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23.10.21 - 00:01

‘Ci è mancata un po’ di cattiveria sotto porta’

I biancoblù Daniele Grassi e Isacco Dotti analizzano la sconfitta contro gli Zsc Lions. ‘In partite come questa è importante segnare per primi’

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Heim ci prova (Ti-Press)

Ambrì – Niente da fare. Quando una serata nasce storta, non c’è niente che si possa fare per raddrizzarla. Nemmeno tutto l’impegno di questo mondo – e in questo senso i giocatori dell’Ambrì Piotta non giocano certo al risparmio per tutti i sessanta minuti dell’intensa sfida con lo Zurigo – basta per eludere quel crudele destino che fa sì che alla terza sirena a lasciare il ghiaccio a capo chino e mani vuote siano i biancoblù, la squadra che detta il ritmo per lunghi tratti della contesa. E, di riflesso, ai biancoblù non basta nemmeno tutta la cocciutaggine con cui tentano di battere Waeber dal primo all’ultimo minuto per riuscire nell’esercizio. Ci provano in parecchi, ma inutilmente. A cominciare da Heim e Fora già nel primissimo minuto della serata, con un elenco che fino al sessantesimo si dilaterà a dismisura, aggiungendovi i nomi di molti altri. Ancora nel primo tempo in particolare quelli di Kozun (con un backhand con la squadra in inferiorità numerica) e Pestoni (tiro in giravolta), ma entrambe le conclusioni vengono neutralizzate dal portiere ospite.

A pesare come un macigno sul bilancio complessivo della partita è un solo errore, quello di posizionamento della retroguardia biancoblù in occasione del gol che permette a Hollenstein di aprire le marcature a metà partita inoltrata. Per il resto, gli uomini di Cereda disputano appunto una prova limpida, senza particolari sbavature. E crea di più, decisamente di più di quanto faccia la compagine di Grönborg, la quale ha però il merito di attendere con pazienza quell’unico momento per piazzare la stoccata decisiva.

Ritrovatisi sotto di una rete, e per giunta proprio al termine di una fase in cui i leventinesi stavano cercando di stringere i tempi nel tentativo di trovare la chiave per scardinare la porta di Waeber, Fora e compagni si rimettono alla ricerca del gol con ancora maggiore insistenza. Pestoni prova il numero, lo stesso che tre giorni prima gli aveva permesso di siglare il momentaneo 2-2 contro il Losanna, ma stavolta il suo backhand, da posizione quasi identica a quella da cui aveva freddato Stephan martedì, si chiude col puck che sfiora sì l’incrocio dei pali, ma stavolta dalla parte sbagliata. Al 43’15” Heim, in mischia, dà agli oltre seimila presenti allo Stadio Multifunzionale l’illusione del gol. Gli arbitri accordano il punto ma poi, dopo aver rivisto l’azione al video, tornano sulla decisione, decretando che quel disco alle spalle di Waeber ci sia finito al termine di un’azione viziata da un’ostruzione sullo stesso portiere. Nemmeno questo basta però a tarpare le ali di un Ambrì che le prova davvero tutte per cercare di raddrizzare la partita. Dopo un altro paio di buone occasioni (da citare quella in due tempi del duo Zaccheo Dotti-Zwerger) arriva però il colpo che spegne definitivamente ogni illusione, assestato da Pedretti con la porta dell’Ambrì lasciata incustodita per fare posto a un sesto giocatore di movimento.

Persa una battaglia, ce n’è però già un’altra che attende di essere combattuta: stasera i biancoblù saranno infatti ospiti della capolista, quel Friborgo che fu il primo ospite della nuova ‘casa’ dei leventinesi, lasciandola a mani vuote (finì 6-2).

«Quando gli avversari riescono a sfruttare una delle loro uniche opportunità mentre a noi non ne bastano molte di più per battere il loro portiere, il risultato finale non può che essere questo – si rammarica a fine partita Daniele Grassi –. In partite come questa, è importante riuscire a passare per primo, sfruttando le occasioni che ti capitano. Ce ne siamo create diverse nel primo tempo, ma il gol lo ha appunto trovato lo Zurigo. Anche dopo quella rete ci siamo creati nuove opportunità, senza però riuscire a capitalizzarle. È stata una buona partita per entrambe le squadre, ma i Lions sono riusciti a trovare quel qualcosa in più per deciderla in loro favore». Il numero 12 dei leventinesi parla poi della rete annullata: «Sul ghiaccio era difficile da capire se ci sia stata o no l’ostruzione. Al di là di quello, anche dopo abbiamo avuto qualche buona opportunità, ma non siamo riusciti a capitalizzarla». Adesso sotto col Friborgo... «Sarà un’altra battaglia: se vogliamo avere chance di vincerla, dovremo portare in pista la nostra identità di squadra combattiva. In un campionato così serrato è il solo modo di affrontare le partite se si vuole sperare di vincerle».

«Tutto si è deciso nel secondo tempo – analizza Isacco Dotti –. Quando abbiamo subìto il gol, abbiamo a nostra volta moltiplicato gli sforzi, creandoci diverse buone occasioni. Stasera i piatti della bilancia erano quasi in equilibrio: a far pendere l’ago dalla parte dello Zurigo è in fondo stato un solo episodio. Forse ci è mancata un po’ di cattiveria al momento giusto, quella voglia di buttare dentro il disco quando potevamo farlo».

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