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15.10.21 - 18:59

Servirebbe una macumba, contro Marchesano e lo Zurigo

Domani al Letzigrund il Lugano si gioca il terzo posto con una squadra e un giocatore che mal digerisce (4 sconfitte filate e 6 gol subiti dal ticinese)

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Antonio Marchesano. Un nome che in questo inizio di stagione incute se non timore, perlomeno preoccupazione a tutti gli avversari dello Zurigo. Il centrocampista offensivo ticinese è infatti uno dei giocatori più in forma (se non il più in forma di tutti) di questo primo scorcio di Super League, nel quale a suon di gol (6), assist (2) e una grande personalità messa al servizio della squadra nelle prime otto partite (ha saltato unicamente il 2-2 con il Servette per un problema fisico), ha trascinato (assieme all’ex bianconero Ceesay, a sua volta in rete sette volte in campionato) i tigurini all’attuale terzo posto in classifica alle spalle solo di Basilea e Young Boys, tra l’altro le uniche due formazioni ad aver sin qui sconfitto la formazione allenata da André Breitenreiter. Senza dimenticare le quattro reti e il passaggio decisivo registrati nei due impegni di Coppa Svizzera. Se a questo aggiungiamo che il Lugano è la squadra a cui il fantasista cresciuto nel Team Ticino ha segnato più gol (6 in 23 incontri secondo il sito specializzato transfermarkt) dopo il San Gallo (7 in 17), ecco che il 30enne bellinzonese assume le sembianze di una sorta di spauracchio per il Lugano e il suo allenatore Mattia Croci-Torti, già superati 2-0 (con marcature proprio del ticinese e dell’ex Guerrero) a Cornaredo nell’esordio stagionale e di scena domani al Letzigrund.

«Se un allenatore conosce Marchesano e non prevede qualcosa di particolare per giocare contro di lui, non è un allenatore che può stare in Super League – afferma senza indugio il tecnico bianconero, che tra l’altro si era ritrovato di fronte il piccolo fantasista più volte quando ancora giocava nel Chiasso (ultima tappa della sua carriera da giocatore, chiusa nel 2014) e un giovanissimo Marchesano rispettivamente nei Biaschesi, nel Locarno e nel Bellinzona –. È un giocatore che ha raggiunto quest’anno una maturità calcistica impressionante e che conosco bene sin da quando giocava a Biasca o nel Locarno prima ancora che nel Bellinzona e nel Winterthur. Ha sempre avuto questa capacità impressionante di prendere palla tra le linee e poi trasformarla in un’azione pericolosa, ma ultimamente è davvero di un altro livello. Tanto che sono rimasto un po’ sorpreso che a settembre non sia stato preso in considerazione dall’allenatore della Nazionale svizzera (Murat Yakin, ndr) quando altri elementi, come ad esempio Shaqiri, non erano ancora pronti. Antonio ha come detto iniziato il campionato, un po’ come Mattia Bottani, in una dimensione altissima e sono contento per lui. E per domani lo temiamo com’è giusto temerlo».

Mancherà Bottani: ‘Ma non voglio alibi, abbiamo le alternative e cambieremo modo di giocare’

A proposito di Bottani, l’attesa sfida tra numeri 10 con Marchesano domani non ci sarà in quanto il bianconero fisicamente non è al meglio e non sarà della partita, così come molto probabilmente mancherà anche il difensore Mijat Maric (oltre a Guidotti e Baumann)... «Chiaramente per me sarebbe stato meglio avere Bottani a disposizione, ma odio la cultura dell’alibi. Quando manca un giocatore ce n’è un altro pronto, anche se questo può comportare di modificare il modo di giocare. Se manca uno come Bottani, inevitabilmente giochi un altro tipo di calcio, in quanto lui sa dove andare a prendere la palla e come fare male alle difese avversarie, per cui quando non puoi contare su un elemento così devi trovare delle alternative. In questa settimana abbiamo ad esempio lavorato molto bene con Lungoyi e con Luis Phelipe, meno con Amoura in quanto ha svolto solo oggi il primo allenamento completo (dopo essere stato impegnato con la Nazionale algerina, ndr), ma rimane una valida alternativa così come Abubakar, nel quale credo moltissimo così come in tutti i ragazzi della rosa. A volte è un peccato che non si vedano le loro caratteristiche perché li devo lasciar fuori, ma sono elementi dal potenziale enorme, per cui abbiamo le alternative per far bene anche senza Bottani».

Fare bene significa evitare la quinta sconfitta consecutiva contro uno Zurigo che nei quattro scontri diretti della scorsa stagione ha lasciato solo un punto ai sottocenerini… «Ultimamente le partite contro lo Zurigo ci sono sempre andate storte, ma non c’è una ragione precisa se non quella che è una squadra negli ultimi anni sempre costruita per arrivare terza in classifica. Poi a volte è partita bene e ha finito male, altre il contrario, senza quindi riuscire a trovare quell’equilibrio di rendimento che le avrebbe permesso di fare la differenza. Con questo nuovo allenatore poi sono una squadra che cerca di dominare il gioco, fanno un calcio molto più offensivo e sappiamo che partita aspettarci, ma anche come provare a colpirli. Vogliamo assolutamente sfatare questo tabù».

‘Aumentare gli impulsi offensivi. Più del terzo posto, vincere sarebbe importante per la fiducia’

La formula – che tra spauracchi e tabù assume i crismi di una sorta di macumba – del “Crus” per riuscirci è sempre la stessa, magari aggiungendo però alcune novità studiate durante la pausa dedicata alle Nazionali… «Chi mi conosce ormai sa cosa mi aspetto, non possiamo mollare o distrarci nemmeno per due minuti e spero che i ragazzi abbiano capito come far male allo Zurigo, perché abbiamo preparato bene la partita. Inoltre abbiamo utilizzato questi dieci giorni per dare qualche impulso offensivo in più, perché questa squadra ha sì una grande solidità difensiva, ma sono convinto che abbia anche una qualità offensiva da non tralasciare e che dobbiamo vedere sempre più spesso».

In palio al Letzigrund il terzo posto (il Lugano segue gli zurighesi a 3 lunghezze ma con una partita in meno), anche se Croci-Torti guarda più all’aspetto mentale di un’eventuale vittoria… «Da questa sfida uscirà un vincitore che potrà andare avanti con maggior forza e convinzione e noi avremo altre due partite difficili, la trasferta a Basilea e la sfida di Coppa con l’Yb, che lanceremmo nel migliore dei modi».

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