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02.04.21 - 15:04
Aggiornamento: 17:22

Nello scontro al vertice, in palio punti salvezza

Il Lugano (terzo) in trasferta contro il Servette (secondo): una vittoria sancirebbe di fatto il conseguimento del principale obiettivo stagionale

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Nell’uovo di Pasqua che aprirà domenica a Ginevra, il Lugano spera di trovare tre punti che gli permetterebbero di salire al secondo posto della classifica e, cosa ancora più importante, di arrivare a un passo dalla salvezza matematica. Quello della Praille sarà lo scontro al vertice del 27.mo turno di Super League, dopo una settimana di pausa per lasciar spazio alle Nazionali. E chi lo avrebbe mai detto? Due turni fa, quando i bianconeri erano andati in trasferta a Vaduz, in ballo vi era il rischio di vedersi clamorosamente risucchiati nel vortice della lotta contro la retrocessione. È bastata la vittoria in Liechtenstein e quella di Cornaredo contro il Basilea per scalare la classifica fino a un terzo posto che potrebbe sembrare rassicurante, ma che in verità è ingannevole: gli ultimi due posti, adesso, distano 10 punti, ma basterebbe sbagliare due partite per ritrovarsi ai piedi della scala. Per questo motivo, la trasferta a Ginevra assume un’importanza che va al di là della lotta per la seconda posizione… «Nelle ultime partite contro i granata – afferma Maurizio Jacobacci – abbiamo ottenuto due pareggi in trasferta e due vittorie a Cornaredo, il che è di buon auspicio. Questa volta, però, vogliamo andare al di là del pari e portarci a casa quei tre punti che ci permetterebbero di raggiungere quella quota di 39 che io ho sempre considerato l’asticella da superare per centrare la salvezza. È importante giungere il più in fretta possibile alla meta, non certo per fermarci lì, ma per poter attaccare in tutta serenità l’ultimo quarto di campionato e arrivare il più in alto possibile».

Si direbbe che si stia parlando di una stagione diversa se si ripensa ai discorsi di appena qualche settimana fa… «Ma non dobbiamo nemmeno lasciarci prendere la mano. L’asticella dei 39 punti non è ancora stata raggiunta e non dobbiamo mai dimenticare che alle nostre spalle il margine non è affatto ampio. A Ginevra andremo in campo per vincere, ma dobbiamo ricordare che c’è un motivo se loro occupano il secondo posto: non siamo inferiori a loro, ma non dobbiamo guardare più in là dell’impegno della Praille».

Sembra quasi ridicolo dirlo, ma in effetti, a Ginevra, tra la seconda e la terza del campionato, in palio ci saranno punti salvezza. Punti che potrebbero liberare in modo definitivo l’una o l’altra squadra dal fastidio di doversi guardare alle spalle… «Se ciò accadesse sarebbe un’evoluzione positiva. Ci permetterebbe di scendere in campo con minore tensione, consci del nostro valore e sapendo di potercela giocare con tutti. Una tranquillità che permetterebbe di evolvere con maggiore leggerezza, provando ad esempio cose che in altre circostanze non avresti tentato per non correre il rischio di sbagliare. Ciò detto, anche in un simile frangente sarebbe fondamentale mantenere alto il livello di concentrazione, perché, come detto, non abbiamo intenzione di fermarci qui, bensì di proseguire sull’onda dell’entusiasmo per conquistare il maggior numero possibile di punti».

La squadra è reduce da due settimane di allenamento, un lusso nel concentrato calendario al quale la pandemia ci ha costretti… «Nei primi giorni abbiamo lavorato con tanta serenità, senza pensare alla partita di Ginevra. Ci siamo allenati molto bene e dopo tre giorni di libero salutari per tutti, martedì abbiamo iniziato a preparare la sfida della Praille. Sappiamo che sarà una sfida difficile, come lo sono state quelle precedenti. Anche perché di partite facili non ne esistono, esistono solo partite che facili lo possono diventare in base al grado di concentrazione e determinazione messo in campo dal primo minuto. A Vaduz, in quella che considero la partita più importante della stagione, la squadra ha risposto alla grande fin dall’entrata in campo. Certo, qualcuno ha relativizzato la vittoria affermando che il Vaduz è poca cosa, ma quello stesso avversario che noi avevamo superato 3-0, la settimana dopo è andato a vincere a Ginevra...».

Una volta raggiunta la salvezza, si potrebbe pensare di dare spazio ai giovani… «Una cosa è certa: quando ci saremo tolti dalle spalle il peso di doverci assicurare una nuova stagione in Super League, potrebbero rimanere ancora parecchie partite e il mio obiettivo resta quello di guardare il più in alto possibile. Nello sport occorre essere ambiziosi e questa ambizione la voglio trasmettere ai ragazzi. Senza dimenticare che siamo ancora in ballo in Coppa Svizzera, altro traguardo importante per la società. Sarà un dovere superare il turno mercoledì contro il Monthey, per poi affrontare il Lucerna nei quarti di finale a Cornaredo. Vogliamo che questo finale di stagione sia il più esaltante possibile, ma nel contempo siamo consci di quanto la situazione sia ancora instabile e soggetta a improvvisi mutamenti. Ragion per cui, meglio lasciare da parte i discorsi relativi al futuro e concentrarsi unicamente sulla sfida di Ginevra».

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