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11.07.21 - 18:15

La pandemia non ferma il business: oltre 300 milioni in premi

Il montepremi che l'Uefa distribuirà a fine Europei supera la cifra del 2016: oltre 25 milioni di euro per Italia e Inghilterra, 14,75 per la Svizzera

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Oltre 300 milioni di euro: è questo il montepremi che l'Uefa si appresta a dividere tra le nazionali partecipanti a Euro 2020 che si concluderà stasera con la finale tra Italia e Inghilterra. Numeri in leggera crescita, rispetto al 2016, nonostante la pandemia: numeri soprattutto che fanno felici le varie federazioni calcistiche, in particolare quelle le cui squadre hanno fatto più strada nel corso del torneo. In totale l'Uefa ha messo sul piatto infatti 331 milioni di euro come montepremi complessivo, rispetto ai 301 milioni degli Europei 2016 in Francia.

La qualificazione è valsa 9,25 milioni, ogni vittoria nella fase a gironi ha garantito 1 milione, mentre il passaggio agli ottavi 1,5 milioni, l'ingresso ai quarti 2,5 milioni, il raggiungimento delle semifinali 4 milioni, per la finale 5 milioni e per chi alza il trofeo ulteriori 3 milioni. Italia e Inghilterra incasseranno quindi oltre 25 milioni di euro e una delle due supererà i 25,5 milioni che il Portogallo aveva ricevuto vincendo l'edizione 2016 in finale contro la Francia. Proprio lusitani e transalpini sono, insieme anche alla Germania, tra le nazionali che hanno incassato meno, considerando chi ha superato la fase a gironi: 12,25 milioni per Germania e Portogallo (come la Croazia e il Galles), 12,75 milioni invece per la Francia (alla pari di Svezia e Austria), con l'Olanda poco più avanti a 13,75 milioni. Tra le squadre eliminate ai quarti, invece, il Belgio riceve 16,25 milioni, rispetto ai 14,25 milioni dell'Ucraina e ai 14,75 milioni di Svizzera e Repubblica Ceca. La sorpresa Danimarca, invece, ha staccato un assegno da 18,25 milioni, uno in meno rispetto all'altra semifinalista sconfitta, ovvero la Spagna (19,25 milioni).

Sorridono anche i club

Sorridono quindi le federazioni ma sorridono, seppur in maniera minore, anche i club. L'Uefa infatti verserà un totale di 130 milioni di euro alle società che hanno dato i calciatori alle nazionali per Euro 2020, in base al numero di giorni in cui i giocatori sono rimasti a disposizione dei vari commissari tecnici: tra le squadre con più convocati ci sono Manchester City e Chelsea, con Juventus, Atalanta e Inter tra le top. Nel 2016, ad esempio, i bianconeri avevano ricevuto 3,5 milioni, con Liverpool (3,4) e Tottenham (3) tra gli altri club a ricevere più di tutti. Un Europeo che l'Uefa è quindi riuscita, pur non senza difficoltà, a portare in porto. E a livello economico a incassare anche qualcosa in più rispetto alle attese, come per esempio dai biglietti: secondo le stime, il percorso dell'Inghilterra fino alla finale (con apertura aumentata a Wembley nelle ultime gare) ha permesso alla Federcalcio continentale di incassare intorno ai 30 milioni di euro dalla vendita dei biglietti. Sarà comunque difficile raggiungere quota 1,9 miliardi di ricavi, ovverosia la cifra incassata per l'edizione 2016 (+38% rispetto al 2012), anche considerando che, nel bilancio al 30 giugno 2020, l'Uefa ha indicato di aver posticipato all'esercizio 2020/21 poco più di 1,3 miliardi di ricavi per contratti legati a Euro 2020, con costi per 504 milioni: numeri che nel frattempo l'Uefa spera di aver fatto salire per quanto riguarda i ricavi, con nuovi sponsor che si sono aggiunti nelle ultime settimane. Anche perché l'obiettivo è tornare ad avere conti in equilibrio, dopo il calo nel fatturato da 3,8 miliardi nel 2018/19 a 3 miliardi nel 2019/20 che ha portato a un rosso a bilancio pari a 74 milioni.

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