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15.07.22 - 08:30

Per il titolo i nomi sono i soliti, ci sarà anche lo Zurigo?

Super League al via, con Young Boys e Basilea favoriti, mentre i campioni in carica rimangono un’incognita dopo aver perso tecnico e giocatori di peso

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"Une fois n’est pas coutume", il campionato di Super League scatta dai blocchi di partenza con un campione in carica che non riesce a fare l’unanimità dei consensi in un ipotetico ranking dei favoriti. L’ultimo torneo a dieci squadre, prima dell’allargamento a dodici previsto a partire dalla stagione 2023-24, dovrebbe vedere uno Zurigo in difficoltà per mantenere lo scettro conquistato lo scorso maggio. La compagine tigurina, autrice lo scorso anno di un campionato al di sopra di ogni aspettativa per resa e continuità, dovrà riuscire a metabolizzare la partenza di André Breitenreiter (sostituito dal connazionale Franco Foda), tecnico alla base della repentina scalata ai vertici, che ha lasciato la Limmat per volare a Hoffenheim. Ma pure all’interno del rettangolo verde i cambiamenti non mancano: a cominciare dalle partenze di Assan Ceesay in direzione Lecce e di Ousmane Doumbia approdato a Lugano, entrambi tasselli determinanti nel mosaico assemblato da Breitenreiter. E dopo gli esordi con gol nella Nazionale italiana, la pepita Wilfried Gnonto potrebbe pure lui lasciare la Svizzera, attirato dalle sirene del campionato inglese. E non è detto che gli arrivi del croato Ivan Santini (dall’Arabia Saudita) e del norvegese Ole Selnaes (dalla Cina) bastino a compensare le partenze e a mantenere lo Zurigo ai vertici della Super League.

Anche perché alle spalle dei tigurini, i pezzi da novanta del calcio svizzero si sono mossi e lo hanno fatto mettendo in campo l’artiglieria pesante. All’immagine di uno Young Boys che punta al quinto titolo negli ultimi sei anni. Nonostante ai gialloneri sia costata molto una difesa piuttosto ballerina (sedici partite consecutive senza "clean sheet"), la dirigenza ha deciso di puntare soprattutto sull’attacco. Dopo aver ingaggiato Raphael Wicky quale nuovo tecnico – e non gli mancherà il desiderio di rivincita dopo l’avventura conclusa male a Basilea –, ha portato al Wankdorf Cedric Itten (dai Glasgow Rangers) e Jean-Pierre Nsame (dal Venezia) per costituire quella che è probabilmente la più forte coppia offensiva dell’intera Super League. Senza dimenticare che Wicky potrà contare anche sull’ex lucernese Filip Ugrinic.

Nuovo tecnico e nuovo attaccante anche al St. Jakob, dove Alex Frei, reduce dalla promozione con il Winterthur, avrà a disposizione il nuovo gioiellino del calcio svizzero, l’ex losannese Zeki Amdouni. Il 21enne ginevrino, che spera di trovare spazio nelle convocazioni di Murat Yakin per i Mondiali in Qatar, avrà l’opportunità di giocarsi le sue carte, in un attacco comunque piuttosto affollato dalla presenza di Liam Miller, Jean-Kevin Augustin (dal Nantes), Adam Szalai, Kaly Sène (dal Gc) e Dan Ndoye. Sul fronte partenze, quelle di Valentin Stocker (fine carriera), Raoul Petretta, Pajtim Kasami e, soprattutto, Heinz Lindner, miglior portiere della Super League, messo sul mercato per far posto a Marwin Hitz.

E l’occasione non se l’è lasciata sfuggire Christian Constantin che si è immediatamente accaparrato i servizi dell’estremo difensore austriaco. Il presidente del Sion non ha però dato fondo alle risorse finanziarie e, oltre a quello di Lindner, soltanto l’arrivo da Lugano di Numa Lavanchy può essere considerato un vero colpo di mercato. Per il resto, i vallesani hanno operato soprattutto in uscita (Tosetti e Berardi, ad esempio, sono approdati a Bellinzona). Basterà questa sorta di repulisti per permettere a Paolo Tramezzani di vivere una stagione meno travagliata di quella da poco conclusa, al termine della quale un solo punto aveva permesso ai vallesani di evitare lo spareggio?

Ultimo club romando campione nazionale (correva l’anno 1999), il Servette praticamente non si è mosso per cercare di migliorare un sesto posto che non rende onore al suo grande passato. Poche partenze, ma nessun arrivo di rilievo per una società in costanti ristrettezze finanziarie.

Lucerna e Grasshopper, nonostante gli scarsi movimenti di mercato, puntano a non ripetere l’ultima stagione, conclusa a pari merito al penultimo posto, con i lucernesi costretti allo spareggio. In un anno privo di retrocessione diretta, il principale candidato allo spareggio contro la terza di Challenge League appare il Winterthur che avrà in Bruno Berner il nuovo tecnico, in sostituzione di Alex Frei.

Resta il Lugano. Reduce da un quarto posto e dalla vittoria in Coppa Svizzera, l’obiettivo non può essere che un ulteriore passo avanti. E davanti c’è soltanto la lotta per il titolo. Sulla carta, la rosa a disposizione di Croci-Torti non sembra certo migliore rispetto a un anno fa. Sono partiti pezzi da novanta e sono arrivati giovani di prospettiva. Una scommessa che la dirigenza bianconera spera di vincere, ma al momento la coperta appare ancora un po’ corta. Il mercato, tuttavia, non è chiuso.

Da inizio secolo, il titolo nazionale non esce dai confini della Svizzera tedesca, sull’asse Basilea - Berna - Zurigo (22 titoli, compresa una doppietta del Gc), con la sorpresa San Gallo nella stagione 1999-2000. E non è un caso che i maggiori successi siano andati a premiare proprio quei club che possono contare su un forte sostegno popolare (Gc a parte). A Berna e Basilea gli abbonamenti sono "andati via come il pane" e a Winterthur, di nuovo nell’élite dopo 37 anni, la dirigenza è stata costretta a mettere uno stop alle vendite dopo aver raggiunto in un batter d’occhio il tetto prefissato di 4’100 abbonamenti. A Lugano si potrà dire di essere contenti dei 1’150 abbonamenti sin qui venduti, ma per una società reduce dalla conquista della Coppa Svizzera e alla terza partecipazione europea in pochi anni, sono cifre che rasentano il ridicolo. Può darsi che il nuovo stadio possa migliorare la situazione, ma non è che la Schützenwiese sia propriamente un’Allianz Arena. Eppure…

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