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10.08.22 - 08:32

Filippo Colombo freccia rossocrociata per gli Europei

Campionati in programma tra 10 giorni a Monaco di Baviera. Il ticinese reduce dagli ottimi risultati ottenuti in Cdm negli Stati Uniti e in Canada

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Alla luce dell’assenza di Nino Schurter e della convocazione all’ultimo minuto di Mathias Flückiger (reduce da Covid-19 e quindi in condizioni fisiche tutte da valutare), Filippo Colombo si avvicina ai Campionati europei in programma il 20 agosto a Monaco di Baviera con i galloni di portabandiera della squadra rossocrociata. A maggior ragione dopo le due settimane trascorse in Nord America e coronate da grande successo. I weekend di Snowshoe (Stati Uniti) e Mont-Sainte-Anne (Canada) sono probabilmente stati i migliori della carriera di Coppa del mondo del biker di Bironico: ottavo e primo posto nelle due short-track, quinto (al termine di una gara folle) e secondo nelle due di cross-country… «Sono state due settimane sicuramente molto positive. Non sono riuscito a completare il puzzle per giungere al grandissimo risultato, ma nel complesso sono stati i quindici giorni di Coppa che meglio mi sono riusciti. Non nascondo un pizzico di rammarico per la prova di Snowshoe, dove sentivo di stare benissimo, probabilmente meglio rispetto a Mont-Sainte-Anne. Adesso devo recuperare dal fuso orario e poi si riparte con l’obiettivo puntato sugli Europei e sul finale di stagione che comprende pure i Mondiali di Les Gets e l’ultima prova di Coppe del mondo in Val di Sole».

Alla conquista dell’America

Ma torniamo sulla gara disputata in West Virginia: una foratura in avvio, una grande rimonta, poi una scivolata subito dopo essere tornato nel gruppetto di testa e, alla fine, un comunque ottimo quinto posto. Ci fosse stato un giro in più, probabilmente Colombo avrebbe di nuovo agganciato la testa della corsa… «Sono convinto che avrei potuto vincere. Dal profilo fisico ero superiore alla concorrenza. Poi, però, tra il dire e il fare… Parlare adesso, a bocce ferme e seduti a un tavolo è facile, in gara la musica è ben diversa. Di certo, ho imparato molto da quell’esperienza, mi ha fatto crescere e ha contribuito ad aumentare la fiducia in me stesso».

Se la prova negli Stati Uniti è stata combattuta fino all’ultimo, con i primi quattro racchiusi in 11" e Colombo giunto a 20" dal vincitore, lo spagnolo Serrano, in Canada c’è stato un solo dominatore, il francese Titouan Carod che ha chiuso con oltre 1’30" su Colombo (ma a un certo punto il vantaggio sfiorava i 3’)... «Era da inizio stagione che Titouan aspettava l’appuntamento nel Québec. È il tracciato che predilige, per cui si è preparato al meglio, dimostrando che quando focalizza un obiettivo è in grado di giungere al giorno fatidico nelle migliori condizioni psico-fisiche. Io mi sono trovato nella situazione abbastanza comoda di avere un compagno di squadra davanti, per cui non spettava a me fare il forcing per chiudere il buco. Titouan è partito a tutta e dietro c’è stato un pizzico di attendismo che gli ha permesso di scavare subito un divario importante. In pratica, dopo appena due giri la gara era già finita, almeno per la vittoria. Io mi sono tolto la soddisfazione di staccare Schurter, anche se Nino era reduce dalla caduta a Snowshoe, per cui non era brillante come al solito».

Per il Team Absolute Absalon un vero trionfo, perché non bisogna dimenticare il successo del biker ticinese nella prova di short-track di venerdì… «Per la squadra è stata una giornata perfetta, difficile pensare a una trasferta americana migliore di questa. È stato bello essere parte della vittoria di Titouan. E io, con un primo e un secondo posto, non posso che essere felicissimo».

Un picco di forma, quello di Colombo, per nulla casuale… «Assolutamente. Le tre settimane e mezzo trascorse in Engadina subito prima dell’appuntamento di Lenzerheide stanno dando i loro frutti. Sono contento, perché i risultati ottenuti in America dimostrano come l’investimento in ore di allenamento non sia stato vano».

Un bronzo da difendere

Veniamo al prossimo appuntamento, quello con gli Europei di Monaco. Filippo Colombo avrà una medaglia da difendere, quella conquistata un anno fa sul tracciato cittadino di Novi Sad… «È vero, ho il bronzo da difendere e quello è l’obiettivo minimo per la gara di domenica prossima. Penso di aver dimostrato la mia buona condizione fisica, per cui non mi sembra giusto nascondermi troppo. Resta il fatto che sul tracciato di Monaco nessuno ha mai corso, è inedito. Guardando la planimetria, non vi saranno lunghe salite e lunghe discese, ma dovrebbe piuttosto trattarsi di un percorso veloce, moderno, con pochi strappi corti e, soprattutto, non cittadino. Sulla carta si potrebbe adattare alle mie caratteristiche, ma per esserne sicuri occorrerà vederlo dal vivo e pedalarlo in allenamento».

Al via mancherà qualche pezzo da novanta… «Non ci sarà Nino Schurter, così come alcuni francesi, tra i quali Titouan Carod, i quali hanno preferito concentrarsi sul Mondiale in programma dal 24 al 28 agosto. Secondo me, a Monaco gli uomini da battere saranno il britannico Tom Pidcock – anche se manca la conferma definitiva della sua presenza –, Mathias Flückiger e il campione uscente Lars Forster, in chiaro crescendo nelle ultime settimane».

A un colpo di pedale dal vertice

Subito dopo gli Europei, i Mondiali di Les Gets… «Il tracciato è quello tradizionale della tappa francese di Coppa del mondo. Un tracciato con il quale né da U23, né da élite ho mai avuto grande feeling. Ovviamente si tratta di un Mondiale, per cui ognuno spera di fare bella figura, ma a inizio stagione non ho voluto fissare Les Gets come uno degli obiettivi principali. Preferivo trovare una continuità di risultati e di rendimento sull’arco di tutta l’estate».

Una regolarità che Colombo ha dimostrato lungo tutto l’arco della stagione, al di là di qualche occasione nella quale la Dea bendata gli ha voltato le spalle. Il ticinese si è definitivamente inserito nel gotha della specialità e dopo le due vittorie in short-track (Lenzerheide e Mont-Sainte-Anne), non sembra lontano nemmeno il successo nel cross-country… «Spero sia solo questione di tempo. Nel ranking mondiale dell’Uci mi trovo al nono posto, mentre nella generale di Coppa del mondo sono settimo. Questa stagione l’obiettivo era rappresentato da un consolidamento della mia posizione ai vertici della Mtb e per il momento penso proprio di poter essere discretamente soddisfatto».

Una volta metabolizzato il cambio di fuso orario, si ricomincia… «Il prossimo weekend saremo già a Les Gets per il settaggio di tutti i materiali in vista dei Mondiali. Da lì farò una breve capatina in Ticino, prima di ripartire per Monaco. Subito dopo gli Europei ci trasferiremo in Francia».

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