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16.06.21 - 22:52
Aggiornamento: 23:38

Svizzera da incubo all'Olimpico, l'Italia se la mangia

Contro i padroni di casa i rossocrociati offrono una delle peggiori prestazioni dell'era Petkovic, perdono 3-0 e vedono allontanarsi gli ottavi di finale

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Sognava una notte magica la Svizzera, si è ritrovata in un incubo dal quale sarà difficile svegliarsi. Sì perché quella andata in scena all’Olimpico nella seconda giornata del girone A è stata una vera e propria disfatta rossocrociata, favorita sì da un’Italia impressionante e che si conferma tra le principali pretendenti al titolo europeo (gli uomini di Mancini non perdono da 29 partite e non subiscono gol da 10), ma anche e soprattutto da una prova di Xhaka e compagni al limite dell’imbarazzante. Coraggio, personalità, intelligenza tattica, carattere, furbizia, voglia, capacità tecniche, tattiche e chi più ne ha più ne metta. Tutte qualità che Vladimir Petkovic aveva chiesto ai suoi giocatori e che questi ultimi hanno già dimostrato di possedere (a tratti anche a Baku nell’1-1 con il Galles), ma di cui sul terreno dell’Olimpico non si è vista nemmeno l’ombra. E ora bisognerà vincere, anzi stravincere domenica nuovamente a Baku contro la Turchia (sconfitta 2-0 dal Galles, ora a + 3 sugli elvetici ma con una differenza reti nettamente migliore) e sperare di riuscire ad arraffare per il rotto della cuffia una qualificazione agli ottavi finendo tra le quattro migliori terze.

Primo tempo: Cinque minuti di Svizzera, poi è solo Italia

 In una serata esplosiva come quella dell’Olimpico non poteva mancare un allarme bomba, segnalato in zona piazza Mazzini (a circa 2 km dallo stadio) rivelatosi poi falso. Le uniche scintille sono quindi fortunatamente state quelle in campo, dove Petkovic ha mandato la sua squadra esattamente come a Baku, quindi con un 3-4-1-2 con Mbabu e Rodriguez sulle fasce e Shaqiri dietro ad Embolo e Seferovic. Mancini dal canto suo ha giocoforza dovuto sostituire l’infortunato Florenzi e ha scelto di farlo schierando quale terzino destro Di Lorenzo, mentre per il resto ha mantenuto l’undici titolare capace di dominare la Turchia, con Jorginho in regia e il pericolosissimo tridente offensivo Berardi-Immobile-Insigne.

La squadra rossocrociata parte subito forte e l’Italia la lascia sfogare, tanto che per i primi 5 minuti il possesso palla è praticamente solo in mano elvetica. L’illusione di una Svizzera padrona del campo svanisce però presto, con la prima occasione da gol sulla testa di Immobile (servito dallo spunto di Spinazzola che si mangia Elvedi sulla sinistra) che certifica l’entrata in partita dell’Italia, che inizia a guadagnare metri e costringe sempre più gli elvetici ad arretrare. Una pressione che sembra dare i suoi frutti già al 19’, quando dopo un angolo di Insigne, Chiellini resiste allo scontro con Xhaka e Akanji e mette alle spalle di Sommer. Il Var però vede un tocco di mano del capitano italiano e in maniera molto severa (ma da regolamento) annulla la rete. Oltre alla beffa anche il danno, visto che pochi istanti dopo il difensore della Juventus è costretto a lasciare il posto ad Acerbi per un problema muscolare. A consolarlo ci pensa subito Locatelli, il quale al 26’ inizia con una grande apertura l’azione e dopo l’accelerazione di Berardi che lascia sul posto Rodriguez la conclude con il più facile dei gol, completamente dimenticato tanto da Elvedi (che non ha stretto) quanto da Freuler (che non l’ha seguito).

Emblematico delle difficoltà di una Svizzera senza idee e senza mordente, quello che accade attorno al 37’, quando nel giro di un minuto prima Schär e poi Xhaka regalano palla agli avversari, nell’ultimo caso vicini al raddoppio con l’infaticabile Spinazzola.

Secondo tempo: cambi tardivi e gli Azzurri dilagano

Alla pausa Petkovic prova a cambiare qualcosa buttando nella mischia Mario Gavranovic al posto di un impalpabile Seferovic, mentre decide un po’ inspiegabilmente di non toccare le fasce. Pronti via e il ticinese si prende subito un cartellino giallo per un intervento in ritardo su Bonucci, lanciando perlomeno un segnale ai suoi: serve più aggressività. Certo, come no, passano meno di due minuti e Locatelli (dimenticato ancora da Freuler, ma Xhaka dov’era?) al limite dell’area ha tutto il tempo di prendere la mira e fulminare di sinistro Sommer nell’angolino basso. Solo a quel punto il selezionatore rossocrociato decide di intervenire in maniera più incisiva cambiando gli esterni (dentro Zuber e Widmer, fuori Mbabu e Schär, con Rodriguez che si accentra), ma ormai è troppo tardi, l'Italia controlla senza problemi l'inesistenze reazione ospite e all'89' abbellisce ulteriormente il risultato con Immobile.

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