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01.10.21 - 19:24
Aggiornamento: 19:44

Il Crus e quel passo prima di iniziare a lasciare un’impronta

Domani il Lugano ospita il Losanna, poi ci sarà la pausa per le Nazionali, nella quale Croci-Torti proverà a dare qualcosa (in più) di suo alla squadra

Un ultimo (per ora) passo fatto bene, in modo da creare le condizioni ideali per poterne compiere altri più profondi nelle settimane seguenti, che potrebbero (dovrebbero) vedere Mattia Croci-Torti lasciare le sue prime impronte marcate su un Lugano che ha appena iniziato a plasmare. È l’auspicio che il tecnico bianconero in fondo aveva già lanciato alla sua squadra domenica nella pancia della Swissporarena, dove pochi minuti dopo il successo 3-2 dei suoi ragazzi sul Lucerna (il quarto risultato utile da quando siede sulla panchina bianconera) aveva confessato la speranza di «fare bene contro il Losanna per arrivare in maniera positiva alla pausa delle Nazionali, nella quale finalmente potrò dare anche qualcosa di mio, perché per il momento non sto dando un bel niente».

Ebbene, l’ora di compiere il primo passo è giunta, visto che domani a Cornaredo per l’ultimo impegno prima, appunto, della sosta dedicata agli impegni delle selezioni nazionali arriverà il Losanna, fanalino di coda della Super League assieme al Lucerna con quattro punti, sette in meno di Sabbatini e compagni (che oltretutto hanno disputato una partita in meno).

«Ma non dobbiamo sottovalutarli – mette subito in guardia il “Crus” –. Pur avendo faticato un po’ all’inizio, il Losanna rimane una compagine che ha potenzialità, nel derby con il Servette ha disputato a livello di gioco una partita importante, cercando di giocare dal primo all’ultimo minuto contro un avversario forte ed è riuscito a pareggiare (1-1, ndr). Oltretutto reagendo dopo la clamorosa scoppola di tre giorni prima con l’Yb (1-6). In più ricordo che l’anno scorso a Losanna abbiamo preso la “bambola” più clamorosa dell’era Jacobacci, una partita nella quale non ci abbiamo capito niente (sconfitta 2-0). In casa invece abbiamo vinto con un po’ di fortuna (1-0), con il loro portiere che ha sfiorato il gol al 92’. E per sette undicesimi, la loro squadra è la stessa dello scorso anno: i Kukuruzovic, i Puertas e i Barès sono ancora lì a far girare i compagni. No, non sarà una partita facile».

Una sfida che metterà di fronte i due allenatori più giovani della Super League, il 39enne ticinese da una parte e il 38enne serbo Ilija Borenovic dall’altra, con tutte le incognite del caso… «Quando incontri tecnici che conosci come ad esempio Celestini e Contini, sai leggere bene l’attitudine e i loro pensieri. Non è tanto una questione di sapere come giocano gli avversari, bensì di prevedere le mosse a partita in corso e più conosci l’altro allenatore, più sai cosa aspettarti. Con un nuovo collega come Borenovic non posso dire di conoscere in anticipo le sue contromosse».

Tante frecce all’arco, ora bisogna farle fruttare

Rispetto alla sfida di Lucerna Croci-Torti recupererà Custodio (da squalifica) e Ziegler (da infortunio), aggiungendo ulteriori colori sia a livello di uomini sia di modulo (tra la difesa a tre e quella a quattro schierata nell’ultimo match) a una tavolozza che l’ex tecnico del Mendrisio ha già dimostrato di saper utilizzare sapientemente (e con coraggio, vedasi l’esordio dal primo minuto di Celar poi autore di 2 gol e 1 assist a Lucerna) per disegnare sempre una squadra competitiva... «Soprattutto nel calcio moderno, con cinque cambi, per un allenatore è importante avere a disposizione l’intera rosa e una panchina all’altezza. Quello che ci è venuto un po’ a mancare nelle partite precedenti erano dei sostituti specie a metà campo. Per questo a Lucerna, vista l’assenza di Custodio, ho preferito schierare due soli centrocampisti e tenermi di riserva Guidotti che potesse fornire una grossa mano a partita in corso. Contro il Grasshopper ci era mancata questa possibilità, loro avevano inserito Abrashi e Pusic che avevano cambiato un po’ la partita e io non ero riuscito a mutare il centrocampo. In questo senso è molto importante l’arrivo di Belhadj Mahmoud, dovremo avere un po’ di pazienza perché arriva da un altro mondo calcistico (dal campionato tunisino, ndr), ma è un elemento che tornerà utilissimo al nostro centrocampo».

Anche per questo (inserire i nuovi arrivati, oltre al citato classe 2000 pensiamo ad Amoura e Celar) lo stop per gli impegni internazionali sembra cadere proprio a puntino… «Quando ci sono queste pause squadre come la nostra che non hanno molti giocatori assenti (Lovric e forse Nikolas Muci) hanno il tempo di sperimentare, provare, capire le cose che possono andare meglio e funzionare. Sono giornate nelle quali si passa anche un po’ di tempo a dialogare con i ragazzi, cercando di capire come lavorare al meglio, cosa non funziona, come migliorarci. Nelle ultime tre settimane abbiamo giocato molto e quindi, come ho detto quando sono arrivato, ci siamo concentrati sulle certezze e sul garantire un’organizzazione difensiva solida, com’è stato finora. Adesso bisognerà inserire qualche movimento ulteriore per mettere in difficoltà gli avversari in fase offensiva. Ci siamo trovati un attimino in difficoltà nelle partite con avversari che giocano “a specchio” rispetto a noi, come Neuchâtel e Grasshopper. In quei casi i nostri movimenti sono un po’ limitati e c’è tanto lavoro da fare».

‘Nessun caso Lungoyi’

Croci-Torti ha infine chiarito cosa è capitato in settimana con Christopher Lungoyi, allontanato dallo stesso tecnico durante un allenamento... «È un giocatore importante per noi e l’ha dimostrato due settimane fa realizzando il gol decisivo in Coppa svizzera, solo che dobbiamo lavorare quotidianamente per fare in modo che non sia un problema per noi ma per gli avversari. A volte è più difficile e in settimana c’è stata una piccola dinamica di gruppo, ma sono cose che succedono, non c’è nessun caso Lungoyi».

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