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20.03.22 - 22:12

Bella e meritata, la vista sull’Europa

Grazie al successo con autorità sul fanalino di coda della Super League Losanna il Lugano ha agganciato l’Yb al terzo posto, sinonimo di Conference League

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Le insidie, stavano tutte nella testa dei bianconeri. Troppo debole tecnicamente e fragile psicologicamente il Losanna per mettere in difficoltà da solo un Lugano al contrario in piena fiducia e molto solido dal punto di vista tattico. E i bianconeri non hanno sbagliato, mettendo sotto a Cornaredo senza troppi patemi il fanalino di coda della Super League – ormai con un piede in Challenge visto che a nove giornate dal termine del campionato accusa un ritardo di nove punti dal Lucerna penultimo – e completando, grazie alla quarta vittoria nelle ultime cinque partite, l’aggancio al terzo posto occupato dallo Young Boys, sconfitto il giorno prima dallo Zurigo (lanciatissimo verso il titolo) e raggiunto a quota 45 da Bottani e compagni. E cinque punti sopra c’è il Basilea, l’altra principale contendente per uno dei due posti rimanenti per accedere all’Europa (più precisamente al secondo dei quattro turni di qualificazione della Conference League).

Fin dai primi scampoli di partita padroni del campo e vicinissimi al vantaggio già al 4’ con l’incrocio dei pali colpito di testa da Celar, i ragazzi di Croci-Torti (che ha confermato Rüegg a metà campo e preferito Valenzuela a Facchinetti sulla sinistra) a dire il vero un piccolo errore lo hanno commesso nella prima parte della ripresa, adeguandosi al ritmo e al livello (basso) di un avversario domato e appunto dominato in una prima frazione chiusa avanti 2-0 grazie alle reti di Bottani (lesto ad avventarsi sul pallone respinto dal portiere avversario dopo la conclusione di Celar) e di Lavanchy (splendido esterno destro sul portiere in uscita dopo l’assist al bacio di Rüegg, per il resto poco convincente va detto), a cui si aggiunge anche un rigore parato da Diaw a Celar (l’attaccante sloveno ci ha messo la potenza ma non la precisione).

Una sorta di peccato veniale la rete del provvisorio 2-1 incassata al 71’ per mano di Amdouni con una bella girata, che ha forse spaventato il pubblico di Cornaredo, ma a cui i padroni di casa hanno immediatamente rimediato – a riprova del buon grado di maturità raggiunto – ristabilendo grazie ad Aliseda (lesto a saltare Husic al limite dell’area e a battere Diaw con un destro preciso e potente) il doppio vantaggio, poi portato fino al triplice fischio finale senza più rischiare. Per una vittoria meritata e in sostanza mai davvero in discussione, come non ci sono dubbi sulla legittimità di un terzo posto all’apparenza incredibile ma a ben guardare credibilissimo di un Lugano che lassù con illustri compagni, tutto fa fuorché sfigurare.

Croci-Torti: ‘Bello essere lì con lo Young Boys, vuol dire che il lavoro paga

«Che bello essere lì, terzi con l’Yb. Davvero niente male, è una grande soddisfazione perché significa che il lavoro che facciamo tutti i giorni è pagante».

Mattia Croci-Torti si gode il momento dopo il 14esimo successo stagionale della sua squadra nella massima serie elvetica (solo il leader Zurigo ha fin qui fatto meglio con 19 vittorie) ma ci tiene anche a condividerne il merito con chi gli sta accanto, a maggior ragione in questa settimana che l’ha visto lontano da Cornaredo (era in Germania per seguire un corso di aggiornamento)… «Non ero qui tutta la settimana, per cui se la squadra è arrivata così pronta per questa partita posso solo fare i complimenti ai giocatori e allo staff, hanno lavorato decisamente bene e oggi si è visto. Non era facile e tantomeno scontato controllare la partita in questo modo, come non avevamo forse mai fatto finora».

Il "Crus" assicura di non aver tremato nemmeno quando i vodesi hanno accorciato le distanze… «Ultimamente in panchina sono quasi privo di emozioni, con l’esperienza sono diventato più freddo perché mi sono accorto che così sono più lucido ed è meglio. Per cui dopo il loro gol non ho pensato a niente di particolare, sono rimasto sereno anche perché come detto fino a quel momento la squadra era in controllo del match. E difatti i ragazzi sono andati avanti a fare il loro gioco ed è andata bene».

Bene anche le sei reti segnate nelle ultime due partite, meno il dato relativo ai calci di rigore che parla di quattro errori su nove tentativi dal dischetto in questo campionato. E tra un mese c’è la semifinale di Coppa con il Lucerna, alla quale il tecnico bianconero non vuole ancora pensare, anche se fa notare come «la trasferta del lunedì a Losanna (3 giorni prima, ndr) non mi piace per niente… Quello dei rigori effettivamente è un dato strano, in ogni caso le partite è meglio vincerle prima».

Bottani, la Coppa e Yakin: ‘Non mi risparmio. La selezione? Merito di tutti’

A proposito della semifinale di Coppa, chi sicuramente vuole arrivarci nella forma migliore è un Mattia Bottani spesso acciaccato ma che a tal proposito spiega come «evidentemente ci tengo, ma non è nemmeno giusto speculare, potrei farmi male anche domani, per cui è inutile giocare al risparmio. Se poi ho un problema a livello fisico ne parlo con lo staff e con il mister, abbiamo un ottimo rapporto e c’è chiarezza, ma pensare di risparmiarmi quello no di certo, non avrebbe senso».

In ogni caso la pausa per gli impegni delle nazionali cade a puntino, anche se il numero dieci bianconero, inserito nel picchetto della selezione elvetica da Murat Yakin, farebbe volentieri a meno di riposare pur di vestire la maglia rossocrociata… «Non mi sono ancora arrivati nuovi messaggi da Murat. Scherzi a parte è una bella soddisfazione personale, ma l’altro giorno Sabba (Sabbatini, ndr) mi ha scritto i complimenti per la selezione e io ho risposto che il merito è della squadra. E non è una frase fatta, siamo un collettivo forte e unito e di questo beneficiano tutti, me compreso».

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