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13.12.21 - 20:46
Aggiornamento: 21:10

‘Una grande stagione, peccato per quel finale’

Il pilota Alex Fontana commenta l’ultimo (e decisivo) Gran premio di Abu Dhabi. ‘Un dettaglio ha fatto la differenza’

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‘Ottenere un successo così importante serve a sbloccarsi a livello mentale’ (Keystone)

Un titolo mondiale deciso nei giri finali dell’ultima gara della stagione, dopo un duello appassionante tra due grandi campioni come Lewis Hamilton e Max Verstappen. Quello del 2021 sarà un campionato di Formula 1 che rimarrà scolpito a lungo negli occhi e nella memoria di tifosi, appassionati e addetti ai lavori. E chi ha potuto gustarsi tutte queste emozioni da una posizione privilegiata è il pilota ticinese Alex Fontana, addetto al commento tecnico per la Rsi. «Per me è sempre un divertimento analizzare le corse, anche perché parlo di un mondo che conosco e di cui sono appassionato – spiega il ticinese –. Cerco sempre di esprimermi come se mi trovassi seduto a un tavolo con degli amici. Così riesco a trasmettere qualcosa anche a chi magari non è molto ferrato in questa disciplina, e a raccontare degli aneddoti». La gara di ieri è stata però talmente intensa che «ci siamo dovuti concentrare tutto il tempo solo ed esclusivamente sugli avvenimenti in pista, e il pomeriggio è volato così in un lampo. Abbiamo assistito davvero a una battaglia». Una battaglia che, fin dalle battute iniziali, sembrava saldamente nelle mani di Hamilton...«Il britannico ha trovato un’ottima partenza e, nonostante delle gomme non ottimali, ha resistito agli attacchi di Verstappen, riuscendo a tenerlo dietro. Sembrava davvero che l’olandese non potesse riprenderlo». Nemmeno la manovra di disturbo attuata da Sergio Perez, compagno di scuderia di Verstappen nella Red Bull, ha destabilizzato Il pilota della Mercedes. «Perez è stato utilizzato come una ‘pedina’: il suo compito era quello di cercare di far rallentare Hamilton». Un comportamento che «non è vietato dal regolamento – precisa Fontana – ma può essere talvolta rischioso. Ad esempio, nel terzo settore ha frenato in un punto in cui non si dovrebbe, rallentando in maniera eccessiva».

La vera svolta della corsa (e del Mondiale) è però avvenuta a cinque giri dalla fine, quando l’incidente occorso al canadese Nicholas Latifi ha reso necessaria l’entrata in pista della safety car. In questi casi, secondo il regolamento, tutte le macchine doppiate devono rimettersi in coda al gruppo di vetture. Ed è ciò che aveva disposto ieri la Fia in un primo momento, salvo poi cambiare idea: la direzione di gara ha infatti scelto di far ‘sdoppiare’ solamente le auto che in quel momento si trovavano tra Hamilton, primo, e Verstappen, reduce da una sosta ai box. Approfittando delle nuove gomme montate, l’olandese ha potuto quindi sorpassare il rivale nel folle finale di Gran Premio, aggiudicandosi vittoria e titolo iridato. «La Fia voleva una conclusione spettacolare, con un duello acceso fino all’ultima curva, ed è ciò che ha ottenuto – analizza Fontana –. È un peccato però che una stagione di così alto livello, caratterizzata da una sfida appassionante tra due campioni, sia stata decisa, in parte, da un inspiegabile dietrofront della direzione di gara. Ad Abu Dhabi Hamilton aveva dimostrato per lunghi tratti di essere superiore e senza l’imprevisto della safety car avrebbe probabilmente vinto lui...». Per questo motivo la Mercedes ha inoltrato due ricorsi, entrambi respinti. «Potrebbero ancora rivolgersi alla Corte d’Appello del tribunale, ma dubito che cambierebbe qualcosa: la decisione ormai è stata presa».

Così talentuosi, così diversi

Discussioni a parte, il Mondiale si è concluso e ha incoronato Max Verstappen campione del mondo a soli 24 anni. L’olandese, forte anche della sua giovane età, proverà ora ad aprire un ciclo vincente. «Ottenere un successo così importante serve a ‘sbloccarsi’ a livello mentale. E competere quest’anno con un asso come Hamilton gli ha sicuramente permesso di crescere e di arricchirsi a livello di esperienza. Deve fare ancora molta strada, ma credo che se riuscirà a lasciare da parte le ‘bagarre’ aggressive e ad adottare uno stile di guida più corretto e lungimirante, potrà davvero lasciare un ulteriore segno tangibile nella storia di questo sport». Per un atleta che vince ce n’è inevitabilmente un altro costretto a metabolizzare una grossa delusione. Lewis Hamilton ha sfiorato l’ottavo sigillo iridato, sinonimo di record. «Avrà sicuramente bisogno di un po’ di tempo per digerire la sconfitta. Ma in passato gli è già successo di inciampare in kappaò dolorosi, ed è sempre tornato più forte di prima. Un campione deve imparare dai momenti complicati e secondo me lui ha ancora tanto da dare. Quest’anno non avrebbe comunque potuto fare più di così», conclude Fontana.

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