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23.06.22 - 08:42
Aggiornamento: 18:38

‘È stata una delle mie stagioni più belle’

La 17enne attaccante delle Ladies, Elena Gaberell ha disputato i Mondiali U18 da capitana. ‘In futuro vorrei giocare per un’università nordamericana’

Si sono conclusi dieci giorni fa i Mondiali femminili U18, con la Svizzera salvatasi nello spareggio contro la relegazione contro la Germania per 2-0 in una serie "best of 3". E a Madison (Wisconsin, Stati Uniti) c’era anche una ticinese, Elena Gaberell, diciassettenne di Rivera, in forza alle Ladies Lugano in Women’s League dal 2019. Com’è stata l’esperienza? «È stata un’avventura emozionante, faticosa, ma arricchente – racconta Elena, dalle cui parole emerge già una notevole maturità –, poi eravamo oltre oceano, per cui siamo state lontane da casa per quasi un mese. È stato molto intenso, ma altrettanto bello».

Per Elena si tratta già della terza grande rassegna internazionale, dopo le Olimpiadi giovanili di Losanna nel 2020 e l’Eyof (European Youth Olympic Festival) in Finlandia, lo scorso mese di marzo, eventi nei quali ha accumulato già una notevole esperienza. «Alle Olimpiadi giovanili di Losanna ero più piccola, avevo due anni in meno e ciò a quest’età fa la differenza, mentre al festival in Finlandia (a Vuokatti, ndr) era la prima volta che affrontavo in una competizione internazionale delle ragazze della mia età e non di un anno o due più grandi, per cui mi ero potuta confrontare con giocatrici di altre nazioni ma della mia stessa età».

‘Volevamo i quarti ma siamo soddisfatte per la salvezza’

Esperienza che le ha permesso di essere scelta quale capitana della squadra per la rassegna iridata: «Già in Finlandia ero la capitana, ho avuto questo ruolo importante anche essendo ticinese e quindi non madrelingua, ma me la sono cavata con il tedesco e con l’inglese. Sono fiera della squadra e di questa opportunità che mi è stata concessa».

A livello sportivo invece quali considerazioni si possono trarre? «Siamo partite con l’obiettivo di qualificarci per i quarti di finale, purtroppo le partite di qualificazione non sono state sufficienti, visto che ne abbiamo perse due su tre. Nelle sfide contro la relegazione siamo entrate sul ghiaccio con lo spirito giusto e siamo riuscite a portare a casa due vittorie nella serie alla meglio di tre, per cui siamo soddisfatte di questo risultato. Nel girone il primo incontro era proprio contro la Germania, avevamo dominato tutta la partita, ma a quarantanove secondi dalla fine era arrivato il loro gol con un tiro neanche bellissimo e ormai a quel punto la partita era praticamente finita, abbiamo provato a pareggiare, ma il disco non è entrato».

Nella seconda partita, vinta 3-1 contro la Slovacchia, è anche arrivato il gol della ticinese: «Eravamo sull’uno a uno, la situazione di parità era rimasta invariata per quasi tutta la partita, e a sette minuti dalla fine ho tirato un one timer in powerplay ed è finalmente entrato».

Nello staff elvetico – guidato da Melanie Häfliger – l’assistente allenatore era Colin Müller, che aveva già ricoperto questo ruolo con Sean Simpson nella nazionale maggiore maschile, a Zugo e a Zurigo (oltre ad aver allenato il Friborgo, lo Zurigo, l’Olten e la Nazionale femminile maggiore). «È un onore averlo come allenatore, specialmente a un Mondiale U18, ha tantissima esperienza e personalità, provo molta stima per lui e trovo che sia un grandissimo allenatore e che abbia dato moltissimo alla squadra negli allenamenti e in panchina in partita».

E cosa riserva il futuro per Elena? «L’anno prossimo i Mondiali dovrebbero essere in Svezia, visto che già dovevano essere lassù quest’anno, ma erano poi stati spostati a causa del Covid, io ho ancora un anno nelle U18 e mi preparerò al meglio per dare il mio contributo alla squadra. Mi concentrerò però principalmente sul concludere il prima possibile la Scuola per Sportivi d’Élite a Tenero, poi spero di ricevere una chiamata per il Nordamerica, per raggiungere una qualche università. A livello professionale vorrei rimanere legata allo sport, magari come personal trainer».

Per tornare al (recente) passato, la stagione delle bianconere si era spinta fino alla finale di campionato (nella quale si erano tuttavia imposti gli Zsc Lions) anche grazie al contributo di 16 punti in 26 partite di Gaberell. «È stata una stagione piena di novità ed emozioni, abbiamo vinto la Coppa, raggiunto diversi obiettivi e siamo cresciute molto. È stata una delle stagioni più belle anche a livello individuale, nella quale ho raggiunto i miei obiettivi a livello di punti, sono soddisfatta di tutta la stagione, sia con le Ladies Lugano, sia con la Nazionale».

Versatile sul ghiaccio, multidisciplinare fuori

La caratteristica più emergente di Elena, sia sul ghiaccio sia fuori, è probabilmente la sua duttilità: «Nelle giovanili con i maschi ho giocato in difesa, poi quando sono arrivata alle Ladies ho iniziato anche a fare l’attaccante, è funzionato e mi sono trovata bene. Da qualche anno gioco ormai completamente in attacco e devo dire che preferisco così, solitamente all’ala, ma sono una giocatrice versatile e posso giocare anche al centro e in situazioni speciali pure in difesa. Da questo punto di vista per gli allenatori sono un bel jolly, gli altri miei punti di forza sono il pattinaggio e la capacità di mettere il disco in porta. Nel tempo libero mi piace soprattutto andare in mountain-bike, poi gioco a tennis, in generale pratico diversi sport. Ma in estate vado spesso in bici».

Concludiamo allora chiedendole come si è sviluppata la sua carriera: «Abitando a Rivera ho potuto iniziare qui la mia carriera nelle giovanili del Ceresio, poi mi sono spostata a Bellinzona, dove ho svolto parte delle giovanili e in quel periodo ho iniziato la mia trafila nelle nazionali U14 e U16, iniziando a disputare i primi tornei internazionali in Repubblica Ceca. In età U15 sono passata alla sezione giovanile dell’Hc Lugano, per poi iniziare a giocare nelle Ladies. Attualmente mi alleno con i maschi dell’U17 Elit e gioco con le Ladies. E con la Nazionale ho potuto partecipare alle Olimpiadi Giovanili a Losanna, adesso ai Mondiali, mentre in agosto eravamo andate in Giappone per un torneo. Diciamo che ho girato un po’».

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