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03.08.22 - 21:50

Com’è profumata l’aria europea di Cornaredo

Il Lugano affronta domani sera nello stadio di casa l’Hapoel Beer Sheva per l’andata del terzo turno preliminare di Conference League

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È un’aria con la quale negli ultimi anni ha preso confidenza, quella che il Lugano respirerà domani sera nell’andata del terzo turno preliminare di Conference League. Un’aria dal profumo europeo che inebria i bianconeri per la terza volta negli ultimi cinque anni, dopo le esperienze nella fase a gironi di Europa League delle stagioni 2017-18 e 2019-20. Nonostante ciò, avrà una fragranza ancora più gradevole, perché per la prima volta negli ultimi vent’anni i bianconeri possono tornare a giocare nello stadio di casa. Alle 20.00 l’undici scelto da Mattia Croci-Torti scenderà in campo per affrontare gli israeliani dell’Hapoel Beer Sheva, lo stesso avversario incontrato nel 2017… «Sarà senza dubbio una serata speciale per tutti noi e spero lo possa essere anche per i nostri tifosi – esordisce il tecnico bianconero nella tradizionale conferenza stampa pre-partita –. Personalmente, ho un vivo ricordo della partita contro il Ventispils, qualificazione Uefa della stagione 2002-2003. Da pochi giorni ero passato al Malcantone, ma poter vedere i miei amici giocare in Europa a Cornaredo aveva suscitato in me grandissime emozioni. Avere l’opportunità di essere l’allenatore in una sfida continentale a Lugano, a vent’anni di distanza, mi carica e mi fa sognare».

Gli fa eco capitan Jonathan Sabbatini, secondo il quale «disputare una partita europea a Cornaredo è il sogno di ogni giocatore del Lugano. Per le due campagne di Europa League eravamo stati costretti a emigrare prima a Lucerna, poi a San Gallo. In uno stadio come nell’altro, le emozioni erano state forti, ma nulla di paragonabile a ciò che proveremo a Cornaredo».

Le ultime due campagne europee, il Lugano le aveva intraprese partendo dalla fase a gironi, quindi con più tempo a disposizione per trovare la migliore condizione. Quest’anno, gli impegni internazionali giungono a poche settimane dall’inizio della stagione e con all’orizzonte un tour-de-force di cinque partite in quattordici giorni… «Sappiamo benissimo che non sarà facile, a maggior ragione con questo gran caldo, gestire tutti questi impegni in un lasso di tempo ristretto – afferma Croci-Torti –. Ma ciò non deve servirci da alibi. In questo caso più che mai occorre prendere partita dopo partita, con l’obiettivo di ben figurare a ogni appuntamento. Starà a me capire se qualche elemento mostrerà segni di stanchezza, ma senza guardare più in là dell’impegno successivo, per non gettare negatività sulle spalle del gruppo. Cercherò sempre di mettere in campo la formazione migliore, vale a dire quella che mi darà le migliori garanzie sotto tutti gli aspetti, tecnici, tattici e fisici. In mente avevo già la possibilità di operare qualche variazione rispetto a Winterthur, non perché la prestazione non mi sia piaciuta, ma proprio per cercare di gestire al meglio questa intensa serie di impegni».

Cinque anni fa era finita con una vittoria a testa e c’è da scommettere che la doppia sfida sarà equilibrata anche questa volta… «L’Hapoel sta bene fisicamente. È una squadra che fa dell’intensità il suo marchio di fabbrica, che spinge sempre molto e che ha un tecnico al quale piace far giocare le sue squadre. Vedremo una squadra desiderosa di imporre la manovra, anche grazie all’esperienza di una rosa che vanta diversi elementi con esperienza internazionale e diversi portoghesi naturalizzati israeliani. Nel dna dell’Hapoel non c’è l’idea di venire a Cornaredo per nascondersi, anzi, cercherà di imporre le sue qualità, sfruttando in particolare un centrocampo molto attrezzato. Dovremo essere bravi ad accettare il loro spiccato palleggio per poi far male sia con il nostro gioco, sia in transizione».

Sulla base di una maggiore esperienza internazionale (nel palmarès spiccano 5 campionati della Ligat ha’Hal, 3 Coppe d’Israele e 4 Supercoppe), il Beer Sheva parte con i favori del pronostico, anche se non sembrano pensarla allo stesso modo i bookmaker che attribuiscono ai bianconeri quote più basse… «Sulla carta possiamo ritenerli favoriti – precisa Sabbatini –, in particolare per una maggiore frequentazione del panorama europeo e per l’esperienza di giocatori abituati a confrontarsi con questi livelli. Ma quando si entra in campo, tutto inizia dallo 0-0. Noi abbiamo la mentalità corretta, l’obiettivo è di uscire al 90’ con la vittoria in pugno».

«Alla fine l’ultima parola spetta sempre al campo – aggiunge il tecnico bianconero –. Le 12 partite della fase a gironi di Europa League, alle quali ho preso parte in qualità di assistente, ci hanno dato tanta consapevolezza e non vivo più le paure che ci avevano accompagnato nelle prime uscite. In quei mesi ho imparato tanto, da Tamni come da Celestini e Jacobacci: questa volta partiamo senza dubbio alla pari, senza alcun timore, cercando di giocarcela dal primo all’ultimo minuto. Proporremo l’atteggiamento giusto, con il massimo rispetto per l’avversario, sapendo che poi dovremo guadagnarci il passaggio del turno nella bolgia del Toto Jacob Turner Stadium. Sappiamo quanto vitale sia la sfida d’andata, per cui faremo tutto il possibile per affrontare il ritorno con un risultato positivo in saccoccia».

Il Lugano potrebbe approfittare del fatto che in Israele la stagione inizierà soltanto il 20 agosto: il Beer Sheva ha finora disputato soltanto tre partite, per altro tutte e tre vinte, contro in Maccabi Haifa per la Supercoppa israeliana e contro la Dinamo Minsk nel precedente turno di Conference League… «Di sicuro avrà un piccolo vantaggio in vista del ritorno, dato dal fatto di non avere impegni nel weekend, mentre noi saremo chiamati a una difficile sfida con il Lucerna».

In caso di passaggio del turno, al Lugano toccherà una trasferta in Ucraina (Luhansk) o in Romania (Universitatea Craiova)... «Sapevamo di non essere teste di serie, per cui avremmo potuto affrontare squadre di ben altro blasone. Detto ciò, ogni partita nasconde le sue insidie, andare in Romania o in Ucraina non sarà una passeggiata, ma dobbiamo essere sinceri e ammettere che ci poteva capitare di peggio. Si tratta però di un tema sul quale non mi voglio soffermare: la nostra concentrazione è tutta dedicata alla sfida di domani, non guardo nemmeno a quella di settimana prossima».

Notizia dell’ultima ora, Uran Bislimi si è aggiunto alla lista degli infortunati… «Nell’allenamento mattutino ha riportato uno stiramento del legamento collaterale del ginocchio. Dovrà osservare qualche giorno di riposo, speriamo di poterlo recuperare per settimana prossima. Oltre a lui non avrò a disposizione Facchinetti, Hajrizi e Aliseda».

Dal campo alla panchina

Rispetto a cinque anni fa, soltanto due giocatori figurano ancora nella rosa dell’Hapoel: il difensore centrale Hatem Abd Elhamed e l’attaccante Yagil Ohana. Di quella squadra faceva parte anche Elyanui Barda, 40 anni, passato dal campo alla panchina… «A dire la verità – afferma il tecnico del Beer Sheva, entrato in funzione il 1. marzo di quest’anno –, quelle due partite non le avevo giocate, in quanto infortunato. Non credo che i valori in campo siano cambiati di molto, il Lugano attuale non è certo più debole di quello affrontato nel 2017».

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