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‘Quest’esperienza mi ha dato tanto, ma ora devo pensare alla mia famiglia’
16.05.22 - 17:59
Aggiornamento: 18:28

L’ultima volta di René Matte. ‘Dopo questa lascio’

Vice di Bozon sulla panchina della Francia ai Mondiali e assistente di Cereda in campionato su quella dell‘Ambrì. ‘Luca è il mio capo, ma anche un amico’

René Matte e la sua Francia hanno iniziato bene l’avventura ai Mondiali in Finlandia, dove fra un paio d’ore torneranno in pista per sfidare la Germania. «Contro la Slovacchia è stata una sconfitta onorevole, siamo stati solidi riuscendo pure a recuperare uno svantaggio prima di venire poi beffati e nel complesso la prestazione è stata buona. Poi è arrivata la vittoria contro il Kazakistan malgrado fossimo andati sotto di un gol, siamo stati bravi a restare in partita fornendo una bella prestazione difensiva e poi il nostro powerplay ha fatto la differenza. Siamo contenti, sono tre punti importanti per noi» dice il quarantanovenne québecois, che a Helsinki è il vice di Philippe Bozon sulla panchina di una Francia invitata all’ultimo minuto, chiamata a sostituire la Russia dopo le sanzioni internazionali. Una situazione non facile da gestire e preparare. «Abbiamo saputo solo a metà marzo che avremmo partecipato al Mondiale vero e proprio. Se fossimo stati a quelli del gruppo B avremmo avuto solo due, al massimo tre settimane di preparazione più una settimana di torneo, mentre partecipare ai Mondiali del Gruppo A è tutta un’altra storia. Non è stato semplice organizzare il tutto, ma siamo riusciti a farlo bene e abbiamo potuto anche effettuare delle amichevoli contro degli avversari di ottimo livello».

Per Matte questa sarà l’ultima volta in qualità di assistente allenatore della Francia. «È una scelta puramente di carattere familiare. Ad Ambrì durante 8-9 mesi vedo mia moglie e mia figlia solamente 3 o 4 volte al mese. Ora, dopo 4 anni con la Francia è tempo di tirare il freno: è stata una splendida esperienza, mi ha aiutato molto, ho imparato tanto, ma ora è tempo di dire basta, la famiglia ha la priorità». Dopo le mille emozioni vissute in un fantastico finale di stagione, con la rimonta leventinese fruttata la qualificazione in extremis ai preplayoff non è stato evidente ricaricare le batterie per l’avventura ai Campionati del mondo: «Ho tentato di approfittare al massimo dei pochi giorni liberi per riposare, ma la prima settimana con la Francia è stata dura. Devi in effetti sempre dare energia e infondere forza ai giocatori, ma con il passare dei giorni tutto è migliorato».

Ai Mondiali in Finlandia è presente anche Paolo Duca, il direttore sportivo dell’Ambrì in qualità di commentatore televisivo. «Lo vedo e lo sento anche qui a Helsinki, dove facciamo pure un grande lavoro di scouting al fine di trovare i nuovi stranieri. Anche con Cereda mi sento praticamente ogni giorno: la mia priorità resta infatti comunque l’Ambrì, stiamo per iniziare la sesta stagione insieme e l’esperienza in biancoblù è magnifica. Il mio rapporto con Luca? È il mio capo prima di tutto, ma ormai lo considero un amico, è una bellissima persona. Non sempre abbiamo le stesse idee, a volte abbiamo pareri diversi, ma discutiamo e ci confrontiamo sempre con il massimo rispetto reciproco».

Cinque anni nello stesso club sono tanti: Matte se lo sarebbe aspettato? «Onestamente non ci ho mai pensato. A Friborgo ero rimasto addirittura nove stagioni, io cerco semplicemente di fare il mio lavoro con onestà e nel miglior modo possibile. Il mio mestiere è una passione, mi alzo ogni mattina con entusiasmo e spero di poter continuare questa avventura ticinese ancora per tanto».

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