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13.09.21 - 17:36
Aggiornamento : 17:55

Mijat Maric: ‘Questo Lugano ha carattere da vendere’

Il rientro in squadra del centrale è coinciso con il pareggio strappato contro il Basilea: ‘Avremmo potuto giocare tutto il giorno senza subire’

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L’ultima volta era sceso in campo con la maglia bianconera lo scorso 2 maggio, nella sconfitta 3-0 a Zurigo. Era la 32esima giornata dello scorso campionato e un infortunio a un ginocchio lo aveva costretto a uscire alla pausa. Domenica Mijat Maric ha fatto ritorno al centro di quella difesa che nelle ultime tre stagioni (questa è la quarta) ha diretto con maestria, tanto da far parlare di “emergenza” ogni qualvolta, per un motivo o per l’altro, i vari allenatori succedutisi in panchina non hanno potuto usufruire della sua esperienza. E, guarda caso, il Lugano ha strappato un pareggio contro un Basilea che in stagione, tra Super e Conference League, aveva messo a segno 31 reti (16 e 15) in 11 partite, per una media di 2,8 gol ogni 90’. A Cornaredo, i renani non sono andati oltre il punto (regalato) di Cabral, come finora avevano fatto soltanto contro Young Boys e Hammarby… «Per festeggiare il mio rientro avrei preferito una vittoria – ha commentato il 37enne difensore numero 5 –, ma visto come si era messa la partita, con l’infortunio di Bottani e il gol gentilmente offerto a Cabral posso essere soddisfatto. La squadra ha reagito molto bene e ha mostrato buone cose anche nel palleggio. D’altra parte, non dobbiamo mai scordare che di fronte avevamo il Basilea e che noi siamo il Lugano, per quanto se qualcuno a digiuno del nostro calcio fosse arrivato a Cornaredo avrebbe fatto fatica a capire chi era l’uno e chi era l’altro. Una constatazione che ci deve far riflettere, deve infonderci coraggio per i prossimi impegni, farci capire che ce la possiamo giocare contro chiunque e che con un pizzico di convinzione in più siamo in grado di disputare un campionato importante».

Attestato di fiducia

Venerdì, in conferenza stampa, Mattia Croci-Torti era stato chiaro: in campo sarebbero scesi Maric e altri dieci… «Un attestato di fiducia importante, per quanto un po’ di pressione me l’ha messa addosso (“Mica potevo tenermela tutta io”, ha replicato il mister, ndr). Troppo spesso, nel calcio dopo i 35 anni vieni considerato finito, poco importa se ti alleni da professionista e in campo continui a dare ciò che ti viene chiesto. Dopo l’infortunio della scorsa stagione, in molti credevano che non sarei più ritornato in campo, che a 37 anni sarei stato troppo vecchio per ritrovare la condizione necessaria. Ho saputo rimanere calmo e aspettare: all’inizio la panchina era sacrosanta, in quanto non ero pronto, avevo ripreso la preparazione da poco e non ero il Mijat che avrei voluto. Essere gettato nella mischia contro quella che attualmente è la formazione più in forma del campionato, contro un Cabral capace di segnare ogni qualvolta passa la metà campo e concedere poco o nulla è stato davvero gratificante. In campo, avevo la sensazione che si sarebbe potuto giocare per tutto il giorno senza che il Basilea riuscisse a passare. E questo la dice lunga sulla qualità della nostra prestazione».

All’uscita dal campo, sotto la Monte Brè, Maric è stato salutato da una standing ovation… «È stato emozionante. Colgo l’occasione per ringraziare tutti per i messaggi di affetto ricevuti in questi mesi, mi riempiono d’orgoglio. Significano che con questa maglia qualcosa di positivo l’ho fatto e spero di poter dare ancora tanto al Lugano e ai suoi tifosi».

Nelle prossime ore, molto – se non tutto – potrebbe cambiare, con la nuova proprietà chiamata a divulgare il nome del tecnico destinato a succedere ad Abel Braga (e Mattia Croci-Torti). Per tutti, si tratterà di un nuovo inizio. Mijat Maric fa suo e amplifica il concetto che da settimane sta portando avanti l’ormai ex presidente Angelo Renzetti… «Il Lugano deve puntare sul gruppo. La squadra che conoscete è così perché al suo interno può godere di un ambiente impareggiabile, con giocatori capaci di eccellere sul piano tecnico, ma soprattutto su quello umano. Occorre proseguire sulla strada tracciata per poter competere contro realtà dai budget ben diversi dal nostro. La forza di volontà può fare la differenza, lo abbiamo dimostrato nelle passate stagioni. Quando la nuova dirigenza è arrivata, si è stupita vedendo la nostra situazione economico-societaria e mettendola a confronto con i risultati ottenuti. Si sono davvero chiesti come diavolo avevamo fatto. Il lavoro portato avanti negli ultimi anni non deve essere buttato via, ma al contrario occorre andare avanti nel solco tracciato».

Adesso la Super League si concede un altro weekend di pausa, ma lascia spazio alla Coppa Svizzera. Il Lugano è chiamato a confermare quanto di buono mostrato contro il Basilea, nell’insidiosa trasferta alla Maladière, al cospetto dell’attuale seconda forza di Challenge League. Il campionato tornerà protagonista tra martedì 21 e giovedì 23, con i bianconeri che ospiteranno il Grasshopper (giovedì alle 20.30).

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