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14.11.20 - 14:30
Aggiornamento: 16:25

Petkovic e Xhaka: ‘Vogliamo restare tra le grandi’

Per mantenere il posto nella Lega A di Nations League la Svizzera deve almeno pareggiare oggi contro la Spagna e battere l'Ucraina martedì

di Valentin Schnorhk/Ats
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Keystone

L’eventualità non deve spaventare, ma il pericolo retrocessione è reale: la Spagna la può decretare a Basilea, battendo una Svizzera che dal canto suo ambisce a vincere sia stasera sia martedì contro l’Ucraina, per scongiurare la relegazione nella Lega B e per mettersi in una buona posizione in vista del sorteggio per i Mondiali del 2022.

Uscire dalla divisione principale sarebbe un vero peccato, oltre che sancire un passo indietro nelle gerarchie della Fifa, con le conseguenze del caso al sorteggio del 7 dicembre. La Nations League ha regalato bellissime emozioni ai rossocrociati: si pensi al 5-mmm contro il Belgio di Lucerna (novembre 2018) che valse la Final Four in Portogallo otto mesi dopo. La Svizzera, insomma, ha saputo cogliere immediatamente il senso e lo spirito di una competizione che ammette il diritto all’errore ma ha pur sempre un valore intrinseco speciale, perché permette il confronto con le squadre più forti, il modo migliore per fare dei passi avanti e costruire un progetto in grado di reggere il confronto a livello internazionale.

La seconda edizione non sta riuscendo altrettanto bene, alla selezione di Vladimir Petkovic. Avere Spagna e Germania nel medesimo gruppo non aiuta, ma è lo scotto da pagare all’appartenenza alla Lega A riservata alle superpotenze del calcio, con l’inevitabile difficoltà che ne consegue, a livello di risultati. «Noi vogliamo continuare a giocare contro le grandi squadre», osserva Vladimir Petkovic, il quale non vuole prendere in considerazione l'eventualità di una retrocessione. La quale può però essere scongiurata solo da un pareggio o una vittoria oggi, purché ne faccia seguito un successo pieno martedì a Lucerna contro l’Ucraina.

‘Retrocedere sarebbe un'enorme delusione’

I margini di manovra sono esigui, complice un autunno mediocre sotto il profilo dei risultati. Capitan Granit Xhaka conferma i propositi del suo allenatore: «Vogliamo continuare a misurarci con i più forti. Certo che una retrocessione sarebbe un’enorme delusione».

Forse però scendere a un livello inferiore consentirebbe alla Nazionale rossocrociata di invertire la tendenza, in termini di risultati. Avrebbe la possibilità di affrontare avversari che le sono inferiori, ciò che consentirebbe di capire meglio quale sia il suo livello, identificabile con un posto tra il decimo e il quindicesimo posto, nelle gerarchie europee. «Quanto ai risultati - osserva Petkovic - la Lega B potrebbe rappresentare un vantaggio. Tuttavia, per il calcio svizzero in generale, per la crescita dei giocatori e della Nazionale, è determinante restare nella Lega A».

‘Non puntiamo al pareggio’

Assodato che l’obiettivo resta giustamente la salvezza, per non compromettere già stasera le ambizioni di salvezza, serve almeno un punto, contro la Spagna. «Non dobbiamo puntare al pareggio - ammonisce però Petkovic - bensì alla vittoria. Ci serve una prestazione perfetta. All’andata abbiamo potuto vedere che le possibilità di ottenere qualcosa ci sono. Forse fummo fin troppo rispettosi, in quel confronto. Dobbiamo giocare in modo meno trattenuto».

Sul piano del gioco, impostato sulla volontà di costruire l’azione partendo dalle retrovie anche a costo di qualche ingenuità, qualche pecca è emersa. Con esse, qualche perplessità, nonché un pizzico di pessimismo. «Ma non ci possiamo certo nascondere - sbotta Xhaka -. Dobbiamo continuare a fare il nostro gioco». «Vogliamo affrontare la partita con un atteggiamento propositivo», conferma Petkovic. 

Xhaka: ‘È il momento di agire’

Sulla filosofia di gioco, nessuna deroga. Se proprio ci devono essere delle modifiche, queste riguarderanno solo la composizione dell’undici titolare. La squalifica di Fabian Schär offre una maglia a Ricardo Rodriguez, a fianco di Manuel Akanji e Nico Elvedi. Il sinistro delicato del laterale del Torino permette alla squadra di imbastire le azioni dalle retrovie, come sarebbe il caso se giocasse Schär, altro difensore dotato di un piede vellutato, ancorché vittima di pericolose amnesie». «Non possiamo ragionare solo sugli errori del pacchetto arretrato - interviene ancora Xhaka -, dobbiamo evitare di sbagliare anche dal centrocampo in su, essere puntuali nell’ultimo passaggio. Per vincere la partite serve una maggiore precisione».

«Il centrocampista dell’Arsenal, leader della Nazionale, lancia un messaggio forte e chiaro. «Sono convinto che con questa squadra la Svizzera possa ottenere un risultato importante. È però arrivato il momento di agire, dopo tante discussioni».

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