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13.10.21 - 12:310
Aggiornamento : 14:53

La Danimarca, una favola senza fine

Martedì i danesi hanno conquistato il biglietto per Qatar 2022 con otto vittorie in otto partite. Dal malore di Eriksen in poi, 12 vittorie su 13

“L’anno quasi perfetto della squadra nazionale ha conosciuto una fine quasi perfetta”. Dopo un Europeo da protagonista, martedì la Danimarca ha staccato il biglietto per i Mondiali 2022 in Qatar, grazie a un impressionante percorso qualificativo fatto di otto vittorie in altrettanti impegni.

La squadra danese, vittoriosa 1-0 sull’Austria davanti a uno stadio Parken gremito, ha seguito le orme della Germania, che lunedì era diventata la prima squadra a conquistare sul terreno il diritto di prendere parte alla fase finale della prossima Coppa del mondo.

Tutto il piccolo regno scandinavo è in giubilo, a cominciare dal capo di governo Mette Frederiksen che ha postato il suo entusiasmo su Instagram. “Ben fatto!”, si è congratulata sotto una foto di sé stessa e del suo ministro dello sport entrambi vestiti di rosso. “È come se la Danimarca e la sua squadra nazionale fossero tornati ad amarsi”, ha detto Andreas Kraul, commentatore dell’emittente pubblica DR.

Nonostante contro l’Austria fossero favoriti, i danesi hanno conosciuto un primo tempo difficile ed è stato necessario attendere il 53’ e una conclusione del laterale dell’Atalanta Joakim Maehle per sbloccare la situazione e regalare al paese “un nuovo momento magico in un anno magico. Sarebbe bello se non finisse mai”.

Nel corso di Euro 2020, disputato in parte anche a Copenaghen, i danesi avevano stupito il mondo del calcio (e non solo) per la coesione mostrata dopo l’arresto cardiaco occorso a Christian Eriksen (al quale hanno dedicato l’ottenuta qualifica) nel corso della prima partita poi persa contro la Finlandia. Secondo Andreas Kraul, “quanto successo ha avuto un effetto costruttivo sul gruppo, diventato più di una semplice squadra. Lo ha fatto crescere”. Superata la grande paura, la Danimarca aveva scalato l’Europeo fino a giungere in semifinale, nella quale a Wembley si era arresa 2-1 dopo i supplementari alla favorita Inghilterra, per altro su un rigore molto controverso.

La sfida di martedì contro l’Austria “è stata una delle notti più belle che da molto tempo a questa parte il Parken ha avuto modo di vivere. Semplicemente geniale”, ha commentato l’autore del gol decisivo, Joakim Maehle. “Tutti assieme, abbiamo costruito qualcosa di grande”, ha affermato dal canto suo il portiere Kasper Schmeichel.

Dal malore di Eriksen in poi, questa Danimarca sembra davvero inarrestabile: quattro vittorie all’Euro, la sconfitta con l’Inghilterra frutto di un rigore quanto meno discutibile, poi otto vittorie su otto nel Gruppo F delle eliminatorie mondiali, con un bottino di 27 reti all’attivo e nemmeno una al passivo. Una squadra entrata nella leggenda del calcio danese: con 42 reti segnate nel 2021 (e mancano ancora i due appuntamenti di novembre), ha polverizzato un record che resisteva da quasi 60 anni (32 gol nel 1962). Dati che rendono la Danimarca una selezione ambiziosa: “L’ultima volta ci siamo fermati in semifinale. Ma io voglio di più, noi vogliamo di più. Adesso ci sono i Mondiali...”, ha riassunto a fine partita il capitano Simon Kjaer, candidato per la prima volta in carriera al Pallone d’Oro.

Improbabili eroi sui quali appena sei mesi fa nessuno avrebbe scommesso un centesimo, secondo Andreas Kraul “giocano un calcio che piace sia in Danimarca, sia all’estero”. Il tabloid tedesco Bild ha designato la Nazionale danese quale miglior squadra dell’anno. La Danimarca, squadra dell’anno lo vuole essere per davvero, ma nel 2022...

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