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FORMULA 1
22.10.21 - 15:290
Aggiornamento : 16:28

Austin, benvenuti a casa Hamilton

Sul circuito texano il campione del mondo ha vinto molto, ma l’attuale leader del mondiale, Max Verstappen, rimane sereno

a cura de laRegione

Il campione del mondo in carica, Lewis Hamilton, non ha mai nascosto il desiderio di trasferirsi, dopo il ritiro dalle competizioni, negli Usa. Sente questa nazione come una seconda casa e ha molti legami di amicizie, relazioni commerciali e personali che hanno significato per lui e il suo entourage, in primis la collezione di abbigliamento.

Quella di Austin è una pista sulla quale ha vinto molto ed è anche quella in cui commise l’errore fatale di lanciare il cappellino in faccia a Nico Rosberg dopo la vittoria che lo proclamava campione del mondo. Fu proprio lì che Nico prese la decisione interiore di volerlo battere, non avendo digerito il gesto: si sottopose a un percorso anche di training personale interiore che nel 2016 lo portò a batterlo, usando quella raffinata intelligenza di cui è dotato e che oggi è visibile nella lungimirante attività imprenditoriale del tedesco.

Quella partenza in salita resta la cifra stilistica del circuito con piega a sinistra. Molto si decide lì. A proposito di effetti all’americana, va pure ricordata l’alta torre visuale sul circuito che permette a uno sparuto gruppo di persone abbienti di godere della corsa in maniera inusuale e bellissima.

Max Verstappen è sereno nella sua leadership. Sa perfettamente di poter contare sul propulsore Honda che è molto cresciuto nel tempo, affidabile e con la caratteristica di essere ora anche performante a bassi regimi con spunti migliorati. I 20 cavalli di gap che si dice abbia ancora con quello Mercedes-Benz è spesso compensato dalla buona telaistica complessiva della sua Red Bull. Nel gioco delle livree della monoposto, dopo il tributo al Giappone di due settimane fa, ora per ragioni commerciali vedrete comparire il logo Acura che nulla è se non il nome della marca Honda per il mercato americano. Ragioni di lettering, pronuncia e assonanze negative, anni fa la scelta del colosso giapponese fu di chiamare così i suoi prodotti per il mercato statunitense.

In casa Ferrari, la preparazione al 2022 prosegue spedita e Charles Leclerc riconosce che la monoposto è in costante miglioramento. È evidente a tutti, però, quanto il gap prestazionale, con il ritardo accumulato dal cavallino negli anni, sia ampio e da percorrere con slancio per agganciare il top della classifica. La squadra può contare su due piloti complementari, ove Carlos Sainz continua a piacere per la sua robustezza e visione di lungo periodo, mentre Leclerc è eclettico e dannatamente veloce, ma maggiormente esposto ad alti e bassi.

Infine Sauber, che sul piano sportivo non riesce purtroppo a convincere più di tanto, tiene tutti in attesa dell’annuncio della lettera di agreement per il passaggio di proprietà alla famiglia Andretti. Il silenzio è calato su Hinwil perché, come sempre in queste occasioni, alla manifestazione di interesse si agganciano poi mille cavilli e punti da stabilire. Un po’ come il disegno di un’autostrada: la via è tracciata, ma le singole uscite restano da definire meglio. Anche sul fronte piloti l’atteso annuncio dell’ingaggio del cinese Guanyu Zhou è slittato perché gli americani hanno qualche nome da proporre.

Da segnalare, infine, la penalità inflitta a Sebastian Vettel per cambio del motore. La sua Aston Martin domenica partirà dieci posizioni più indietro rispetto a quanto stabilito nelle prove nel caso in cui la sostituzione si limitasse alla parte endotermica o elettrica, mentre scatterebbe dall’ultimo posto se a essere sostituita fosse la powerunit.

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