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25.04.19 - 05:500

‘Quanto fatto a Zugo mi ha preparato per questa sfida’

Lars Weibel parla del suo nuovo incarico di direttore delle squadre nazionali, carica che diventerà effettiva dopo i Mondiali in Slovacchia

Il giorno dopo l’ufficializzazione della sua nomina a direttore delle squadre nazionali (in sostituzione di Raeto Raffainer, in procinto di partire alla volta di Davos), Lars Weibel è già sommerso dal lavoro. Un po’ per archiviare la stagione dell’Evz Academy (chiusa, almeno dal profilo sportivo, la sera del 1° marzo), squadra di cui si occupava dal 2016, e un po’ per preparare la sua nuova avventura. «Per me, questi sono giorni molto intensi – conferma il 45enne di Lachen (Canton Svitto) –. Fra telefoni e incontri di vario genere, di tempo libero in questi giorni me ne trovo davvero poco». Sufficiente però per fare qualche chiacchiera circa la sua fresca nomina a direttore delle squadre nazionali. «Tutto è andato così velocemente che per ora ho solo avuto modo di farmi un’idea approssimativa di quanto mi attende. Per me è l’occasione di mettere a frutto quanto appreso in questi anni a capo dell’Evz Academy. A Zugo mi sono fatto le ossa; se adesso ho deciso di cambiare aria non è certo perché mi trovavo male, anzi, ma semplicemente perché ritengo di avere maturato le basi necessarie per raccogliere una sfida ancora più intrigante come quella di dirigere le squadre nazionali. Non ho avuto molto tempo per pensarci, ma a alla fine sono persuaso di aver preso la giusta decisione».

Cosa ti porti in dote? «L’esperienza maturata con l’Evz Academy è stata indubbiamente un ottimo trampolino di lancio. Chiaramente la responsabilità che avrò sulle mie spalle sarà di un altro livello, ma a grandi linee il lavoro che mi attende con la Federazione non si discosta da quanto già facevo con l’Evz Academy: ossia lavorare per far crescere i giovani talenti nostrani e prepararli a inserirsi nel mondo degli attivi. Gli obiettivi finali, insomma, non mutano da quelli con cui ero abituato a lavorare a Zugo. L’unica sostanziale differenza è che ora lo farò su scala nazionale, anziché a livello regionale: è una bella sfida, ma sono pronto a raccoglierla. Il mio lavoro sarà più centralizzato e incentrato sulla mia persona, ma questo, in fondo, è un aspetto che ho già conosciuto, prima come portiere professionista e poi a difesa della porta della Nazionale».

Dalla porta alla scrivania

Ti manca l’hockey giocato? «Giocare? No, francamente sento di aver dato e speso tutto quello che potevo nella mia carriera. Ho giocato ai massimi livelli per vent’anni e li ho vissuti intensamente. Sebbene ne serbi ottimi ricordi, non rimpiango quei momenti; sono comunque molto contento di aver avuto la possibilità di poter lavorare ancora nel mondo dell’hockey».

C’è un portiere dell’hockey dei nostri giorni in cui Lars Weibel si identifica maggiormente per stile o atteggiamento? «Non conosco tutti personalmente, e dunque mi è difficile citarne uno in particolare. Ci sono però diversi portieri che hanno un temperamento molto simile al mio. Oggi, ancor più che ai miei tempi. la tranquillità è fondamentale per un portiere, che deve poter riuscire a gestire nel migliore dei modi i momenti di pressione. Sul ghiaccio, deve trovare il giusto equilibrio fra tranquillità di nervi e agilità nei movimenti».

Quali saranno le prime mansioni di cui ti dovrai occupare una volta rilevato il testimone da Raffainer? «Prima di tutto occorrerà riflettere attentamente se andare avanti così o se, invece, apportare cambiamenti nella politica della crescita dei giovani. Lo scopo finale è quello di migliorare sportivamente, e dunque dovremo valutare se questo salto di qualità lo si potrà fare continuando a seguire il processo attuale oppure se rivedere qualcosa. Di più, però, per ora non voglio anticipare».

‘Una crescita anche per me’

Cosa ti ha fatto decidere di salire sul treno di Swiss Ice Hockey in qualità di direttore delle squadre nazionali? «Un gran peso nella mia decisione l’ha sicuramente avuto quello che ho imparato negli ultimi 5-6 anni (dal 2014 al 2016 nel dipartimento vendite e marketing dello Zugo e poi, dal 2016, come direttore dell’Evz Academy, ndr). Ho dato parecchio, ma ho anche beneficiato del fatto di poter lavorare con un gruppo funzionale con lo scopo di coltivare i nuovi talenti, passando per una serie di obiettivi. In fondo è stato un processo di evoluzione e crescita anche per me».

Come si procederà per il passaggio di consegne con Raeto Raffainer? «Raeto resterà al suo posto fin dopo il Campionato del mondo. A Bratislava ci sarò comunque anch’io, con lo scopo di impratichirmi con tutto ciò che comporta la mia nuova carica».

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