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26.05.21 - 16:20
Aggiornamento: 19:51

‘Graziati dal destino, ma l'ultimo passo è il più difficile’

Matteo Tosetti parla della difficile stagione personale e del Sion, alla vigilia dello spareggio contro il Thun: ‘Tornare alla Stockhorn Arena mi farà effetto’

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Matteo Tosetti e Gaetan Karlen festeggiano la vittoria contro il Basilea

Alla fine, le statistiche parlano di 31 presenze su 36 per 1’986 minuti complessivi (64’ a partita), ma per Matteo Tosetti quella che si concluderà tra giovedì e domenica con lo spareggio di promozione-retrocessione tra Sion e Thun, è stata una stagione tribolata… «Una stagione divisa in due, ma in proporzioni di due terzi a un terzo. Tutto era partito molto bene prima della pandemia, ma in seguito è stato un disastro continuo e, nonostante i punti bene o male arrivassero, a livello personale sono stati mesi di grande sofferenza».

Con Fabio Grosso in panchina, il feeling tecnico non è mai scoppiato… «Ho costantemente giocato fuori posizione (laterale basso, ndr) e non riuscivo a fornire l’apporto che sapevo essere nelle mie corde. Spesso tornavo a casa triste e avevo pure perso fiducia nelle mie qualità. Per fortuna, nell’ultimo terzo di stagione, con Walker in panchina, sono riuscito a invertire la rotta. Adesso sto bene, ho ritrovato le migliori sensazioni e spero di poter dare un contributo significativo nello spareggio per la salvezza».

‘Sfruttare il regalo ricevuto’

Spareggio al quale Tosetti prenderà parte, nonostante l’infortunio patito nell’ultima di campionato contro il Basilea… «Mi sono rimesso perfettamente. Avevo accusato una leggera contrattura, ma ormai ho sufficiente esperienza per poter gestire il mio corpo. Con la squadra in netto vantaggio e lo Zurigo che stava battendo il Vaduz, avevo percepito la necessità di uscire dal campo per non rischiare un infortunio più serio».

Dopo la sconfitta a Cornaredo nella penultima di campionato, il Sion sembrava spacciato… «E invece siamo riusciti a regalarci una seconda chance, proprio quando il destino non era più nelle nostre mani. È un bel regalo, quello che ci è stato concesso. Adesso tocca a noi sfruttarlo e salvare la categoria».

La netta vittoria contro il Basilea ha ringalluzzito tutto l’ambiente… «Arriviamo all’appuntamento in una sorta di stato di grazia dopo essere stati graziati. Sappiamo però che il difficile inizia adesso. Non sarà una passeggiata e dovremo mettere in campo la stessa grinta e la stessa determinazione mostrata contro il Basilea per avere la meglio di un Thun che in caso contrario sarebbe in grado di metterci in grande difficoltà».

Contro i renani, il Sion è riuscito a trovare quello spirito agonistico che nemmeno contro il Lugano era stato in grado di mettere in campo… «Ci siamo trovati con le spalle al muro e questo ci ha permesso di aggrapparci a quella disperazione della quale avremmo forse avuto bisogno prima. La voglia di salvarsi, di ottenere qualcosa di positivo l’abbiamo ritrovata proprio all’ultimo e ci ha permesso di compiere un passo indispensabile verso la salvezza. Sappiamo, però, di aver fatto soltanto il minimo indispensabile, adesso ci tocca superare l’ostacolo più grande e salvarci, centrando in tal modo un risultato che fino a pochi giorni fa era tutt’altro che scontato».

E bisognerà farlo contro il Thun, società che occupa un posto di rilievo nel cuore di Tosetti… «Ho seguito le ultime partite di Challenge League, nella speranza di vedere il Thun scavalcare il Grasshopper e conquistare la promozione diretta. Un po’ perché nel canton Berna ho molti amici, un po’ perché in quel modo non sarei stato costretto a giocarmi la salvezza contro il mio passato. Per come avevo visto la squadra nella settimana precedente alla partita con il Basilea, sapevo che avremmo vinto, ne ero certo. Nel contempo, speravo che lo Zurigo ci desse una mano fermando il Vaduz e, non da ultimo, che l'avversario per lo spareggio non fosse il Thun. Mi è andata bene su tutta la linea, eccezion fatta per il nome della squadra da battere per rimanere in Super League. Scherzi del destino. Cercherò di prepararmi come se si trattasse di una sfida qualunque, ma so benissimo che non potrà mai essere una partita come tutte le altre. Lo ammetto, tornare in quello stadio dove ho vissuto quattro anni molto positivi mi farà un certo effetto».

‘Con Walker ritrovate le basi, senza fronzoli’

Con Fabio Grosso al timone, il Sion aveva conquistato 22 punti in 23 partite, con Marco Walker il bottino è stato di 13 punti in 11 partite (tre sono giunti con l’interimato di Christian Constantin…). «Con Walker siamo tornati alle basi, senza inventarci chissà che. Abbiamo praticato un gioco molto diretto e molto fisico, ciò che ha permesso alla squadra di trovare una sua stabilità. Tra l’altro, il fatto di schierare quasi sempre la stessa formazione, ha fatto sì che i giocatori ritrovassero la fiducia necessaria per essere determinanti nell’ultima parte di stagione. La stabilità è ciò che ci aveva fatto difetto nella prima parte, quando cambiavamo spesso moduli e interpreti. Può darsi che Grosso abbia sottovalutato il campionato svizzero, comunque piuttosto difficile. L’esserci affidati in seguito a un tecnico che conosce molti bene la realtà della Super League per aver trascorso molti anni a Basilea in qualità di assistente, ha facilitato il compito. Walker ha dato fiducia a molti ragazzi che nella precedente gestione non l’avevano ricevuta».

In tribuna il Sion non ha potuto avere il supporto del suo caldo pubblico, ma in compenso non gli è mai venuto meno il… fiato sul collo da parte del suo presidente. Contro il Basilea, Christian Constantin sembrava un leone in gabbia… «La sua presenza al fianco della squadra è stata costante su tutto l’arco della stagione. E si è rivelata estremamente positiva, fatto questo che mi ha molto sorpreso, alla luce dei toni spesso negativi con i quali si dipinge la figura di Constantin. Certo, è una presenza che mette pressione, ma ci ha responsabilizzati e ci ha aiutati a capire che bisognava dare di più: per rispetto suo, di tutto il Cantone e dei tifosi che non ci hanno mai fatto mancare il loro supporto, nonostante fossero impossibilitati a venire allo stadio».

Giovedì, dunque, alla Stockhorn Arena andrà in scena il primo atto dello spareggio. E in caso di risultato di parità vi sarà l’appendice dei rigori, fondamentali nel caso in cui il Covid-19 dovesse impedire la disputa della partita di ritorno, domenica al Tourbillon.

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