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CICLISMO
30.08.22 - 12:58
Aggiornamento: 14:27

Lo spettro del Covid minaccia la Vuelta

Dalla partenza a Utrecht del 19 agosto già 13 corridori testati positivi

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Aumenta l’inquietudine nella carovana della Vuelta, dopo che lunedì – giorno di riposo – i nomi di Mathias Norsgaard (Movistar) e Jarrad Drizners (Lotto-Soudal) si sono aggiunti alla già nutrita lista di corridori ritiratisi a causa del coronavirus. A loro si aggiunge fra l’altro il britannico Ethan Hayter (Ineos), che ha dato forfait martedì mattina, pure lui a causa del Covid: 13 dei 21 ritiri fin qui registrati al Giro di Spagna sono dunque legati a questa malattia. Negli ultimi giorni la propagazione del virus è aumentata parecchio: 9 i casi riportati fra venerdì e lunedì.

«Ormai è una vera piaga», ha detto l’australiano Ben O’Connor, scalatore della Ag2r, squadra che per il Covid ha perso venerdì Vendrame e Hanninen. «I test creano molto stress all’interno delle squadre, ma dobbiamo cambiare le cose. Secondo me, il regolamento va mutato. Se stai male, non corri: non dev’essere un test a decidere».

Fra i ritirati troviamo anche Delaplace (Arkéa) e Wout Poels (Jumbo), gregario del campione in carica Primoz Roglic, ma anche Pieter Serry, compagno di squadra del leader della corsa Remco Evenepoel. L’Unione ciclistica internazionale, che aveva annunciato il 9 agosto che avrebbe adottato per la Vuelta lo stesso protocollo in vigore al Tour de France, raccomanda inoltre vivamente controlli quotidiani tramite test antigenici per tutti i membri delle squadre (corridori e personale vario), che siano vaccinati o meno.

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