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17.03.18 - 11:000

Con il Lucerna a petto in fuori

Renzetti e Tami caricano la squadra reduce da tre sconfitte, rimarcando il bel percorso del Lugano in Europa League

Lucerna in questa stagione ha avuto un doppio significato per il Lugano. Da una parte quello di sempre, il club, uno dei nove avversari dei bianconeri nel massimo campionato e di scena domani a Cornaredo per la terza sfida stagionale (una vittoria a testa per 1-0). Dall’altra la città e il suo stadio, che hanno ospitato le notti magiche di Europa League del sodalizio di Angelo Renzetti. Sì, magiche, perché nonostante la qualificazione sfumata per un niente (una lunghezza), i nove punti ottenuti da una squadra che non calcava il palcoscenico europeo da 15 anni non possono che essere considerati magici. E utilissimi per il calcio elvetico, che grazie ai 6,500 punti conquistati dalle società svizzere nelle competizioni Uefa di quest’anno, ha difeso per un soffio (0,025 punti sulla Repubblica Ceca) il dodicesimo posto nel ranking continentale, sinonimo nella stagione 2019/2020 (così come per la prossima) di un posto al playoff di Champions per il campione nazionale e uno nei gironi di Europa League per chi vince la Coppa Svizzera (oltre a un’altra compagine nelle qualificazioni di CL e due in quelle di EL).

Cosa centra il Lugano? Beh, di quei 6,500 punti, i bianconeri ne hanno portati ben 1,200, meno evidentemente del Basilea arrivato sino agli ottavi di Champions (3,800), ma tanti quanti la corazzata Young Boys. E questo in barba ai pronostici di chi, soprattutto oltre Gottardo, proprio in ottica ranking Uefa temeva la presenza dei ticinesi in Europa.

«Questo ci fa piacere e ci riempie d’orgoglio, era giusto che ci fossi anche io», esordisce il presidente Angelo Renzetti, presentatosi un po’ a sorpresa all’abituale conferenza stampa che anticipa l’impegno del weekend. «Non sottovaluterei quello che ha detto il presidente – gli ha fatto eco Pier Tami –. La stampa svizzero-tedesca ci aveva un po’ massacrato quando il Lugano si era qualificato per l’Europa League, in un certo senso ci avevano mancato di rispetto affermando che non avremmo conquistato nemmeno un punto. Così non è stato e se la Svizzera rimane nei primi 12 posti del ranking, il merito è pure nostro e anche dall’altra parte dal Gottardo devono accorgersene. Siamo stati zitti allora, ma oggi è giusto esaltare quello che è stato il percorso del Lugano».

Un percorso che Sulmoni e compagni sperano di poter ripetere anche nella prossima stagione, ma la speranza alimentata da quattro successi filati in campionato è poi stata smorzata da tre ko di fila. Uno scenario che ricorda quanto capitato durante l’andata, quando erano state cinque le sconfitte consecutive in Super League, prima della svolta grazie al successo proprio in Europa sul Viktoria Plzen. Uno stimolo quello Europeo su cui i sottocenerini non possono però più contare, perlomeno non in questa annata... «È una situazione completamente diversa rispetto all’andata, soprattutto perché ci conosciamo meglio. Adesso dobbiamo concentrarci su quello che possiamo fare meglio noi, al di là dell’avversario, che per altro è una delle squadre più in forma del campionato. Il Lucerna (ancora imbattuto nel 2018 sotto la guida del tecnico Gerardo Seoane, ndr) sta dimostrando grande aggressività e solidità, ma anche tanta qualità. È una partita importante per ritrovare i nostri valori, ancora più dei punti in palio. Ad aprile (dopo la pausa per le Nazionali, ndr) avremo sei partite: sarà un mese decisivo, soprattutto per raggiungere il nostro primo obiettivo».

Bottani out un mese

Una fase decisiva del campionato nella quale il tecnico locarnese avrà a disposizione due pedine in più, il portiere Noam Baumann appena arrivato dal Wil («un investimento per il futuro, diamogli tempo») e il centrocampista 19enne Eris Abedini, che verrà richiamato dal prestito al Chiasso e nel quale Renzetti afferma di credere «molto, è cresciuto e vogliamo dargli un’opportunità».

Musica però principalmente del futuro, mentre il presente dice che il Lugano dovrà fare a meno per almeno un mese di uno dei suoi giocatori più in forma, quel Mattia Bottani uscito con una caviglia malconcia da un allenamento... «Spero che l’assenza di Mattia non pesi troppo. Dispiace in primis per lui, stava facendo bene e lo vedevo molto convinto. Ma abbiamo gli elementi per sopperire alla sua assenza e dobbiamo farlo».

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