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27.11.21 - 00:05

L’amarezza di Boedker: ‘Potevamo e dovevamo vincere’

Sotto di tre reti alla prima pausa, il Lugano di McSorley riesce a riprendere il Friborgo. Che però trova la stoccata decisiva nel prolungamento

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Esulta Marchon: il Friborgo capolista passa anche alla Cornèr Arena (Ti-Press)

Lugano – Il finale è un boccone amaro da digerire. Perché questo è un Black Friday che va di traverso agli uomini di McSorley, costretti a cedere il passo al Friborgo dopo una caparbia rimonta. Ma lo fanno solo in un supplementare che, beffa tra le beffe, i padroni di casa potrebbero anche risolvere in loro favore, visto che al 62’33” gli uomini di Dubé si fanno pescare in troppi sul ghiaccio contemporaneamente. McSorley intuisce che quello è il momento chiave, e chiama all’appello i suoi uomini; i tre friborghesi in pista hanno però tempo per rifiatare, e trovare pure il modo per risolvere in loro favore la partita. È il 63’34”, il punto finale di una serata in cui succede di tutto e di più.

Per come si mettono le cose dopo venti minuti, il punto messo in classifica dal rientrante Carr e dai suoi compagni è tanto di guadagnato, se però si prende in considerazione lo sviluppo dell’intero incontro, ciò che resta nelle mani dei bianconeri è un bottino che va tremendamente stretto alla truppa di McSorley. Che si ritrova sì sotto di tre reti alla prima pausa, ma poi, con ordine, pazienza e tanta abnegazione, riesce a raddrizzare l’incontro. E lo potrebbe anche ribaltare in suo favore, per giunta ancora nei tempi regolamentari, se solo dall’altra parte non ci fosse un Berra capace di abbassare la saracinesca nei momenti decisivi.

Quello che va in scena alla Cornèr Arena infatti è un match con due volti ben distinti. Con una prima parte, durata il periodo iniziale, che vede la formazione ospite colpire con grande cinismo per tre volte approfittando di altrettante leggerezze dei padroni di casa. Una prima già dopo poco più di tre minuti di gioco, con Jecker (con la difesa del Lugano che non riesce a spazzare il terzo dopo una respinta del portiere) e poi in rapida successione con Brodin smarcato da DiDomenico (che taglia fuori Alatalo) e Jörg (tiro non irresistibile che batte comunque Schlegel).

Poi, però, inizia appunto tutta un’altra partita. Ed è una partita in cui il Lugano prende gradatamente quota. Accorcia il passivo nel tempo di mezzo con le segnature di Loeffel, su invito illuminante di Boedker, e Arcobello, che corregge un disco scagliato da Alatalo (pochi istanti dopo un palo colpito dallo stesso numero 22). Sullo slancio, i bianconeri provano anche a colmare il passivo, ma per vedere i loro sforzi finalmente premiati occorrerà attendere il terzo tempo. E più precisamente il minuto numero 45 spaccato. Quando esattamente sessanta secondi dopo la penalità rimediata dall’ex di turno Haussener (la seconda della serata sul suo conto), Fazzini con un velenoso tiro in corsa sorprende Berra dalla media distanza: 3-3. A quel punto il Lugano sembra nuovamente avere nelle sue corde pure il colpo del k.o., ma ancora una volta il colpo di reni non arriva, rendendo così inevitabile l’appendice del supplementare, col finale citato poc’anzi. Peccato, perché stavolta il Lugano è arrivato davvero a un niente dal fare lo sgambetto alla capolista.

‘Nel primo tempo non c’eravamo...’

A fine partita, il rammarico per questa partita persa, in modo un po’ rocambolesco, lo si legge tutto sul volto di Mikkel Boedker: «È un vero peccato –sottolinea amareggiato il danese –. Abbiamo iniziato male la partita, ma nel secondo e nel terzo tempo siamo stati capaci di rientrare mostrando carattere e giocando con tanta energia, mettendo pure in difficoltà l’avversario. Potevamo e dovevamo chiaramente vincere questa sfida: l’occasione era davvero ghiotta. Soprattutto perché nel supplementare ci siamo ritrovati pure a 4 contro 3. E invece... È andata male; purtroppo tante volte è così che va nello sport. Oggi abbiamo faticato a trovare il nostro ritmo; non vuol essere una scusa, ma nel primo tempo non c’eravamo. Sappiamo che possiamo giocare bene, lo abbiamo dimostrato anche oggi, ma non è bastato per vincere. Dobbiamo imparare dai nostri errori».

Nemmeno McSorley riesce a nascondere la sua delusione: «Quaranta minuti di bel gioco, preceduti però da un primo tempo da dimenticare. Poi, nell’overtime, la fortuna non ci ha aiutato. Un rimbalzo a loro favore ha deciso la partita. Bisogna accettare questa sconfitta, anche se fa molto male. Abbiamo dimostrato che possiamo competere con qualsiasi squadra in questo campionato: questa rimonta ne è una prova tangibile. Anzi, in certi momenti siamo stati superiori al Friborgo, che non dimentichiamo è capolista del torneo. Dobbiamo continuare su questa strada, senza dimenticare che le partite durano (almeno) 60’, e bisogna tenere alto il livello per tutto il tempo».

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