laRegione
Formula 1
03.12.21 - 22:23

A proposito di Arabia e Hinwil

Picci e Vasseur, convivenza turbolenta in casa Sauber. Nelle libere le Mercedes di Hamilton e Bottas precedono GAsly e Verstappen

di Paolo Spalluto
a-proposito-di-arabia-e-hinwil

Partiamo dalle libere uno e due di che dicono - specialmente per la seconda seduta - come la Mercedes-Benz si presenti agguerrita al penultimo appuntamento di questo Mondiale combattuto. Hamilton e Bottas prime e secondi con le gomme media, a seguire il bravo Gasly e Verstappen con le morbide, come peraltro la maggior parte dei partenti. Cosa sarebbe accaduto se anche gli alfieri della Stella d’Argento avessero montato le soft ?

Leclerc ha dolcemente assaggiato i muri di un circuito che Hamilton ritiene più trafficato e stretto di Montecarlo. Tsunoda ha girato con le dure ed è comunque riuscito a rimanere immediatamente alle spalle di Sainz. Bene Giovinazzi che tuttora non manda giù il defenestramento subìto, ma che ha deciso di voler finire la stagione lasciando qualche rimpianto indiretto.

Le dimissioni di Picci

In settimana sono arrivate le clamorose dimissioni da presidente del CdA del Sauber Group, Pascal Picci. Questo signore per metà svizzero e metà italiano, sanguigno, collerico, ma sorridente e generoso è la persona che con Longbow gestisce il patrimonio e gli interessi parziali della famiglia Finn, Tetrapak, svedesi, proprietari obtorto collo della Sauber (sarebbe qui bello raccontare come ciò sia avvenuto, ma servirebbe un articolo dedicato). Picci è la persona che aveva anche le ottime relazioni con Sergio Marchionne, con il quale condivise la visione e la strategia di ampio respiro che Fca con Alfa Romeo avrebbero voluto perseguire, anche sul piano personale del manager che risiedeva a Schindellegi, guarda caso non lontano dalla sede Sauber.

La rifondazione avviene così, Fred Vasseur scelto come Team Principal e poi Amministratore Delegato di Sauber Group. E qui iniziano le relazioni difficili, la voglia di essere leader, di condurre le decisioni: Picci in nome della famiglia, Vasseur forte di un palmarès e una competenza comprovata nel mondo delle corse.

Muore Marchionne, parte del progetto visionario se ne va con lui, John Elkann che anche nella recente svendita di Fca a Stellantis e la precedente volontà di fare cassa ordinando la quotazione in borsa di Ferrari ha dimostrato una relazione non esattamente ingaggiata con le auto, lascia che il team navighi a vista. Marchionne lascia in eredità Giovinazzi, ma digerito dal transalpino, adorato da Picci che da buon italiano è felice di vedere il tricolore su una macchina dallo sponsor italiano. La relazione peggiora, Picci accusa Vasseur di centralismo, di farsi troppo gli affari suoi. Finn non si schiera molto. Arriva la decisione di prendere Zhou il cinese al posto di Giovinazzi. Nuovamente Picci non è d’accordo con la scelta, anche se da uomo di economia comprende i 25 milioni di dollari di dote.

La famiglia Andretti si avvicina al team, in realtà solo per comperarlo ma poi trasferirlo negli Stati Uniti. Finn si rifiuta, Vasseur non si capisce che posizione prenda davvero, Picci si oppone. 350 milioni di dollari non sono poi una cifra esosa per un team di F1, con ingegneria, galleria del vento, competenze e un slot valido per i prossimi Mondiali. Ma Finn ferma tutto, anzi addirittura accetta per la prima volta di parlare al personale in fabbrica, lo rassicura, precisa di voler vendere, ma non a tutti i costi, e comunque sino a fine stagione 2022 nulla si tocca.

Picci voleva la testa di Vasseur, sbatte la porta e se ne va, ma - ed è questo il passaggio curioso - resta comunque uomo di fiducia di Finn su tutto il resto. Il suo capitolo F1 si chiude, ma afferma «se va via Vasseur torno». In mezzo a tutto questo, il buon Giovinazzi è l’agnello finito sulla griglia. La F1 è anche questo.

Potrebbe interessarti anche
SPORT
Risultati e classifiche
TOP NEWS Sport
Qatar 2022
1 ora
Shaqiri: ‘Dobbiamo solo chiedere scusa alla gente’
Enorme la delusione rossocrociata al termine di una gara in cui nulla ha funzionato come ci si attendeva
gallery
Qatar 2022
2 ore
Che umiliazione
La Svizzera non è pervenuta e con il Portogallo viene rispedita a casa con un pesantissimo 6-1
QATAR 2022
5 ore
I rigori mandano il Marocco in Paradiso e la Spagna a casa
Gli africani per la prima volta ai quarti di finale dopo una partita difensiva. Gli iberici deludenti e senza idee sbagliano tre volte dal dischetto
Angolo Bocce
8 ore
Alessandro Eichenberger e Aramis Gianinazzi vincono in Austria
La giovane coppia dell’Ideal di Coldrerio si è imposta nel torneo internazionale di Hard, contro i chiassesi Peschiera e Dalle Fratte
Hockey
8 ore
Qualche settimana d’assenza per Kostner e Kneubuehler
Contro il Rapperswil i due hanno subito una contusione alla spalla sinistra, rispettivamente un infortunio muscolare al torace
COSE DELL'ALTRO MONDO
9 ore
Mr. Irrilevant, anche gli ultimi hanno il loro giorno di gloria
Scelto quale 262° giocatore al draft 2022, Brock Purdy è salito agli onori della cronaca con San Francisco. Ma nella Nfl la carriera è molto breve
TIRI LIBERI
10 ore
I progetti del basket svizzero sembrano usciti da un incubo
Dall’assurdità di una fase a orologio basata sulla classifica della scorsa stagione a una Coppa Svizzera che produce palestre vuote
CALCIO
11 ore
Fissata la prima amichevole, sabato il Lugano ospita il Monza
La compagine di Serie A a Cornaredo dalle 14. Oggi l’inizio della prevendita (agibili solo tribuna principale e spalti)
Qatar 2022
1 gior
L’arte del pallone: il Brasile non dà scampo alla Corea
Primo tempo a passo di danza in un lunedì senza storia, con la selezione di Tite che liquida la pratica degli ottavi segnando quattro gol
HOCKEY
1 gior
L’ipocrisia dell’ibrido. Mottis: ‘Che formazione sia’
L’inverno rigido di una Swiss League che attende di conoscere il proprio destino dopo aver sopravvalutato se stessa. ‘Quei 400 mila franchi ora mancano’
© Regiopress, All rights reserved