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Non resta che attendere (Keystone)
22.06.21 - 18:35
Aggiornamento: 23:36

Embolo e la Svizzera contro Francia, Germania o Portogallo

Di ritorno a Roma, la selezione di Petkovic inganna l'attesa aspettando l'avversario negli ottavi. Adesso, però, conosce la data: sarà il 28 giugno, a Bucarest

Qualche certezza adesso c’è, l’euforia invece non ancora. Almeno non nelle parole di Breel Embolo, ventiquattrenne attaccante che gioca in Germania, nelle fila del Borussia di Mönchengladbach. «Siamo arrivati agli ottavi di finale, è vero, ma quello che abbiamo raggiunto è solo un mini-obiettivo. Nulla più», spiega il calciatore basilese al termine del primo allenamento romano di ritorno da Baku, sul campo romano delle Tre Fontane. Dopo un lunedì tormentato, a causa di un problema tecnico che ha costretto la squadra a dover ritardare di tre ore il decollo dall’Azerbaigian, dopo che alla delegazione rossocrociata era stata concessa l’autorizzazione di sbarcare, siccome è senz’altro meglio pazientare sull’asfalto pur arroventato di un aeroporto che all’interno di un velivolo parcheggiato, arrostito dal sole.

A quel punto, tra l’altro, la selezione allenata da Vladimir Petkovic in tasca ancora non aveva il biglietto per gli ottavi, arrivato con certezza matematica soltanto poco dopo il loro atterraggio a Fiumicino, poco dopo le 22, al termine della sfida tra una deludente Russia e la Danimarca e quella tra la comunque sorprendente Finlandia e gli imbattibili Diavoli rossi del Belgio. «Dopo il pareggio all’esordio contro il Galles eravamo delusi, naturalmente, ma non eravamo neppure contenti dopo il 3-1 di domenica sera alla Turchia, perché non eravamo riusciti a segnare un numero di gol sufficienti a qualificarci direttamente – continua Embolo –. Il fatto che ora abbiamo la garanzia di essere agli ottavi, ci dimostra tuttavia che fin qui abbiamo fatto parecchie buone cose. Questa squadra però ha molta fame, quindi non si accontenta facilmente».

Riflettori accesi sull'Arena nazionale romena, lunedì alle 21

Appetito, tuttavia, che dovrà essere tenuto a freno fino al weekend, in attesa di conoscere quale sarà il nome dell’avversario. Pur se ora c'è una data, quella del 28 giugno a Bucarest, dove gli elvetici alle 21 precise sfideranno la prima classificata del girone F, quindi Francia, Germania o Portogallo. Quei tre nomi, in verità, erano praticamente scontati, siccome soltanto un pareggio in serata tra Croazia e Scozia avrebbe potuto dar vita a scenari diversi. «Ma l'unica cosa che possiamo fare e sederci e attendere di capire cosa la sorte ci riserverà – spiega il ventinovenne difensore argoviese del Bordeaux, Loris Benito –. Insomma, dopo aver atteso di conoscere se ci saremmo arrivati o no a questi ottavi di finale, adesso ci tocca nuovamente aspettare per sapere chi sarà l’avversario...».

Ed è meglio dover semplicemente attendere, che continuare a fare avanti e indietro tra Roma e Baku... «In verità, a causa del nostro lavoro siamo abituati a dover viaggiare – aggiunge Benito –. Adesso, però, siamo felici di poter fare una pausa di qualche giorno»

Mentre in queste ore impazza il toto-abbinamenti, e ognuno prova a intuire quale potrebbe essere l’avversario meno temibile, una certezza gli uomini di Petkovic già ce l'hanno. «Chiunque sia il nostro avversario, non saremo noi i favoriti di questo ottavo – aggiunge Embolo –. Infatti, le potenziali avversarie sono tutte squadre che fanno parte del lotto delle possibili vincitrici dell’Europeo».

Favori del pronostico oppure no, non significa tuttavia che questa squadra non ci debba provare. «Ma neppure che non saremo confrontati con una grande pressione – conclude l’attaccante nativo di Yaoundé –. Vogliamo trovare il modo di uscirne, dimostrando a tutti che pure noi abbiamo la stessa forza. Di certo, non scenderemo in campo soltanto per partecipare».

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