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Il capitano dei biancoblù
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20.01.22 - 18:24
Aggiornamento : 18:53

‘Niente è scontato finché non hai la conferma in tasca’

Dodici anni dopo Sannitz, con Fora (e Simion) il Ticino torna a calcare la ribalta del torneo olimpico maschile di hockey

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«È un sogno che si avvera: partecipare alle Olimpiadi, in fondo, è il sogno di ogni sportivo e dunque anche il mio; ora, finalmente, tra meno di un mese lo potrò coronare». Quel sogno, per Michael Fora ha iniziato a prendere corpo domenica, quando il suo telefono ha squillato e all’altro capo c’era il selezionatore della Nazionale Patrick Fischer. «Quando ho sentito la sua voce e quello che doveva dirmi, ero euforico e pure emozionato. Sorpreso della convocazione? A dire la verità sapevo di avere qualche chance per guadagnarmi un posto nella spedizione per Pechino: ero consapevole di aver giocato un buon hockey e di aver pure fatto diversi passi avanti, in particolare sul piano mentale. Ma da qui al dire che ero certo di venir selezionato ce ne passa ancora di acqua sotto i ponti: avevo grande fiducia in me stesso, ma niente è scontato finché non hai la conferma definitiva. E quella è solo l’allenatore che te la può dare». E, appunto, domenica è arrivata anche questa: assieme a Dario Simion, il 26enne difensore giubiaschese riporterà un po’ di Ticino sulla ribalta del torneo olimpico di hockey maschile dodici anni dopo l’ultima volta (a Vancouver, nel 2010, della spedizione rossocrociata faceva parte Raffaele Sannitz).

‘L’infortunio? Non era una cosa che potessi controllare. Il gioco, invece, sì’

Il fatto di aver dovuto rinunciare tanto alla Deutschland Cup quanto al torneo di Visp perché infortunato alla spalla non ha dunque influito sulle scelte di Fischer... «Malgrado non avessi potuto disputare le amichevoli in autunno, pensavo comunque di essere in gioco per un posto sul volo per Pechino: conosco Fischer e la sua filosofia, volta a dare fiducia a quegli elementi che lui ritiene siano i migliori, indipendentemente dal fatto che abbia potuto schierarli in amichevole o no. Gli infortuni fanno parte del gioco: non erano cose che potevo controllare. Ciò che potevo fare, e l’ho appunto fatto, è stato concentrarmi sul mio gioco, cercando di mostrare a Fischer che fisicamente sarei stato pronto in caso di chiamata».

‘Orfani di alcune pedine importanti, ma con una rosa di qualità’

Dopo due Mondiali (2018 e 2019), per te ora si apre un capitolo inedito: cosa significano per te le Olimpiadi? «Sportivamente parlando, i Giochi olimpici rappresentano uno degli scalini più alti che si possono raggiungere in carriera». Il fatto che l’appuntamento di Pechino sia ancora segnato dalla pandemia cambia qualcosa? «No, onestamente non cambia granché: non vedo l’ora di andare là e vivere in prima persona quest’avventura. Logicamente non sarà la classica Olimpiade, ma, comunque sia, sarà qualcosa di speciale e incredibile, dove al di là di tutto l’importante è partecipare, esserci». Non ci saranno però le stelle della Nhl: da una parte ciò significa che il torneo perderà un po’ dal profilo tecnico, ma rappresenta al contempo un’opportunità in più per diverse nazioni (Svizzera compresa) di ritagliarsi ancora più spazio e alzare il tiro... «Mi spiace che non ci siano i big del campionato nordamericano, anche perché come sportivo è sempre bello poterti confrontare con i migliori in assoluto. D’altro canto, senza di loro, avremo ancora più voce in capitolo. E, in ogni caso, sarà comunque sempre un torneo di ottima fattura, con tante buone squadre: già questa per noi è da interpretare come una grande sfida. Anche noi non potremo contare su diversi importanti elementi ma, guardando alla rosa scelta da Fischer, sono convinto che la qualità non ci manchi».

‘Punti pesanti in palio nel weekend? Ogni partita per noi è fondamentale’

Prima di pensare a Pechino (Fora e compagni inizieranno la fase finale di avvicinamento alle Olimpiadi il 30 gennaio a Cham), ci sono però ancora diverse partite ‘pesanti’ da giocare con l’Ambrì Piotta. A cominciare dagli impegni del weekend, domani a Langnau e sabato contro il Davos: due sfide quasi cruciali per la rincorsa a un posto nei pre-playoff: «Sì, guardando alla classifica, queste sono sfide quasi dirette per noi, ma non parlerei di weekend capitale per le nostre chance, visto che, per noi, da qui al termine della stagione ogni partita sarà fondamentale».

Quella di Langnau, per i biancoblù sarà la quinta trasferta in sei partite giocate in gennaio: un carico eccessivo? «Bene o male ogni stagione presenta qualche tour de force. Noi lo stiamo vivendo ora, sotto forma di diversi impegni ravvicinati lontano da casa... Certo, un po’ di energie fisiche le bruciano i continui spostamenti con rientro a notte fonda, ma questo ruolino di marcia ora come ora non pesa particolarmente». Tolta la partita di Bienne, dove l’Ambrì Piotta non era riuscito a segnare, in questo 2022, ossia dal tuo rientro, sei sempre riuscito ad andare a punti, per un bottino complessivo di 5 punti (4 assist e un gol) in altrettante partite: non male... «Sì, fa sempre piacere fare punti, anche se non è quella la cosa che conta veramente: personalmente trovo che i bilanci ‘più/meno’ siano più indicativi del tuo stato di forma».

Leggi anche:

Alatalo, Loeffel, Müller, Fora e Simion voleranno a Pechino

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