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TOUR DE FRANCE
06.07.22 - 18:10
Aggiornamento: 19:08

Clarke vince la tappa del pavé, Van Aert sempre in giallo

In classifica sorride soprattutto Pogacar, che guadagna oltre due minuti su Roglic

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La frazione più affascinante della prima settimana della Grande Boucle – da Lille ad Arenberg – finisce nel carniere di Simon Clarke, australiano della Israel che vive a due passi dal Canton Ticino e che ama allenarsi sulla strada che porta al Generoso. Il 35enne, al successo più importante della sua carriera, ha preceduto di un capello l’olandese Van der Hoorn, con cui ha condiviso una fuga lunghissima di cui facevano parte pure Boasson Hagen e Powless, staccati al traguardo di pochissimi secondi.

Ci si attendeva spettacolo da questa tappa battezzata mini Roubaix, e le aspettative non sono state disattese. I 20 km totali di pavé hanno fatto selezione, innescato cadute, provocato forature e imbrattato i corridori con la polvere di carbone delle miniere circostanti. A fare il migliore affare è stato lo sloveno Tadej Pogacar, grande favorito per la vittoria finale, che guadagna 2’15 sul suo connazionale Roglic, vittima di una caduta. Pogacar ha piazzato la zampata sul tratto più duro di cubetti di porfido, a 18 km dal traguardo, salutando il grosso del gruppo con un’azione prepotente e andandosene via insieme a Stuyven, che non avendo capitani da tutelare era in quel momento il perfetto compagno di scorribanda per il vincitore delle ultime due edizioni del Tour. L’iniziativa ha permesso allo sloveno di guadagnare non solo su Roglic, ma pure su altri potenziali rivali per la classifica generale, come Thomas e Laporte.

A rischiare di uscire di classifica è stato anche Vingegaard, vittima di problemi meccanici. Il danese per un tratto ha dovuto usare la bici di Van Hooydonck – che è un gigante – senza mai poter poggiare le terga sul sellino, nettamente troppo alto per lui. Ha perso ovviamente parecchio tempo, ma alla fine è riuscito a limitare i danni grazie al lavoro di Van Aert, che pur essendo maglia gialla si è messo a disposizione del suo capitano. Lo stesso leader della corsa si è reso protagonista di un paio di episodi curiosi e pericolosi, risoltisi per fortuna senza danni. Dapprima per mancanza di attenzione si è arrotato con Kruijswijk, e in seguito, sempre più distratto, ha rischiato di stamparsi sul retro di un’ammiraglia che aveva rallentato. Malgrado il ritardo al traguardo di oltre 1 minuto dal vincitore, il belga resta come detto al comando della classifica generale, seguito a 13" dall’americano Powless, a 14" dal norvegese Boasson Hagen e a 19" da Pogacar, l’autentico vincitore della frazione. Migliore elvetico Stefan Küng, giunto 57° a 2’10. Giovedì frazione di 220 km con arrivo in salita su una rampa di 800 metri con pendenza media dell’11%.

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