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CICLISMO
05.07.22 - 18:32
Aggiornamento: 18:55

Capolavoro di Van Aert al Tour

Il belga, dopo tre secondi posti consecutivi, vince con gamba e testa la quarta frazione e rafforza il primato

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Dopo tre secondi posti consecutivi, Wout Van Aert finalmente riesce a vincere, e lo fa nel modo migliore che si possa immaginare: con la maglia gialla sulle spalle e grazie a un’azione prepotente e spettacolare sferrata a una decina di chilometri dal traguardo, lungo una litoranea costellata di vestigia della Seconda guerra mondiale. Il belga della Jumbo-Visma – una volta ripreso insieme al grosso del gruppo il fuggitivo di giornata Anthony Perez – ha messo la freccia e ha staccato tutti, mostrando una gamba con la quale nessuno, oggi, sembra poter rivaleggiare. Ci provano tutti a stargli a ruota, da Yates a Vingegaard, da Roglic a Pogacar, ma presto capiscono che la sua andatura è impossibile da tenere. Protetto dalle dune, che smorzano l’azione del vento, e un po’ aiutato da alcune rotonde – che inevitabilmente rallentano i gruppi troppo nutriti – l’ex campione del mondo di cross sull’ultimo strappo acquista quasi mezzo minuto di vantaggio. Abbastanza per arrivare da solo al traguardo di Calais, fra due ali di folla esaltata: non succede spesso di veder vincere il leader della Generale, e soprattutto in modo così perentorio. Alla fine saranno 8 i secondi di margine che riesce a conservare quando transita sotto lo striscione d’arrivo della quarta tappa della Grande Boucle, la prima in terra francese dopo il rientro dalla Danimarca.

Dietro di lui si scatena la volata per il secondo posto, benché qualcuno sia convinto che si tratti dello sprint per la vittoria: è il caso del belga Philipsen, che precede Laporte e alza le braccia al cielo illudendosi di aver portato a casa la tappa. I colleghi, ghignando, subito lo avvertono di rimettere via lo champagne. Sta succedendo un po’ troppo spesso, ultimamente: pare inconcepibile, nell’era degli auricolari, eppure ci sono cascati anche Bettiol e l’attuale leader del Tour.

Ventisette anni, Van Aert ha firmato il successo personale numero sette nella corsa a tappe più prestigiosa al mondo, alla quale ha preso parte la prima volta nel 2019. Ora il suo vantaggio in classifica ammonta a 25 secondi su Yves Lampaert – belga pure lui – e a 32 sullo sloveno Tadej Pogacar, vincitore delle ultime due edizioni e considerato ancora il grande favorito di quest’anno. Il migliore fra i rossocrociati è sempre il turgoviese Stefan Küng, che mantiene la nona posizione. Mercoledì la corsa avrà il sapore della Roubaix, visto che lungo i 157 chilometri che portano da Lille ad Arenberg ci saranno da percorrere 11 settori di pavé, l’ultimo dei quali a soli 7mila metri dal traguardo, per un totale di quasi 20 km. Ne vedremo delle belle, c’è da scommetterci.

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