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21.04.22 - 09:26
Aggiornamento: 15:24

La Coppa Svizzera è una questione di carattere

A Cornaredo (tutto esaurito) il Lugano ospita il Lucerna nella riedizione della semifinale del 2016. Croci-Torti: ‘Fondamentale l’aspetto nervoso’

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Chiamare "classica" la sfida di Coppa Svizzera tra Lugano e Lucerna è forse eccessivo, ma è vero che in passato, spesso e volentieri, tra i bianconeri e la conquista del trofeo si è frapposta la compagine della Svizzera centrale. Una "tradizione" che si ripeterà questa sera alle 19.45 in un Cornaredo esaurito in ogni ordine di posto, per una sfida che proietterà il vincitore all’atto conclusivo, in programma il 15 maggio al Wankdorf di Berna. I precedenti per condire di peperoncino l’appuntamento ci sono tutti: dalle sconfitte del Lugano nella finale del 1992 (doppietta di Knup nei supplementari) e nei quarti dello scorso anno, in una partita clamorosa, contraddistinta da un vento impetuoso, da un palo di Ardaiz al 106’, dalla rete decisiva di Ndiaye al 107’ e dal rigore sbagliato da Maric al 121’, al k.o. del Lucerna che nel 2016 aveva permesso ai bianconeri di espugnare la Swissporarena con una doppietta di Donis, conquistando il diritto a una finale poi persa contro lo Zurigo.

Ma stasera nessuno si soffermerà a riflettere su quanto accaduto in passato, tutti saranno concentrati sull’attimo fuggente: il Lugano ha fatto della Coppa Svizzera l’obiettivo principale della seconda parte di stagione, il Lucerna è campione in carica. E se dalle parti della Swissporarena il tema principale rimane legato a una situazione di classifica in Super League che ancora non esclude una possibile retrocessione, a Cornaredo da inizio febbraio non si parla d’altro che della semifinale di Coppa e l’entusiasmo è alle stelle, nonostante le ultime controprestazioni in campionato (un punto in tre partite)... «Si respira il clima giusto – afferma Mattia Croci-Torti –. C’è tanta positività, la squadra è molto carica. Il mio ruolo mi impone di guardare a tutto il percorso intrapreso da questo gruppo da inizio stagione a oggi e non focalizzarmi soltanto sulle ultime partite. Se a luglio mi avessero detto che mi sarei giocato una semifinale di Coppa e se a ciò avessero aggiunto una salvezza raggiunta già da un mese e un terzo posto ancora lì da cogliere, avrei toccato il cielo con un dito. So che questi risultati hanno generato delle aspettative, per cui le ultime due sconfitte potrebbero aver fatto nascere qualche dubbio tra i tifosi, ma in tutta onestà preferisco avere la pressione che queste aspettative hanno creato, piuttosto che guardarmi la semifinale dal divano come ho sempre fatto».

La società non ha nascosto di puntare molto sulla Coppa, ma Croci-Torti non sente sulle spalle una responsabilità maggiore rispetto al solito… «Vivo tutte le partite come se fossero un esame, non ce n’è una per la quale non cerco di prepararmi al meglio. Da quando sono allenatore del Lugano non è passato giorno senza la volontà di compiere il mio lavoro al meglio: a volte ci sono riuscito, a volte no, ma l’importante è provarci sempre e lavorare».

Capita che una vittoria in Coppa basti a cambiare i destini di un’intera stagione… «Lo ha dimostrato proprio il Lucerna dodici mesi fa. Era venuto a Cornaredo nel bel mezzo di un’importante crisi, per 75’ lo avevamo messo sotto in quella che rimane la migliore prestazione dell’era Jacobacci, poi al 120’ avevamo rilanciato le sue quotazioni, garantendogli quello slancio che l’aveva portato a vincere la Coppa, a riprendersi in campionato e a evitare la retrocessione. È una partita speciale, non bisogna guardare troppo a quanto fatto fino a tre settimane fa, ma allo spesso modo non è il caso di focalizzare l’attenzione soltanto su quanto portato a casa nelle ultime uscite. Una semifinale di Coppa è una partita diversa, nella quale l’aspetto nervoso risulta fondamentale: non possiamo fare altro che prepararci al meglio, per essere lì alle 19.45 perfettamente sul pezzo».

Quelli tra il Lugano e la Coppa sono anche incroci di rigori sbagliati: Sabbatini a Lucerna sei anni fa, Bottani in finale nel 2016, Maric nell’ultimo incrocio dello scorso mese d’aprile. Potrebbe capitare ancora di dover andare sul dischetto… «Ho sempre deciso io chi batte dagli undici metri. Il rigorista è Celar, per cui il primo rigore spetta a lui».

Mattia Bottani e Mijat Maric sono due pilastri di questo Lugano. Entrambi, però, sono alle prese con un infortunio che potrebbe compromettere la loro presenza in campo… «Spero di recuperarli entrambi. Domani (oggi per chi legge, ndr) capiremo se saranno tra i convocati, se andranno in panchina o se varrà la pena prendere qualche rischio e mandarli in campo dal primo minuto. Sono decisioni molto importanti. Ci sono partite diverse dalle altre, nelle quali si accetta di assumersi rischi supplementari: questa è una di quelle, ma quando lo si fa bisogna essere certi di farlo per il bene della squadra. Lo sappiamo, entrambi sono molto importanti per il gruppo, ma se non ce la dovessero fare starà a chi li deve sostituire essere carico al punto giusto. I giocatori importanti aiutano a vincere, ma noi dovremo essere innanzitutto una squadra».

Lo staff bianconero, dunque, farà tutto il possibile per mandare in campo Maric e Bottani fin dal primo minuto. Con cinque sostituzioni a disposizione, qualche rischio in più ce lo si può assumere… «Le cinque sostituzioni hanno cambiato il calcio e il modo di allenare. Stiamo per giocarci una semifinale contro una squadra che nell’ultimo mese è rinata grazie ai cambi, alle sue riserve. È troppo importante gestire al meglio le sostituzioni e avere una panchina pronta alla stessa maniera dei titolari. Detto questo, è vero che la possibilità di cambiare cinque uomini – più un sesto in caso di supplementari – consente all’allenatore di prendersi qualche rischio in più nell’undici di partenza».

Dopo la sconfitta di Losanna, Croci-Torti si era detto un po’ deluso da chi non aveva saputo cogliere l’occasione di partire nell’undici titolare. A livello di panchina, quella del Lucerna ha forse maggiore profondità… «C’è differenza di esperienza e nell’economia della partita potrebbe anche pesare. Sono però sicuro che la nostra esuberanza ci darà una grossa mano. Non me la gioco sul piano dell’esperienza, ma su quello dell’esuberanza».

Che può e deve essere accresciuta dalla consapevolezza di essere sostenuti da uno stadio tutto esaurito… «Non lo nascondo, è un’emozione forte. E dobbiamo essere bravi ad approfittarne, scendendo in campo senza paura, senza dubbi. Spero che i tifosi rappresentino davvero quel dodicesimo uomo del quale abbiamo bisogno: sappiamo benissimo quanta pressione riesca a mettere il pubblico di Lucerna o quello di San Gallo e mi auguro possa succedere lo stesso a Cornaredo: che i nostri tifosi non si fermino a pensare a quanto accaduto nelle ultime due settimane, ma si ricordino veramente del percorso portato avanti da questi ragazzi, di quanto hanno dato alla maglia e alla società. Meritano di giocare davanti a una cornice di pubblico così importante. Noi ce la metteremo tutta per far emozionare e divertire chi verrà a sostenerci».

Dopo tante parole, è giunto il momento di scendere in campo e Mattia Croci-Torti un disegno preciso della partita se lo è già fatto… «Mi aspetto che il Lucerna si comporti come ha fatto negli ultimi due mesi: una squadra all’arrembaggio grazie al cospicuo numero di ottimi attaccanti e alla predisposizione di Mario Frick a metterli in campo. Noi dovremo essere bravi ad approfittare degli spazi che la loro propulsione offensiva ci concederà. Tutte le sfide con il Lucerna sono state molto equilibrate, non c’è mai stata una partita facile. E lo stesso sarà in questo quinto faccia a faccia: sono i campioni in carica, hanno giocatori di esperienza e sanno come approcciare sfide di questo calibro. Noi siamo pronti, chi avrà più carattere la porterà a casa».

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