere: «Ritengo che sui sessanta minuti abbiamo meritato la vittoria, loro sono una grande squadra e anche quando nel terzo tempo si sono fatti leggermente preferire Schlegel ci ha sorretti e nel primo e nel terzo tempo siamo stati migliori noi».

In gol quattro linee diverse

Positivo anche aver recuperato Kaski (che continua però a non incantare) e Arcobello, così come l’essere andati a segno con tutte e quattro le linee d’attacco, con Thürkauf che ha realizzato la sua prima rete sotto Gianinazzi. I due Müller e Granlund si confermano come gli attuali trascinatori di questa squadra, che continua magari ad aspettarsi qualcosa in più da Fazzini e Alatalo. Ma criticarli dopo una tale prestazione di gruppo sarebbe scorretto e ingeneroso.

Luca Gianinazzi può dunque guardare con fiducia ai prossimi due impegni esterni contro due squadre, Bienne e Ajoie, che non stanno peraltro vivendo un momento brillantissimo. I Seeländer hanno infatti vinto solo due delle ultime sette partite giocate, mentre i Giurassiani sono ampiamente ultimi dopo le ultime nove sconfitte consecutive. V.B.

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