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05.03.20 - 23:130

L’Acb piange Antonio Permunian

Il portiere del titolo 1947-48 è scomparso all’età di 89 anni. Il ricordo di Rege Colet: ‘Una bandiera e un vero signore per tutti noi’.

Nel cuore di chi aveva vissuto, anche solo attraverso lo specchio dei ricordi altrui, il calcio per molti versi pionieristico degli anni Cinquanta-Sessanta, la scomparsa di Antonio Permunian lascerà un vuoto incolmabile. Bandiera dell’Ac Bellinzona, Permunian si è spento questa mattina all’età di 89 anni (era della classe 1930). Portiere di grande talento, aveva esordito in prima squadra, appena diciottenne, nel Bellinzona del presidente Otto Scerri che proprio nella stagione 1947-48 aveva conquistato il titolo nazionale. Permunian è sempre stato fedele ai colori granata, eccezion fatta per una parentesi di sei stagioni trascorsa a Lucerna, prima del ritorno all’ovile nel 1966 e il ritiro due anni dopo.
Negli anni Sessanta si era illustrato anche a livello internazionale, portando a undici riprese la maglia rossocrociata. Il suo esordio risale al 22 maggio 1955 a Rotterdam contro l’Olanda (sconfitta per 4-1), mentre l’ultima partita porta la data del 9 maggio 1962 all’Empire Stadium di Wembley (sconfitta 3-1 contro l’Inghilterra). Subito dopo, prese parte alla spedizione elvetica ai Mondiali in Cile, dove fu riserva di Karl
Elsener.
«Di Antonio non si può che parlare bene – afferma Andrea Rege Colet, ex presidente dell’Acb –. Un vero gentiluomo, attaccatissimo a sua moglie, scomparsa da pochi anni. Sempre disponibile, praticamente era in sede tutti i giorni e si occupava prevalentemente degli allievi. Era sempre disposto a dare una mano per qualsiasi cosa, in qualsiasi momento. Un ricordo, il mio, che va al di là dei risultati sportivi, risultati che parlano da soli. Non ci sono moltissimi calciatori ticinesi che possono vantarsi di aver raggiunto i suoi traguardi. È una di quelle persone che quando scompaiono si portano via un pezzo di storia».
Di bandiere il Bellinzona ne ha avute tante, ma quella di Permunian, anche dopo tanti anni, continuava a sventolare al vento della città, forse perché legata allo scudetto del dopoguerra... «È vero, ce ne sono state tante di bandiere, anche in tempi più recenti, ad esempio i giocatori della squadra dei maestri. È però vero che è stata una delle più gloriose, per i risultati conseguiti con il club, ma anche in Nazionale. Sono scomparse che lasciano il segno e fanno riflettere».
Antonio Permunian ha smesso di giocare nel 1968, troppo presto perché Andrea Rege Colet se lo possa ricordare... «Mentirei se dicessi di ricordarmelo in attività. Quando disputò i Mondiali in Cile, nel 1962, io nascevo, ragione per cui... Ho però il ricordo dei filmati televisivi. È sempre stato un personaggio carismatico, per la piazza granata, ma anche per noi giovani dirigenti. Io sono diventato presidente a 40 anni e lui ne aveva venti in più. Eppure, dal giorno in cui ho assunto la direzione della società, ogni qualvolta mi incontrava mi salutava con un “buongiorno presidente” che la dice lunga sulla sua signorilità. Un uomo di altri tempi, nel senso buono del termine. È sempre stato molto vicino al club e mi ricordo che quando la sede dell’Acb era ancora sopra il Grottino, non passava giorno che non si facesse vivo, vuoi per vedere se poteva essere utile in qualche modo, vuoi per una semplice visita di cortesia».
I funerali si svolgeranno sabato 7 marzo alle 14.15 nella chiesa Madonna delle Grazie. Alle 15.00 seguirà la cerimonia al Crematorio.

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