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27.10.21 - 00:02
Aggiornamento: 28.10.21 - 18:56

L’Ambrì ritrova i tre punti. ‘E la grinta che era mancata’

Trascinati da Bürgler, i biancoblù tornano a sorridere a spese del Langnau. ’Quando segni ti festeggiano, ma io sono felice per Johnny e André’

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La famosa grinta... (Ti-Press/Crinari)

Ambrì – Determinazione, occasioni, reti e punti. In un martedì che in verità non sembra cominciare benissimo per l’Ambrì di Luca Cereda. Che si danna l’anima, e passa gran parte del primo tempo nel terzo di un Langnau a cui, invece, basta un’occasione, la prima, per portare l’infallibile Harri Pesonen ad aprire le marcature, quando il cubo della Gottardo Arena indica che siamo solo al minuto numero 8’53”. Il fatto è che tutta la buona volontà e la pressione del mondo non bastano, quando davanti ti ritrovi un avversario quadrato che sa difendere bene, e che praticamente blinda lo slot, in cui in tutto il primo periodo i biancoblù riescono a cavare si è no un paio di dischi pericolosi. Ciò che in quel momento non è certo la migliore delle premesse, dopo due partite, entrambe perse, in cui i biancoblù erano riusciti a trovare la via del gol in una sola occasione.

Invece, e questa è una di quelle, a volte le apparenze ingannano. Basta un inizio di secondo tempo a tutta, e le certezze bernesi si sgretolano di fronte al moltiplicarsi degli sforzi degli uomini di Cereda. Il quale, costretto stavolta a far senza il canadese McMillan, decide di riproporre sul ghiaccio la prima linea tutta straniera battezzata in corso d’opera una settimana prima, nella vittoriosa uscita contro il Losanna. Tuttavia, invece del blocco di D’Agostini, Regin e Kozun a brillare è soprattutto quello formato da Kneubuehler, Bürgler e Heim. Con il primo e il secondo che mettono a segno un micidiale uno-due tra il 21’52’’ e il 25’08’’, ribaltando la situazione, ma soprattutto traghettando il famoso ‘momentum’ sul versante leventinese. È a quel momento che, per la prima volta, la squadra di Jason O’Leary appare in difficoltà: a differenza del periodo numero uno, infatti, adesso gli ospiti sono costretti a correre di qua e di là per tappare i buchi, mentre sull’altro fronte e da ogni posizione ci provano un po’ tutti, da D’Agostini a Fora, da Kozun a Pestoni, con conclusioni che sono una più pericolosa dell’altra. Neppure la temporanea uscita di scena di Zwerger, colpito apparentemente al volto da un puck (il cui posto nel lineup viene ereditato da Trisconi, con Fischer che si ritrova a dover addirittura esordire in attacco nella quarta linea), frena lo slancio di un Ambrì che capisce di avere in mano le chiavi della partita. Tanto che, anche in un terzo tempo in cui, teoricamente, tutti si aspettano una reazione di Olofsson e dei suoi compagni, le occasioni più nitide sono biancoblù, la più clamorosa delle quali è il clamoroso tocco sul palo di Kozun su tiro dalla linea blu di Fora al minuto numero 49. Una specie di prova generale per il gol numero tre, a firma Daniele Grassi, che arriva al termine di un’insistita azione nel terzo offensivo in pieno ‘money time’. Poi tutti in piedi sui titoli di coda.

‘Sapevamo che il terzo gol sarebbe stato importante, ma avremmo dovuto segnarlo prima’

Torna il sorriso nei corridoi della Gottardo Arena dopo un weekend senza punti. «In questo campionato tutte le partite sono difficili, ma ogni partita comincia sullo 0-0 – spiega il difensore Isacco Dotti –. Sappiamo che con la grinta sotto porta possiamo battere chiunque, ma nel weekend quella cattiveria ci è un po’ mancata. Anche stasera, in fondo: già nel primo tempo sul piano del gioco abbiamo lavorato bene, però mancava la grinta: nel secondo invece c’era, e sono arrivati i gol. Al Langnau abbiamo concesso poco difensivamente, anche in inferiorità numerica, e ‘Benji’ (Conz, ndr) ha fatto la sua parte».

Il grande protagonista del martedì è stato indubbiamente Dario Bürgler. «È stata senz’altro una buona serata – dice l’attaccante svittese –, ma a me più che altro rincuora il fatto che come squadra abbiamo giocato bene e siamo riusciti a vincere, anche dopo un inizio di partita non ideale. Luca negli spogliatoi nella prima pausa ha sicuramente trovato le parole giuste, ma noi sapevamo che avremmo dovuto mettere sul ghiaccio qualcosina in più. Sapevamo che il terzo gol sarebbe stato importante, ma avremmo dovuto segnarlo prima».

Non solo Bürgler, però, si è messo in evidenza stavolta. «Sono soprattutto felice per gli altri due colleghi di linea, Kneubuehler e Heim. Abbiamo sempre lavorato bene, ma non siamo mai stati ripagati dei nostri sforzi. Mentre stasera abbiamo trovati due gol importanti. Il fatto è che quando segni la gente ti festeggia, quando non ci riesci invece no...».

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