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ATLETICA
17.07.22 - 12:28
Aggiornamento: 15:48

Ehammer: il decathlon è la mia passione, il lungo una vetrina

Parla il ventiduenne appenzellese dopo aver centrato il bronzo ai Mondiali di Eugene. ’Non sono troppo soddisfatto della misura, ma mi godo il risultato‘.

Ats, a cura di Hans Leuenberger/red
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«Ai Mondiali conta soltanto chi arriva sul podio». Parola di Simon Ehammer, il ventiduenne appenzellese fresco vincitore del bronzo iridato ai Mondiali Eugene, in Oregon. In una disciplina, oltretutto, che a ben vedere non è nemmeno la sua: lui che arriva da decathlon, dove eccelle sì nel lungo, ai campionati del mondo si è trovato di fronte la crème de la crème di chi si cimenta unicamente nel salto. «Da una parte, volevo metter mano sulla medaglia a questi Mondiali per dimostrare che noi decatleti possiamo giocarcela anche con gli specialisti. Infatti il decathlon resta la mia passione, mentre il salto in lungo è la mia eccellenza. Infatti so di avere grandi qualità in questa specialità, tra cui quella di andare costantemente oltre gli 8 metri»

Cosa provi dopo questo podio ai Mondiali?

«La sensazione che si ha dopo aver raggiunto un obiettivo. E anche se non sono troppo soddisfatto della misura (8 metri e 16, ndr), mi godo comunque il risultato».

Adesso ti sentirai obbligato a cimentarti ogni volta anche nel lungo in occasione delle grandi manifestazioni?

L’obiettivo è riuscire a conciliare decathlon e lungo. L’anno prossimo ai Mondiali di Budapest farò entrambe le discipline, sperando che gli organizzatori abbiano un occhio di riguardo per me e adottino una programmazione che non mi impedisca di disputare entrambe le prove.

Ai Campionati europei di Monaco, fra tre settimane, farai però soltanto il decathlon: con quali ambizioni?

Punto a raggiungere quotai 8’500 punti, ciò che dovrebbe bastare per conquistare il titolo, ma non so in quale stato di forma potrò affrontare gli Europei.

La gara del lungo a Eugene non è stata facilissima: dopo il sesto tentativo di Wang Jianan a 8,32, sei scivolato al terzo posto quando tre atleti dovevano ancora saltare. Come hai vissuto l’attesa?

Non è stato facile. Confesso di aver tirato un grande sospiro di sollievo dopo il salto dell’ultimo concorrente.

Se dovessi giudicare la tua prova, come la valuteresti?

Il mio quarto e quinto tentativo non erano validi per pochissimo, e in entrambi i casi sarei stato ben al di là degli 8,20 metri. Sarebbe stato un bel messaggio per i miei rivali. Ma so anche che ho vinto il bronzo per un solo centimetro. Col mio allenatore, avrò dunque tutto il tempo per riflettere su questa gara e per trarne qualche insegnamento.

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