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09.06.22 - 08:29
Aggiornamento: 17:07

Scandalo Fifa, iniziato il processo a Bellinzona

Sepp Blatter e Michel Platini, imputati illustri, alla sbarra al Tribunale penale federale

Gli ex presidenti di Fifa e Uefa sono comparsi davanti alla Corte per il primo giorno di un processo che si protrarrà fino al 22 giugno. «Ho la coscienza pulita» ha detto ai giornalisti l’ex numero 1 della Fifa Blatter, 86 anni, prima di entrare in aula, dove viene difeso dall’avvocato Lorenz Erni. Michel Platini, 66enne ex presidente Uefa patrocinato da Dominic Nellen, ai media non ha invece rilasciato alcuna dichiarazione. Accusati di truffa, appropriazione indebita, amministrazione infedele e falsità in documenti, i due ex alti dirigenti del calcio mondiale ed europeo, che secondo i propri legali sono vittime di un complotto, rischiano fino a cinque anni di prigione. Il caso verte attorno a due milioni di franchi versati nel 2011 da Blatter a Platini per conto della Fifa. Per l’accusa, si tratta di un pagamento del tutto immotivato, tenuto conto del fatto che il francese a quell’epoca non lavorava più per la Federazione mondiale di calcio già da nove anni. La sua attività di consulente, per la quale percepiva un regolare stipendio di 300mila franchi all’anno, aveva infatti coperto solo il periodo dal 1998 al 2002. Per la Fifa, che si dichiara parte lesa, la transazione fu dunque ingiustificata e andò a erodere il suo patrimonio.

Secondo il procuratore della Confederazione Thomas Hildebrand, l’accusa principale – quella di truffa – si basa sul fatto che il famoso pagamento fu ottenuto dopo aver indotto astutamente in errore, tramite dichiarazioni ingannevoli, i controlli interni operati dalla Fifa. Stando ai due imputati e ai loro difensori, esisterebbe invece un accordo orale e senza testimoni secondo cui lo stipendio di Platini avrebbe dovuto ammontare a molto di più, e i due milioni in questione sarebbero dunque andati a coprire la differenza rispetto ai 300mila franchi del contratto scritto. Tutto ciò, ovviamente, senza che le Finanze della Fifa ne fossero a conoscenza.

La fase preliminare del processo ha dato vita ad accesi scambi di opinione. Il legale di Blatter ha innanzitutto chiesto che la Fifa fosse esclusa dal procedimento quale parte civile poiché non esiste alcuna decisione giuridicamente vincolante che le permetta di costituirsi appunto parte civile contro un proprio ex presidente. L’avvocata della federazione mondiale del calcio – Catherine Hohl-Chirazi – ha ovviamente invitato la Corte, presieduta dalla giudice Joséphine Contu Albrizio, a respingere tale richiesta, sostenendo che la Fifa, in quanto parte lesa, abbia ogni diritto a costituirsi parte civile. Il patrocinatore di Platini, dal canto suo, ha addirittura contestato la competenza del Tribunale federale penale in un caso del genere, e ha chiesto la sospensione del procedimento, invitando a svolgere invece indagini nei confronti dell’ex procuratore generale della Confederazione Michael Lauber, specie in relazione ai suoi incontri segreti con l’attuale presidente della Fifa, Gianni Infantino. Quest’ultimo, così come il Ministero pubblico, ha però sempre sostenuto che tali inchieste non avevano nulla a che vedere con l’ormai celebre versamento di due milioni, e dunque una simile richiesta non avrebbe dovuto essere presa in considerazione.

I toni, garbati nella forma, sono però stati duri nella sostanza. Erni ha rimproverato agli avvocati dell’accusa e della Fifa di non disporre delle conoscenze giuridiche di base. «Si fosse trattato di un esame di avvocatura», ha detto, «lo avreste bocciato». La Corte, ritiratasi verso mezzogiorno per deliberare sulle questioni preliminari, ha poi respinto tutte le richieste della difesa. Il processo riprende giovedì, con l’interrogatorio a Sepp Blatter, chiamato a rispondere ad accuse concrete. Alla stampa, l’ex presidente del calcio mondiale ha dichiarato di essere «ottimista come sempre. Se non fossi fiducioso all’inizio del processo, sarebbe una brutta cosa. Ho servito per 45 anni il calcio internazionale, che è stato la mia vita, e ora mi difenderò. E lo farò bene, perché ho la coscienza pulita». Da qui al 22 giugno si prevedono undici udienze. I dibattiti si svolgeranno soltanto il mattino fino alle 13.30 al più tardi, dato che Blatter, per via del suo stato di salute, può essere presente in aula al massimo per quattro ore al giorno. La sentenza è prevista non prima dell’8 luglio.

La curiosità

L’atto d’accusa contro Sepp Blatter e Michel Platini, che permetterebbe di ricostruire nel dettaglio le operazioni illecite compiute dai due ex alti dirigenti del calcio mondiale e continentale è lungo 17 pagine ed è stato firmato il 2 novembre scorso dai procuratori federali Thomas Hildebrand e Krisztina Balogh. Vi figura, insieme a molti altri documenti importanti, la copia di una lettera del gennaio 2011 in cui l’ex giocatore di Nancy, Saint-Etienne, Juventus ed ex numero 1 della Uefa fa espressa richiesta a Markus Kattner – ai tempi segretario generale aggiunto della Fifa – affinché gli vengano versati i famosi due milioni (in quattro tranche da mezzo milione l’una) equivalenti al salario che gli sarebbe spettato per i servizi resi all’organizzazione mondiale del football dal 1998 al 2002. Platini specifica che quei soldi li vuole netti e che la Fifa deve provvedere al pagamento dell’Avs e di ogni altra prestazione sociale, comprese quelle normalmente a carico del dipendente. In calce, ovviamente, viene indicato anche il codice Iban di una banca di Nyon presso la quale il denaro avrebbe dovuto essere versato.

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