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15.11.21 - 17:29
Aggiornamento: 18:04

‘I primi venti minuti con l’Ajoie saranno la prova del nove’

Ripresa con menu a tre portate per l’Ambrì. Trisconi: ‘Il derby? Ancora non ci pensiamo: prima c’è una partita che per noi è assai importante’

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La grinta del numero 18 dei biancoblù

Un po’ di pausa per tirare il fiato ci voleva. Dopo ventidue turni di campionato snocciolati in poco più di due mesi, qualche giorno per staccare la spina era più che necessario. Soprattutto considerando che lui, Noele Trisconi, quelle ventidue partite sinora disputate dall’Ambrì Piotta le ha giocate tutte. Lui e altri otto suoi compagni di squadra (per un totale di sette attaccanti e due difensori), unici a ‘pieni giri’ nel complesso di Luca Cereda. «Indubbiamente la pausa ci voleva – sottolinea lo stesso 25enne numero 18 dei biancoblù –. Prima di tutto per ricaricare le energie, in particolare sul piano mentale. Staccare completamente la spina dimenticandosi l’hockey e la strada della pista per qualche giorno ci ha fatto bene, considerato che da inizio stagione fino al primo break stagionale è stata praticamente un’unica tirata. Giocare ventidue partite in un lasso di tempo così ristretto, poi, non ti lascia molto tempo per recuperare dai vari acciacchi che inevitabilmente ti lasciano in eredità le partite e che alla lunga finiscono magari anche per condizionare un po’ le prestazioni. Ecco, questo break ci è anche servito per rimetterci fisicamente dopo diverse settimane a pieno carico». La ripresa dopo una pausa è però anche una sfida da vincere sul piano mentale, prima ancora che su quello fisico, sul ghiaccio... «Effettivamente non è sempre scontato ritrovare subito il ritmo ideale quando si riattacca la spina. Bene o male in allenamento cerchi comunque di mantenere un certo ritmo nelle gambe, per evitare cali di forma, ma ovviamente non è la stessa cosa: l’agonismo non lo puoi allenare. Ciò non toglie che anche durante questa tregua dal campionato, tolti i giorni completamente liberi di cui abbiamo beneficiato, abbiamo sempre cercato di mettere in pista quell’intensità tanto cara a Cereda. La vera prova del nove l’avremo comunque nella partita di domani: il primo tempo della prima sfida dopo una pausa è sempre quello chiave per una ripartenza ideale. Contro l’Ajoie dovremo andare in pista spingendo al massimo, dando da subito la giusta intensità al confronto».

Affrontare subito l’Ajoie, avversario che era già stato ospite dei leventinesi poco più di due settimane fa (il 30 ottobre, in una partita vinta 3-2 all’overtime dai biancoblù) può essere un vantaggio? «Relativamente. È vero che il fatto di aver appena affrontato i giurassiani ci permette di avere ancora fresco nella nostra testa il ricordo del loro stile di gioco, ma d’altro canto per loro sarà la stessa cosa. Bene o male, in un campionato come il nostro, alla lunga le squadre finiscono col conoscersi reciprocamente, e di grossi segreti non ve ne sono più». Di tempo per trovare la giusta carburazione, ad ogni buon conto, non ce n’è molto, anche perché la settimana che si apre domani con la sfida contro i giurassiani è un’altra di quelle che prevede un menu a... tre portate. Dopo l’Ajoie, venerdì l’Ambrì Piotta andrà infatti a rendere visita al Lugano per il quarto derby stagionale, per poi chiudere il trittico sabato in casa contro il Ginevra Servette. «Sì, sarà un’altra settimana estenuante, come lo erano quelle che hanno preceduto la tregua. Il derby? No, non abbiamo ancora iniziato a pensarci nel dettaglio: prima di quella partita ce n’è un’altra per noi, una che per giunta è molto importante per noi. In generale, è vero che quest’anno il calendario è un po’ bizzarro, con settimane da tre partite e magari altre in cui non ne giochi alcuna, o soltanto una... D’altro canto siamo professionisti, e come tali dobbiamo essere capaci di gestire anche questi momenti, distribuendo in modo ottimale le energie».

Dal profilo statistico, in ventidue partite, il bottino personale di Trisconi è di tre punti, due assist e un gol, segnato nella ventunesima partita (a Rapperswil), la penultima prima della pausa: come sta andando la tua stagione? «Così così. Non posso dirmi soddisfattissimo di come siano andate le cose per me sin qui. Se guardo a tutta la stagione, sento di essere in crescita, ma non sono ancora arrivato lì dove vorrei essere».

Il coach

Regin prossimo al rientro

Lasciata alle spalle la prima pausa del campionato, ad Ambrì si torna al lavoro con intensità. Sul ghiaccio ci sono tutti, fatta eccezione per i reduci dagli impegni con le rispettive Nazionali (Pestoni con la Svizzera e Fohrler con quella tedesca), a cui Cereda ha concesso un giorno di riposo («Ma li ho sentiti entrambi al telefono e salvo colpi di scena dovrebbero essere regolarmente in pista contro l’Ajoie», premette il tecnico di Sementina), così come gli infortunati Fora e Pezzullo. «Bene o male mi sembra di poter dire che questa pausa ha permesso un po’ a tutti gli acciaccati di recuperare sul piano fisico. Anche Regin da qualche giorno ha ricominciato a pattinare regolarmente: sono contento che abbia potuto riprendere ad allenarsi; ora il suo prossimo step è appunto quello di tornare a giocare». Prossimo step che potrebbe già essere quello di domani. Almeno dalle indicazioni emerse dall’allenamento odierno, secondo cui il potenziale straniero in soprannumero potrebbe essere D’Agostini (che si è allenato al posto di Pestoni).

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