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MOUNTAIN BIKE
12.07.22 - 18:09
Aggiornamento: 19:22

Nino Schurter si difende, ma la polemica non si placa

Il grigionese replica a Flückiger dopo la clamorosa doppia autoeliminazione in Coppa del mondo a Lenzerheide. ‘Invece di giustificarsi potrebbe scusarsi’

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Eccolo servito il feuilleton dell’estate...

Nino Schurter si difende dall’accusa di aver fatto uso di violenza all’arrivo della prova di Coppa del mondo di Lenzerheide, domenica, quando il grigionese era finito a terra durante una manovra di sorpasso azzardata da parte del connazionale Mathias Flückiger, mentre i due erano in lotta per il successo, manovra che alla fine è costata la gara a entrambi. Visibilmente arrabbiato, Schurter al traguardo se l’era presa con Flückiger, assestandogli una sberla sulla schiena.

Oggi, però, Giusep Fry – il manager di Schurter – dice che il suo cliente ha la sensazione di essere passato dal ruolo di vittima a quello di carnefice, dopo che Flückiger aveva detto di essere stato "picchiato alla schiena dal collega". Schurter respinge fermamente l’accusa, sostenendo di avergli dato solo una sberla sul dorso. Quell’acceso finale di gara, tra l’altro, è costato due punti di penalizzazione in classifica da parte dell’Uci più una multa, ma non a causa della presunta violenza nei confronti di Flückiger: infatti, la Federazione ciclistica internazionale ha sanzionato Schurter per "condotta inappropriata all’arrivo", mentre l’ammenda è dovuta al fatto che il grigionese abbia fatto uso di una telecamera "GoPro" senza autorizzazione durante la ricognizione del tracciato.

Schurter, inoltre, si dice infastidito dalla frase di Flückiger, che aveva dichiarato: "Agli ultimi Mondiali Schurter mi aveva insegnato come si sorpassa e come si può correre in maniera insolente". Oggi il trentaseienne campione del mondo replica dicendo che «in quindici anni di carriera mai un atleta è caduto a terra a causa del mio comportamento, e non ho mai messo a rischio la salute di nessuno. Invece di giustificarsi con argomenti fallaci, Flückiger potrebbe almeno presentarmi le sue scuse personali...».

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