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20.05.22 - 21:46

Barcellona, dove si capisce il mondiale

Le Red Bull si presentano sul circuito spagnolo alleggerite di altri 4 kg. Per aiutare Verstappen a raggiungere Leclerc in vetta al Mondiale.

di di Paolo Spalluto
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Con quattro chili meno, così si è presentata la Red Bull a Montmelo, alleggerita si dice di oltre 7 kg da inizio mondiale, grazie a un Adrian Newey sempre capace di migliorare le sue monoposto gara dopo gara.

Lo abbiamo visto: Ferrari partita subito bene in questa stagione, poi una robusta rimonta di Verstappen per prestazioni e potenza. La Rossa continua a essere forte ovviamente, ma a Miami Leclerc ha pagato un degrado eccessivo delle Pirelli all’anteriore, con un graining molto anticipato rispetto al suo concorrenze diretto. I 19 punti di margine oggi in corso tra il monegasco e l’olandese sono un bottino che il circuito catalano deciderà se da assottigliare o espandere. Difficile fare un pronostico, specie con due tempi migliori nelle libere di venerdì, sempre difficili da interpretare perché non si conosce il carico di benzina e il setting.

Grande polemica, ulteriormente aumentata dopo la prestazione in pista, riguardo alle Aston Martin che hanno appunto fatto bene con Vettel. L’aggiornamento, specie delle pance, le rende quasi una copia delle Red Bull, con tanto di protesta ufficiale di Horner e conseguente check dei commissari Fia, terminato con un nulla di fatto. Sembra di tornare ai tempi della Racing Point che appariva come il clone dell’allora Mercedes-Benz, che peraltro non brontolò molto avendo trovato il modo di avere un team satellite che poteva testare le performance aggirando astutamente le regole.

Spesso in questi anni abbiamo spiegato quanto Barcellona sia determinante per comprendere le sorti del mondiale: si tratta della pista meglio conosciuta e più mappata di tutte, qui ogni ingegnere sa esattamente cosa debba fare e come settare la propria monoposto. Quindi se il risultato non giunge si deve essere coscienti del valore del telaio e della prestazione, senza scusa alcuna o sorpresa addotta.

Resta così difficile esprimere l’exploit di Russell e Hamilton, che qui hanno portato un pacchetto di migliorie molto conforme alle attese, ma ancora una volta già a Miami erano apparsi forti nelle libere per poi arretrare nuovamente nelle qualifiche. Meglio davvero non emettere giudizi assoluti quindi giudicando i crono del venerdì. E’ vero però che un team così forte deve essere capace di una risposta tecnica, vediamo oggi come e quanto.

Moriva proprio ieri tre anni Niki Lauda, una di quelle figura che rendono questo sport mitico e unico. Capace di arrivare vicinissimo alla morte, rientrare, ritirarsi, vincere nuovamente un mondiale, smettere, fondare una linea aerea e poi diventare Advisor della Mercedes-Benz. Il bello dei miti è che in realtà non muoiano mai e l’austriaco a pieno diritti rientra tra loro.

Tempo di pista e di primi verdetti indicativi: speriamo che domani i problemi di propulsore riscontrati da Bottas oggi non si ripetano e che possa degnamente difendere con il team di Hinwil il bell’inizio di stagione.

Annotazione a margine: tutti i tabloid del mondo hanno parlato di questa Mercedes-Benz venduta all’asta da Sotheby’s per più di 130 milioni di dollari, battendo così ogni record. L’acquirente è Bernie Ecclestone a conferma che l’ultra 90enne ex patron della F1 resta un signore con discrete possibilità economiche e passioni intatte. Vi basti dire che tra i suoi progetti vi era di acquistare una portaerei, renderla attraente con l’aiuto del designer Marc Newson, metterci dentro la sua collezione di auto da corsa F1 (la più completa al mondo frutto di mille furbizie) e portarla a pagamento nei porti di tutto il mondo. Mica male per un signore che nella nostra Gstaad cena all’Olden – di sua proprietà – con aria sorniona.

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