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20.09.22 - 18:26
Aggiornamento: 18:52

Zakaria: ‘Al Chelsea per riprendere quota’

Iniziata benissimo lo scorso inverno, la storia fra la Juve e il centrocampista elvetico ha preso poi una brutta piega

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Dopo un ottimo inizio, l’avventura in bianconero di Denis Zakaria ha subito un brutto contraccolpo: quando arrivò alla Juve lo scorso inverno, il ginevrino si era inserito senza problemi negli schemi di Max Allegri, ma poi ha finito per perdere il posto e si è ritrovato in panchina, fuori dal progetto per la nuova stagione. «Ad ogni modo, non volevo lasciare la Juve», confessa Zakaria, che con la Vecchia Signora aveva firmato un contratto di quattro anni e mezzo. Ma il 1° settembre, ultimo giorno di mercato, è spuntata la pista londinese, sponda Chelsea. «Tutto si è giocato nelle ultime sei ore utili», precisa il giocatore. «Giunta l’offerta dai Blues, abbiamo finalizzato in fretta il contratto e ho fatto le visite mediche mentre mi trovavo ancora a Torino. Infine, ho fatto la valigie e sono partito».

Prestato fino al termine della stagione al Chelsea, il centrocampista nato nel 1996 è stato voluto dal tecnico tedesco Tuchel, il quale è però stato presto esonerato dalla nuova proprietà del club inglese sostituito da Graham Potter. «Ciò dimostra, una volta di più, che nel calcio tutto può succedere molto in fretta», sorride Zakaria. «Io volevo lavorare con Thomas Tuchel, la sua presenza mi aveva convinto ad accettare l’offerta del Chelsea. C’era per me in realtà anche un interesse da parte del Liverpool, ma nulla di concreto».

Nelle prossime settimane, alla corte di Graham, Zakaria dovrà ritagliarsi in campo lo spazio e il tempo che gli garantirebbero di arrivare alla Coppa del mondo nelle migliori condizioni. «Fisicamente mi sento molto bene, e so che per rendere al meglio devo avere molti minuti nelle gambe. Nel Chelsea si gioca un calcio con più spazi rispetto a quello giocato alla Juve, con maggiore intensità e con più duelli, e tutto ciò è l’ideale per le mie caratteristiche». Alla Juve, dunque, Zakaria si è sentito troppo imbrigliato. «Non era davvero il mio football, la squadra giocava troppo bassa. La squadra, però, con gli uomini che aveva, avrebbe potuto e dovuto vincere 3-0 ogni partita». Troppo saggio per criticare apertamente Massimiliano Allegri, l’elvetico lo descrive così: «Come allenatore ha ottenuto grandi risultati, ma purtroppo non ho potuto parlare spesso con lui».

Con Murat Yakin il dialogo è più trasparente, il selezionatore ha sempre dimostrato grande fiducia nel ginevrino, che fu decisivo nelle fasi di qualificazione, specie nelle due gare contro l’Italia. Nelle prossime partite, Denis dovrebbe occupare la sua posizione preferita, cioè quella di mediano in mezzo a Xhaka e Freuler. «Sono qui per aiutare la squadra», dice modestamente il centrocampista. In realtà, il suo compito è trasmettere ai compagni lo slancio necessario per poter competere con le migliori squadre al mondo. La sua assenza in occasione delle prima sei gare dell’anno è pesata parecchio sulla nazionale rossocrociata: senza di lui, un successo, un pareggio e quattro sconfitte.

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