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08.11.18 - 19:400
Aggiornamento 09.11.18 - 09:19

Fumata nera per il Team Ticino, soluzione rimandata

L'assemblea dell'associazione non raggiunge l'accordo nemmeno sul presidente del giorno. Angelo Renzetti: 'Sta a Lugano, Bellinzona e Chiasso trovare una soluzione. E la troveremo'

Fumata nera a Giubiasco. La tanto attesa assemblea del Team Ticino si è risolta con un nulla di fatto e le parti si sono lasciate senza entrare nel merito delle discussioni. L'auspicato (dal Lugano e Chiasso ) e temuto (dal Bellinzona) riassetto dell'associazione che gestisce la formazione d'élite del calcio ticinese non vi è dunque stato e tutto viene demandato a futuri colloqui e a un'ulteriore assemblea. Chiaro, in merito, il presidente del Lugano, Angelo Renzetti... «Nei prossimi giorni gli attori principali, vale a dire noi, il Chiasso e il Bellinzona, si ritroveranno attorno a un tavolo per cercare una soluzione condivisa da portare poi davanti all'assemblea. È inutile coinvolgere fin dall'inizio troppe persone perché poi diventa un carnevale del quale, personalmente, mi vergogno pure».

Nell'assemblea di ieri non si è giunti nemmeno alla nomina di un presidente del giorno... «Meglio, così almeno c'è stata una presa di coscienza collettiva. Adesso, inoltre, gli attori in campo sono diventati quattro con l'ingresso della federazione ticinese, il cui ruolo però non è ancora ben definito. La soluzione la dobbiamo trovare noi che siamo sul campo, che spendiamo tanti soldi e tanto tempo per il bene del calcio giovanile. Un punto d'incontro lo troveremo, ne sono certo. È sempre così, prima ci si tira addosso i piatti, poi arriva la presa di coscienza e si raggiunge un accordo.  A noi sta bene anche che la Ftc si sieda al tavolo delle trattative: per il settore giovanile a Lugano spendiamo 2,5 milioni, il Team Ticino supera il milione e la federazione arriva a mezzo milione: se mettessimo assieme tutto questo ben di Dio potremmo dominare la scena nazionale».

Come si sono svolti i pochi minuti di assemblea lo ha spiegato Augusto Chicherio, presidente uscente del Team Ticino. «Le prime schermaglie si sono avute sull'eventuale entrata della Federazione in qualità di socio. La votazione è finita 2-2, proprio come quella sul presidente del giorno (le proposte erano l'avvocato Tettamanti e lo steso Chicherio, ndr). A quel punto non mi è rimasto altro da fare se non chiudere l'assemblea, facendo appello ai soci affinché si ritrovino per raggiungere un accordo da portare davanti alla prossima assemblea che andrà convocata il più presto possibile . Ho pure ricordato loro la possibilità di usufruire della mediazione del Decs, espressa proprio questa mattina alla Rsi dal suo direttore onorevole Manuele Bertoli».

Non si è comunque creato, all'interno del Team Ticino, un pericoloso vuoto di potere... «No, perché il comitato rimane in carica e si occuperà degli affari correnti».

C'è addirittura chi si chiede se questo non possa essere l'inizio della fine per il Team Ticino... «Non credo che il progetto sia a rischio perché suppongo che il Ticino voglia continuare a usufruire del calcio d'élite nella formazione. Certo, siccome le competenze sono esclusivamente dell'Asf, questa potrebbe pure decidere di toglierci il label di calcio d'élite, per cui il Ticino verrebbe privato di campionati di qualità. Ma mi auguro che non si voglia giungere a tanto».

Quale può essere la tempistica per il raggiungimento di un accordo? «Non chiedetelo a me, dipende dai soci. Posso però dire che mi dispiace chiudere in questo modo undici anni di presidenza. Sarei stato felice di vedere il Team Ticino proseguire in acque tranquille: una baraonda come questa non mi fa certo piacere».

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