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19.11.21 - 17:27
Aggiornamento : 18:10

Un colpo di pedale deciso per ripartire e salutare Celestini

Dopo la pausa dedicata alle nazionali il Lugano proverà a ritrovare lo slancio e spaccare ulteriormente la classifica contro il Lucerna del suo ex tecnico

Avete in mente quando in bicicletta (rigorosamente non elettrica) avete preso un bel ritmo ma per qualche motivo dovere rallentare, praticamente fermarvi, e poi volete ripartire senza cambiare marcia? Ecco, è un po’ la situazione in cui si ritrova il Lugano, che dando però un colpo di pedale sufficientemente deciso ha pure la concreta possibilità di acquisire ancora più velocità di prima e soprattutto staccare in maniera forse già decisiva un bel numero di avversari.

Sì perché se alla pausa per gli impegni delle nazionali – a cui i bianconeri hanno “prestato” ben sei giocatori, ossia Saipi, Lungoyi, Lovric, Celar, Amoura e Muci – Sabbatini e compagni erano arrivati, seppur stanchi, lanciatissimi dopo le tre vittorie consecutive contro Young Boys (in Coppa), Servette e Losanna, con l’arrivo del Lucerna domenica a Cornaredo l’occasione per riprendere il discorso interrotto due settimane or sono, aumentare il margine sugli stessi lucernesi (ora penultimi a -10) e sugli altri inseguitori, nonché approfittare dello scontro diretto tra Yb (a +2) e Basilea (a +6 ma con una partita giocata in più, come lo Zurigo secondo a +5), è davvero ghiotta. Oltretutto, ripartire subito con il giusto slancio sarebbe fondamentale visto che da qui alla pausa invernale non ci si fermerà più, con i ragazzi di Croci-Torti chiamati ad affrontare sei partite (tra cui la doppia sfida, una di recupero, con i campioni in carica) in un mese esatto.

«Innanzitutto questa pausa ci voleva, perché come ho sempre detto la rosa in determinate posizioni non ci concede tanti momenti di recupero e questi giorni hanno permesso a qualche elemento di ricaricare le batterie – afferma il tecnico bianconero, in carica da esattamente due mesi (una ventina di giorni in più calcolando anche l’interinato) –. Dal primo giorno dopo Losanna ho chiesto alla squadra di continuare ad avere questo entusiasmo ma di lasciar perdere la parola euforia. Quando c’è entusiasmo c’è equilibrio e noi dobbiamo continuare a lavorare con lo spirito giusto e la motivazione di fare sempre meglio. In questi giorni lo abbiamo fatto, oltretutto con sei giocatori impegnati in nazionale, una situazione strana ma bella e nel primo allenamento al completo – senza il solo Belhadj che ha accusato un piccolo stiramento (rientrato invece pure Baumann, ora in ballottaggio con Osigwe e Saipi, ndr) – ho visto una squadra in salute e molto concentrata. È importante, perché ci aspettano delle partite molto difficili».

Sei match che diranno in maniera forse definitiva se il Lugano nella seconda parte di stagione dovrà guardarsi ancora anche indietro o se potrà puntare con decisione alle zone nobili della Super League… «Non stiamo guardando dietro di noi ma facciamo anche fatica a guardare davanti. Desideriamo fare sempre il meglio possibile; la mentalità che deve avere questa squadra è pensare a una partita per volta. Adesso come detto abbiamo davanti delle partite difficili, ognuna andrà interpretata in maniera diversa e al termine di questo ciclo guarderemo o più in su o più in giù».

L’allievo (senza Bottani) contro il maestro

Primo ostacolo, come detto, il Lucerna penultimo in classifica dell’ex Fabio Celestini, che Croci-Torti conosce bene per avergli fatto da assistente nell’annetto che l’ex internazionale rossocrociato ha passato a Cornaredo… «È vero, abbiamo la possibilità di spaccare ulteriormente la classifica, ma in fondo succede un po’ ogni weekend, con i tre punti in palio che possono sempre essere quelli che faranno la differenza. Anche perché non possiamo pensare che squadre come lo stesso Lucerna e il Sion (7o a -5 dai bianconeri) rimangano in quelle posizioni di classifica. Se guardo ai lucernesi vedo una squadra che ha recuperato tutti gli infortunati e che ha un grosso potenziale, considerando anche che era partita per arrivare almeno terza dopo il gran finale della scorsa stagione. Fabio poi è una persona che vive il calcio in maniera totalizzante, ha una passione incredibile e vuole sempre trasmettere le sue idee ai giocatori. Conoscendolo, le critiche che gli sono state rivolte ultimamente l’hanno un pochino ferito e credo che nelle ultime due settimane abbia lavorato ancora più intensamente per dimostrare non a noi qui a Lugano, ma a tutti gli altri, che è ancora un allenatore con la A maiuscola».

Dal quale il “Crus” ammette di aver «preso tantissime cose, in particolare dal punto di vista caratteriale, che è magari l’aspetto che i tifosi vedono meno. Per me è stato un ottimo apprendistato e una fortuna aver potuto lavorare con lui».

Chissà quindi che soddisfazione aver battuto il “maestro” nel primo duello diretto, un 3-2 alla Swissporarena nel quale non aveva stranamente messo lo zampino con gol o assist Mattia Bottani. Meglio così forse, visto che domenica il numero dieci sarà squalificato… «Conosco anche il loro match analyst Lorenzo Guerrero e sono sicuro che dopo la partita che abbiamo vinto a Lucerna avranno lavorato al meglio per prendersi una piccola rivincita. Quanto a Mattia, è un giocatore che sa dare alla squadra delle soluzioni che altri non danno e la sua assenza cambia sempre delle dinamiche. Dovremo modificare qualcosa, ma abbiamo in rosa dei ragazzi che, magari in maniera differente, contro il Lucerna si possono rendere molto pericolosi».

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